Intervento dell’On. Tassone sulle comunicazioni del Governo sulla situazione politica generale

Signor Presidente, in pochi minuti cercherò di rassegnare anche il mio pensiero, come hanno fatto i colleghi del mio gruppo Adornato e Pezzotta, e svolgerò alcune valutazioni ulteriori sulla relazione del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Ritengo che questa relazione avrebbe dovuto essere articolata in termini un po’ diversi, forse non si è compreso fino in fondo quale sia il senso del confronto e di questo dibattito. Non ci troviamo di fronte ad un malessere soltanto di un Governo o di una maggioranza; ritengo che dobbiamo prendere atto che è entrato in crisi un sistema, anche politico, all’interno del nostro Paese, un sistema che veniva dipinto come taumaturgico rispetto ai problemi della nostra Nazione, della democrazia, della libertà, che hanno echeggiato anche nell’intervento del Presidente del Consiglio dei ministri.
Forse c’è stato un momento in cui alcune situazioni hanno prevalso rispetto a quello che era uno stato confusionale del nostro Paese – mi riferisco al 1994 -, ma oggi ritengo che ci sia una evidenziazione molto chiara delle cose che noi abbiamo sempre detto e ripetuto anche in quest’Aula: l’anomalia è il sistema politico che è scaturito. Chi non ricorda che nel 2008 era stato promesso non soltanto il bipolarismo, ma anche il bipartitismo? Ma come ci può essere un bipartitismo, un bipolarismo se non c’è un riferimento ideale, un aggancio culturale? La crisi di oggi è proprio la crisi dell’assenza di una prospettiva democratica e di libertà all’interno del nostro Paese, ma è una crisi certamente anche delle istituzioni.

Oggi abbiamo molto chiara la realtà del nostro Paese, dove si assiste senza dubbio ad uno svuotamento del ruolo del Parlamento, delle autonomie locali, dove c’è un leaderismo carismatico che prevale su ogni altra cosa rispetto ai traguardi che dovrebbero essere raggiunti. Non credo che questo tema possa essere semplicisticamente affrontato e risolto.

Il Governo certamente (forse) avrà la fiducia. Non mi appassiona la questione se ci siano o meno i 316 voti, non è questo il discorso che può interessare il Paese, con i suoi mali che sono stati ampiamente descritti anche in molti interventi: non è questo è il dato. Questo Governo potrà avere la fiducia, ma vorrei capire se, a fronte di tutte le cose che ha detto il Presidente del Consiglio, questa maggioranza che è entrata in crisi, perché è in crisi il sistema, avrà la forza e soprattutto il coraggio e la consapevolezza di perseguire alcuni obiettivi, al di là dei richiami ai problemi della famiglia, delle infrastrutture.

A proposito delle infrastrutture, vorrei dire anche al Presidente del Consiglio dei ministri che c’è un amministratore delegato dell’ANAS che dice tante cose, anche per quanto riguarda la scadenza dei lavori sulla Salerno-Reggio Calabria e sulla statale jonica. Forse questo amministratore delegato dell’ANAS non è molto informato, non era neanche informato quando in Commissione antimafia gli abbiamo chiesto notizie sulla infiltrazione mafiosa nei cantieri della Salerno-Reggio Calabria.

Ritengo che bisogna guardare con molta attenzione e con molta prudenza anche a questi temi e a queste prospettive, come bisognerebbe considerare con molta attenzione anche le questioni che riguardano il ponte sullo Stretto di Messina, perché, a mio avviso, vi è un aspetto importante e fondamentale che riguarda tale opera e credo che occorra rivedere il dato ottimistico che viene prospettato dall’ANAS e dalla società che si occupa della realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, che è gestita dallo stesso amministratore delegato dell’ANAS.

Ritengo che dovremmo guardare con attenzione a tali aspetti, perché vi sono progetti alternativi che consentono di diminuire e dimezzare il costo del ponte sullo Stretto di Messina. Oggi questo è un problema forte, vogliamo veramente il ponte sullo Stretto di Messina?

Facciamolo uscire dagli spot pubblicitari e vediamo se vi sono le condizioni economiche e ambientali per portare avanti quest’opera.

Ritengo, quindi, che i temi relativi alla Salerno-Reggio Calabria e alla jonica, ossia alle infrastrutture, debbano essere assunti e affrontati con estremo coraggio, così come deve essere affrontato il problema del Mezzogiorno: credo che il federalismo abbia fatto scivolare verso prospettive e proiezioni di diversificazione.

Signor Presidente del Consiglio, lei ha fatto riferimento agli Stati Uniti: ho ripetuto anche in Aula che, da parte di alcune forze all’interno di questo Parlamento, vi è la convinzione di adottare una visione politica e istituzionale che punta sugli Stati, non sull’autonomia o sul rafforzamento dell’autonomia delle regioni.

Si è parlato, inoltre, di moderatismo: l’appello al moderatismo, ovviamente, lo accogliamo. Abbiamo fatto sempre un’opposizione costruttiva, ma nel Parlamento e in questa maggioranza non hanno prevalso i moderati o coloro che si collocano in una posizione di grande equilibrio.

 

Tassone sulle comunicazioni del Governo sulla situazione politica generale.pdf








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