Umbria: Monacelli, regione e’ indietro su certificati on-line

(ASCA) – Perugia, 17 set – ‘Sarebbe opportuna una sorta di prudenza verbale da parte del ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta, il quale ha annunciato con proclami altisonanti quali ‘progetto ambizioso e complesso’ e l’azione concreta verso la modernizzazione del Paese, l’innovazione tecnologica della digitalizzazione dei certificati di malattia, senza tener conto del presupposto fondamentale, ovvero un adeguato sistema informatico’. Lo ha affermato il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Sandra Monacelli, che evidenzia come l’Umbria sconti una criticita’ tecnica particolarmente accentuata e si trova infatti al terzultimo posto per numero di documenti trasmessi con la nuova procedura telematica (in base ai dati forniti dall’Inps i documenti risultano cosi’ distribuiti: 222.519 in Lombardia, 22.974 nelle Marche, 22.610 in Veneto, e molto piu’ in basso, dopo Sardegna, 1.702 in Umbria, 1.624 in Puglia e 550 in Molise). ‘Il ministro Brunetta – ha continuato Monacelli – ci ha ormai da tempo abituati a dichiarazioni pompose ed eclatanti, certamente utili ad incrementare il proprio indice di gradimento nei sondaggi, ma un reale processo di modernizzazione del Paese non si realizza attraverso proclami che risuonano come se fossero degli spot pubblicitari, mentre si scontrano con la realta’ dei territori: in Umbria la Commissione che si occupa di come realizzare tecnicamente la digitalizzazione dei certificati medici ha dovuto rilevare come esistano a tutt’oggi delle difficolta’ di tipo organizzativo, sia in alcune aree territoriali specifiche sia in ambito ospedaliero.

Difficolta’ quindi sottolinea Monacelli; ‘non si puo’ mettere in campo un’eccezionale innovazione tecnologica senza tener conto del presupposto fondamentale, ovvero un adeguato sistema informatico. Cio’ equivale a dire che si e’ progettato un fantastico grattacielo, senza prima metter mano alle fondamenta. Certamente se l’Umbria si trova cosi’ in coda, anche l’amministrazione regionale non e’ esente da colpe’.

 










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