Intervento dell’On. Tassone sulle dichiarazioni del Ministro Brunetta

L’onorevole Granata si è espanso anche oltre i propri banchi; possono essere anche i propri, non lo so. La situazione politica è in evoluzione, signor Presidente: non ci meravigliamo di nulla.
Stavo dicendo, signor Presidente, che le dichiarazioni rese dal Ministro Brunetta a Gubbio si riferiscono alla Calabria e alla conurbazione Napoli-Caserta. Egli svolge delle valutazioni pesanti, affermando che, se non vi fossero state la Calabria e la conurbazione Napoli-Caserta, l’Italia sarebbe il primo Paese in Europa; poi si abbandona ad alcune considerazioni sulla società della Calabria e del Mezzogiorno, e quindi delle due realtà di Napoli e Caserta, ed afferma chiaramente che non vi è società, non vi è Stato, non vi è una classe dirigente, anzi le classi dirigenti, se non sono morte, sono tramortite.
Vi sono poi altre valutazioni, su cui bisogna compiere degli approfondimenti; vi è però un atteggiamento che non possiamo accettare: un giudizio generalizzato su tutte le comunità del Mezzogiorno, che fa chiaramente intravedere quale sia l’obiettivo del federalismo secondo l’interpretazione di Brunetta. Egli vuole che alcuni convogli rappresentati dalle regioni meridionali siano sganciati dalla motrice, che dovrebbe essere rappresentata dal nord. Vi è quindi chiaramente un disegno estremamente preoccupante, signor Presidente, anche perché credo che il Ministro Brunetta non abbia ben presente la storia del nostro Paese, del dopoguerra ma anche prima, del Mezzogiorno, dell’intervento straordinario, dell’utilizzazione di alcune risorse dell’intervento straordinario da parte del Mezzogiorno.

Ritengo che vi sia una semplificazione certamente da condannare: esprimiamo quindi solidarietà alle popolazioni calabresi, alle classi dirigenti, anche se ovviamente vi sono da individuare e puntualizzare alcune lacune e disfunzioni che nessuno di noi ha mai nascosto.
Ritengo che anche quando il Ministro Brunetta parla di criminalizzazione – rifacendosi al Ministro dell’interno, lo dicevo l’altro giorno in Aula, proprio l’8 settembre – c’è da parte dello stesso un trionfalismo inaccettabile, non giustificato. Bene, alcuni impegni sono stati mantenuti, alcune azioni sono andate a buon fine, da parte della magistratura e delle forze di polizia in Calabria per quanto riguarda la cattura di pericolosi latitanti, ma c’è una situazione dell’ordine pubblico molto pesante, e la criminalità organizzata ovviamente diventa sempre più spudoratamente arrogante e sempre più dominante in queste aree del Mezzogiorno. Non vorrei – signor Presidente, concludo – che il Ministro Brunetta fosse malato o soffrisse della sindrome di Stoccolma; in altre parole insegue la Lega e va oltre la Lega, diventa più leghista della Lega. Dopo la vicenda di Venezia lui diventa un po’ il vessilliforo di una concezione di federalismo che noi avevamo già individuato e puntualizzato tramite gli interventi del presidente Casini e del segretario del mio partito. Se ha questa sindrome di Stoccolma – è una patologia preoccupante e grave – come fa a fare il Ministro? Non lo sappiamo. Non c’è dubbio che vogliamo avere delle risposte. Intanto, innescheremo lo strumento di sindacato ispettivo – presentato dal sottoscritto, dal collega Occhiuto e dagli altri colleghi del mio gruppo – per avere chiarezza. Se questi sono, tra virgolette, i sentimenti, i giudizi, le valutazioni, approssimativi e superficiali, di una grande mediocrità e rozzezza, verso il Mezzogiorno, o verso alcuni territori del Mezzogiorno, la situazione è veramente molto preoccupante, molto difficile da comprendere, e siccome non la comprendiamo la condanniamo con forza e con decisione.

 

 

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