Droga: Binetti, dramma precariato, autostima-lavoro per i giovani

(DIRE) Roma, 24 set. – A rischiare di cadere nel vortice della droga “non sono soltanto gli adolescenti, ma anche chi vive il dramma del precariato e si trova davanti al muro di gomma della disoccupazione, nonostante le competenze acquisite”. Paola Binetti, parlamentare UDC, membro della commissione Affari sociali della Camera, rilancia la necessita’ di intervento su un’emergenza, quella della droga e dell’uso di sostanze stupefacenti, che registra una “crescente difficolta’ a essere riconosciuta”.

Binetti interverra’ al meeting generale della Comunita’ Incontro fondata da don Gelmini, in programma nella sede centrale di Molino Silla di Amelia da domani a lunedi’ con il consueto appuntamento dedicato alla prima sede residenziale della Comunita’, che celebra i 31 anni dall’apertura. “Strutture come la comunita’ fondata da don Gelmini sono fondamentali per aiutare una famiglia quando non sa come proteggere il figlio che fa uso di droga”. La comunita’, prosegue Binetti, “non solo determina l’allontanamento dalla pressione sempre piu’ sottile degli innumerevoli tipi di stupefacenti che si comprano anche a basso costo, ma permette anche di recuperare l’autostima necessaria per superare la dipendenza”.

Gia’, proprio quell’autostima che non manca piu’ soltanto ai ragazzi di 15 o 16 anni, ma la cui assenza mina anche “le persone piu’ adulte. Gli indici- specifica Binetti- ci dicono che chi vive l’esperienza del precariato e resta senza lavoro per 6 mesi, un anno o due, rischia di arrivare a una percezione del se’ come non realizzato, per cui la realta’ diventa ostile. Quando non si puo’ usufruire di quella che chiamo ‘dipendenza positiva dal lavoro’, si crea una fuga virtuale con l’alcol e soprattutto con la droga”. In questo senso, aggiunge Binetti, “le comunita’ sono fondamentali, perche’ diventano i luoghi del fare, luoghi in cui qualcuno ti dice ‘tu vali'”. Gli ospiti delle comunita’ lavorano la terra, costruiscono nuove strutture di accoglienza, accudiscono gli animali: “Qualcuno puo’ leggere queste attivita’ come sfruttamento, ma in realta’ restituiscono autostima e permettono un ritorno a casa in condizioni diverse da come sono arrivati”.










Lascia un commento