Umbria, servizi veterinari: Monacelli, regione intervenga

(ASCA) – Perugia, 22 set – ‘La Regione intervenga sulle problematiche dei servizi veterinari, denunciate dalla segreteria regionale umbra della Federazione veterinari e medici (Fvm)’. E’ quanto la portavoce dell’Udc al consiglio regionale dell’Umbria, Sandra Monacelli, auspica attraverso un’interrogazione al presidente della Giunta. In particolare, l’esponente centrista chiede di sapere come la Regione intende intervenire ‘in ordine all’incresciosa situazione dei precari, a tutela dei loro diritti, nell’interesse della salute dei consumatori’. E punta l’attenzione sulle questioni relative all’uso degli automezzi da parte degli operatori, sollecitando provvedimenti per risolvere il problema relativo ‘all’uso dei mezzi di trasporto e alla sicurezza degli addetti ai lavori che ne fanno uso, per garantire urgenze e interventi in ogni parte del territorio ed assicurare i Lea previsti per legge, onde scongiurare la completa sospensione delle attivita”. I servizi veterinari, ricorda Monacelli, ‘svolgono un’attivita’ che, partendo dalla sanita’ animale e dall’igiene zootecnica, e’ volta a tutelare la sicurezza alimentare, da cui dipende la salute dell’essere umano. Le difficolta’ in questo ambito denunciate da tempo dall’Fvm non riguardano quindi soltanto una categoria di lavoratori, che pur merita la nostra attenzione ai fini del rispetto dei loro diritti, ma coinvolge un problema di interesse generale e percio’ necessita di un’urgente presa di posizione da parte dell’istituzione regionale, non piu’ rinviabile di fronte al livello di gravita’ raggiunto’. Rispetto alla questione del precariato medico-veterinario, l’esponente regionale dell’Udc, spiega che i concorsi per l’accesso di ruolo da dirigente veterinario dipendente, con procedure trasparenti come prevede il Dpr ‘483/’97’, sono ‘raramente espletati e non garantiscono nemmeno il turn over essenziale. Risulta cosi’ particolarmente aggravata – sottolinea Monacelli – la situazione dei precari convenzionati con contratti atipici, sempre piu’ legati ad una forte discrezionalita’ delle direzioni generali delle Asl e per questo condizionati da una sorta di ricatto, privati dei diritti relativi a maternita’, ferie e malattia, ai quali non e’ stato mai applicato per tutto il quadriennio neanche il contratto Sisac previsto per legge. In alcuni casi addirittura – aggiunge – ai precari vengono fatte espletare impropriamente le mansioni di ufficiale di polizia giudiziaria, assolutamente incompatibili con lo stato giuridico attribuito a questo tipo di figura professionale’.

 










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