Elezioni: Udc, stop a parenti in lista o in coalizione

Roma, 29 ago. (Adnkronos) – Elezioni off limits per mogli, mariti, figli e nipoti se candidati nella stessa lista o nella stessa coalizione. La norma ‘anti-nepotismo’ e’ sollecitata dall’UDC, che ha presentato una proposta di legge con la deputata Anna Teresa Formisano. “La pratica di sostenere parenti stretti per l’assegnazione di incarichi istituzionali o di prestigio nei settori della cultura, dell’economia e dell’universita’, tanto per citarne alcuni, e’ stata ed e’ ancora molto in uso. Un malcostume -spiega la parlamentare centrista- che ha innegabili conseguenze negative in politica, dove la qualita’ della classe dirigente va ad incidere direttamente sulle sorti del Paese stesso”.

Da qui la necessita’, secondo l’UDC, di modificare il testo unico per le elezioni di Camera e Senato: un solo articolo che cambierebbe in modo radicale la prassi fin qui osservata: “sono nulle le candidature di candidati che risultano legati da vincoli di parentela, in linea retta o collaterale, o di affinita’, se presentate all’interno della medesima lista o della medesima coalizione”. Una disposizione che si applicherebbe “anche qualora i candidati si presentino l’uno alla Camera e l’altro al Senato”.

La candidatura ‘del parente’ e’ a giudizio della deputata UDC un retaggio addirittura medievale, “quando i papi e i vescovi allevavano i propri figli illegittimi facendoli passare per nipoti e concedendo loro favori e prebende. E non sono stati pochi i pontefici che con questo metodo hanno portato avanti una vera e propria ‘dinastia’ papale, fino a che nel 1692 Innocenzo XII, con una bolla pontificia che proibiva ai Papi di concedere proprieta’, incarichi o entrate a qualsiasi parente, che, se ‘qualificato’, poteva aspirare ‘solo’ al cardinalato”. Piu’ di recente, sottolinea Formisano, l’ascesa politica del parente ha avuto esempi illustri, come nelle dinastie presidenziali degli Stati Uniti, dai Kennedy ai Bush.

 

 










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