Cesa: la pesca del Cavaliere segno di degrado

20 SETT -“La mozione di sfiducia al Governo lanciata dal democratico Parisi ed appoggiata da Veltroni? Dobbiamo ancora valutarla, ma a caldo non mi sembra una iniziativa concreta. Anzi, la giudicherei piuttosto una boutade“.   Il segretario Udc, Lorenzo Cesa, non si scalda di fronte alla proposta  lanciata  dal padre nobile dell’Ulivo per mandare a casa Berlusconi. Anzi, rilancia la strategia del suo partito. “Il premier – dice – ha una grande opportunità che sa, non vuole o non può cogliere, ed è quella che noi gli prospettiamo da mesi: un governo di responsabilità nazionale in risposta alla crisi. Quando ci si affanna a cercare nuovi parlamentari avendo cento eletti in più, è chiaro che la maggioranza non funziona. Berlusconi invece di rispondere al progetto serio e costruttivo dell’Udc, e cioè presentarsi al  Parlamento e certificare che la maggioranza non va, ha scelto la scorciatoia di andare alla pesca dei deputati in altri partiti. Un segno del degrado della politica”.

Berlusconi continua ad affermare di venir contattato spontaneamente da esponenti dell’Udc desiderosi di passare dall’altra parte e di non fare campagna acquisti. Intanto i giornali della famiglia del premier titolano già che il cavaliere si sta portando via i casinisti senza Casini.

In effetti la campagna acquisti è in corso, e la cosa più grave è che dimostra una deriva trasformista nel nostro paese. La nostra linea è stata sempre molto chiara e condivisa anche dagli amici siciliani fino a dieci giorni fa. È chiaro che da parte loro c’è stato un cambio di linea. Noi abbiamo sempre chiesto  un governo di responsabilità nazionale che aprisse una fase nuova e potesse trovare elementi di convergenza. Non ci interessa puntellare un esecutivo che da due anni non dà risposte ai problemi concreti del paese. E non  abbiamo paura di fughe. Anche alla nostra porta ha bussato qualcuno.

Chi, se non è un segreto?

Persone di area cattolica che non condividono più il progetto del Pd. Ma noi non abbiamo bisogno di andare alla ricerca di nessuno. 

L’offensiva berlusconiana si muove soprattutto in Sicilia. I deputati dell’isola Cuffaro, Mannino e Romano li date già per persi? 

Dalle nostre fonti ci risulta che Berlusconi stia costituendo in Sicilia, e non da oggi, un partito locale, in accordo con Miccichè, nel quale dovrebbero convergere anche alcune delle persone che mi ha citato.

Quindi, al momento del voto di fiducia in Parlamento appoggeranno l’esecutivo.

Per noi non è un problema, ma certo si metterebbero in palese contrasto con la nostra linea. Se una persona cambia posizione può farlo legittimamente e discuterne all’interno del partito. Non siamo un fortino e non cacciamo nessuno. Se chi ci contesta rimane nell’Udc può fare opposizione alla linea del partito. Ma, ripeto, fino a dieci giorni fa questi parlamentari non hanno esternato nessun disagio. Se il loro problema è trasmigrare nell’area di Berlusconi possono farlo tranquillamente. Sapendo però che la loro posizione è molto diversa da quella del 99 per cento degli elettori che ci appoggiano, e che ritengono che dobbiamo insistere sulla linea assunta due anni fa, cioè costruire nel Paese una alternativa politica che vada oltre l’Udc e si muova in alternativa al Pdl e al Pd.

I potenziali transfughi vi accusano di esservi spostati troppo a sinistra

Solo  una giustificazione per uscire dall’Udc. E’ già successo con Giovanardi, Baccini, Pionati. Il solito ritornello: dicono che vogliamo spostarci a sinistra, ma noi non ci muoviamo da nessuna parte. I fatti dimostrano che noi stiamo al centro,  e dal centro contestiamo il fallimento di questo sistema di governo che sta portando il Paese verso il baratro. Ma per giustificare il fatto di andare con Berlusconi, devono trovare una motivazione politica che in realtà non esiste.

Ma qual è l’obiettivo di Berlusconi se, anche con l’apporto degli ascari, come li ha definiti Bossi, non raggiungerà alla camera i fatidici 316 voti?

Dimostrare di avere la maggioranza anche senza Fini. Anche se potrebbe governare tranquillamente perché i finiani sono orientati a sostenere il governo. Ma deve far capire al nuovo gruppo che può andare avanti anche senza Futuro e Libertà. Il problema è che lo fa con un’operazione trasformista.

Cioè?

Sta facendo un ribaltino andando a pescare gente da altri partiti. Poi però se il governo dovesse cadere e fosse costretto a formare un governo diverso dall’attuale maggioranza non potrebbe lamentarsi.

A proposito, in caso di elezioni anticipate pensate di correre con qualcuno? 

Sempre soli.

E il 28 come vi comporterete sulla fiducia al governo?

Non la voteremo e faremo quello che abbiamo fatto finora, una opposizione responsabile. Certo, ci saranno tematiche sulle quali l’esecutivo potrà avere il nostro appoggio, come è accaduto in passato. Ma ricordo che uno dei cinque punti di Berlusconi è quel federalismo proposto dal governo che da soli abbiamo contestato e che continua a non piacerci. Alla fine andremo avanti secondo i  nostri principi politici e soprattutto denunciando la necessità di dare uno scossone al sistema.

Pubblichiamo da Il Piccolo l’intervista di Marina Nemeth

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Intervista Cesa – Il Piccolo.pdf








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