Udc: da domani a Chianciano tre giorni verso partito Nazione

Roma, 9 set. (Apcom) – Si apre domani con l’intervento del segretario Lorenzo Cesa il tradizionale appuntamento annuale dell’Udc a Chianciano Terme che anche quest’anno sarà incentrato sul progetto di Pier Ferdinando Casini di costruire un soggetto che vada oltre l’attuale partito: “Verso il partito della nazione”, è il titolo della tre giorni che si concluderà domenica con l’intervento dell’ex presidente della Camera intervistato dal direttore del Tg di La7, Enrico Mentana. Quel partito della nazione – il nome, ci tengono a sottolineare a via dei Due Macelli, è assolutamente provvisorio – che è stato lanciato da Casini il 22 maggio scorso in occasione del seminario organizzato dalla fondazione Liberal a Todi, azzerando tutti gli incarichi dell’Udc e azzardando addirittura l’archiviazione dello scudo crociato.

A poco più di tre mesi da Todi, la crisi della maggioranza si è aggravata e se il rischio di elezioni anticipate a novembre sembra scongiurato, quello di un voto a primavera è sempre dietro l’angolo: uno scenario che se non frena il cammino dell’Udc verso la costituzione del nuovo partito, certamente impone più prudenza nel mettere in soffitta un soggetto che ha ottenuto buoni risultati alle ultime elezioni.

Prudenza a partire dal simbolo: “Lo scudo crociato resterà al di là del partito della nazione”, ha detto oggi Casini parlando ai giovani della scuola di formazione politica organizzata a Chianciano. Ed è stato travolto dagli applausi. Più prudenza anche rispetto a coloro che sembrano essere i naturali compagni di viaggio di Casini: Gianfranco Fini e Francesco Rutelli. Secondo quest’ultimo “se c’è un’accelerazione ci troveremo inevitabilmente e positivamente uniti”. E secondo il finiano Italo Bocchino il presidente della Camera e Casini saranno gli artefici di un nuovo centrodestra più europeo che alle prossime elezioni si presenterà come alternativa a quello “populista e sudamericano” di Silvio Berlusconi e della Lega.

“Ognuno ha la sua idea di come va strutturata la strada verso il partito della nazione”, osserva il deputato Udc Roberto Rao. “Per ora è un fatto – aggiunge – che Bocchino è fedele al governo, noi stiamo all’opposizione”. E all’opposizione, assicura Casini, l’Udc resterà fino alla fine della legislatura: “Si parla di un’area di responsabilità, non vorrei che fosse un’area del trasformismo. Noi siamo responsabili ma siamo opposizione responsabile: se ci saranno provvedimenti giusti li voteremo, se saranno contrari agli interessi del paese lo contrasteremo. I pasticci non ci interessano, il trasformismo è il cancro della democrazia. Resteremo all’opposizione fino alla fine della legislatura”.

Fitto il programma della tre giorni che potrà essere seguita in diretta sul sito internet e sarà interamente tradotta sul palco nel linguaggio dei segni per i sordomuti: domani nel pomeriggio ospite della tavola rotonda il presidente del Senato Renato Schifani e il parlamentare Udc Ciriaco De Mita. Ci saranno anche Fabrizio Cicchitto, Dario Franceschini e il governatore della regione Puglia Nichi Vendola.

Sabato 11 settembre, in apertura dei lavori, interverranno il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni, il costituzionalista Michele Ainis, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Partecipano alla discussione anche il repubblicano Giorgio La Malfa e il leader di Api, Francesco Rutelli. Attesi nel pomeriggio il presidente della regione Lombardia Formigoni, il presidente del gruppo Fli alla Camera, Italo Bocchino. E poi ancora Giuseppe Pisanu, presidente della commissione Antimafia; il deputato Pd Beppe Fioroni, il filosofo Massimo Cacciari e il presidente del gruppo Udc al Senato, Gianpiero D’Alia.










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