Governo: Adornato, pensare nuova legge elettorale non e’ ribaltone

Roma, 4 ott. (Adnkronos) – “Ma come fanno a parlare di elezioni?

Pensano davvero che, dopo non essere riusciti a fare le riforme con una maggioranza mai vista, dopo le urne ne usciranno meglio? Io penso che dopo le eventuali elezioni anticipate la situazione potrebbe rivelarsi, per loro, piu’ difficile”. Lo dice all’Adnkronos Ferdinando Adornato (Udc), che, analizzando la situazione politica, ribadisce la “linearita’” della posizione dei centristi. “Noi -ricorda- avevamo offerto una via d’uscita con la proposta di governo di responsabilita’ nazionale, ma la maggioranza ha risposto con il solito balletto, in particolare sulla giustizia. E ora, dopo essersi impegnato in Parlamento sui 5 punti, Berlusconi, insieme alla Lega, sembra parlare solo di elezioni anticipate”.

E a chi nel Pdl teme la ‘trappola’ di un possibile governo tecnico, il fondatore di ‘Liberal’ replica: “Ma quello e’ un governo che nessuno ha proposto. Solo loro ne parlano, ma non e’ nel novero delle idee possibili. Cosi’ come non e’ in discussione il ribaltone.

Il problema e’ un altro: la stabilita’ del sistema”, che “non e’ certo assicurata da questo sistema elettorale”. L’Udc, insomma, non e’ favorevole a elezioni anticipate perche’ “il governo ha il dovere di portare avanti il suo programma come esposto in Parlamento”, in ogni caso non le teme ed e’ contraria ai cosiddetti ribaltoni. Ma, come spiega Adornato, “se vi saranno forzature volte a imporre il ritorno anticipato alle urne, non credo che possa essere inclusa nella logica dei ribaltoni una soluzione volta a dare al Paese in tempi brevi una nuova legge elettorale”.

Adornato cita due profili: “E’ evidente che questo sistema porta ad una competizione tra ‘cartelli’ elettorali che poi non governano; in secondo luogo, si e’ prodotta una sfiducia verso la politica che sembra incardinata su logiche oligarchiche”.

Quanto al cosiddetto Terzo polo, per l’esponente centrista “il problema e’ dare una prova di serieta’ al Paese, se poi sara’ il terzo, il secondo o il primo polo lo decideranno gli elettori al momento opportuno”.

“Io penso -conclude- ad un nuovo Polo per il futuro dell’Italia, costituito da gente che non la pensa in maniera identica, ma che condivida una cornice di valori e programmi omogenei: un Polo cristiano, liberale e riformatore formato da persone serie che capiscono che in palio non c’e’ una poltrona ma il futuro del Paese”.










Lascia un commento