Inchiesta Asl Foligno: Monacelli, terremoto per sanita’ umbra

(AGI) – Perugia, 11 ott. – “Oltre le pagine chiare di una regione, dopo il via libera dato dall’Aifa in questi giorni per produrre a Terni cellule staminali, ci sono le pagine scure, quelle che rischiano di compromettere, volenti o nolenti, il modello umbro del ‘buon governo sanitario’: il terremoto giudiziario, con epicentro nella Asl 3, sta scuotendo l’intera politica umbra. E da questa inchiesta, che stando alle cronache di giornale coinvolgerebbe politici e alcuni manager della sanita’, ma non solo, emergerebbe un sistema apparentemente ben controllato in cui nulla avveniva per caso: tanto nelle assunzioni, quanto negli appalti, passando attraverso i voti di scambio”. Lo afferma il consigliere regionale Sandra Monacelli (Udc), osservando che “e’ difficile oggi dire se tutto, una parte o niente c’e’ di vero in queste gravi ipotesi di reato inserite nell’inchiesta, e se l’opera della magistratura sara’ la premessa del crollo di un sistema di potere, eretto a supporto della immutabilita’ politica registrata in Umbria per tutti questi anni”. Monacelli si dice “convinta che esista un’altra via per affrontare tali questioni e dribblare gli eccessi di un giustizialismo e un garantismo, quasi sempre di facciata, che in maniera piu’ appropriata si traduce in: ‘colpevole per forza’ e ‘impunita’ garantita’”. “Tra le tante anomalie presenti da qualche tempo nel nostro Paese – conclude Monacelli – c’e’ anche quella di delegare alla magistratura, ritenuta da qualcuno a volte troppo ingombrante, altre volte no, il compito di accertare il funzionamento di meccanismi, innescati in origine dalla politica, attraverso una procedura non concorsuale o di merito ma di nomine, fatte per appartenenza e rese totalmente (o forse solo apparentemente) autonome dalle istituzioni che le hanno espresse”.










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