‘Ndrangheta: Occhiuto, governo doveva proteggere Garofalo

(ANSA) – CATANZARO, 18 OTT – ‘E’ agghiacciante che una collaboratrice di giustizia sia stata sciolta nell’acido dalla ‘ndrangheta. Ma e’ inquietante anche il fatto che a quella donna, Lea Garofalo, non sia stato concesso il programma di protezione, pur avendolo richiesto i magistrati di Catanzaro e nonostante una sentenza del Consiglio di Stato ne riconoscesse il diritto’. Lo afferma, in una nota, il deputato dell’Udc Roberto Occhiuto.

‘Malgrado siano stati catturati i carnefici di Lea Garofalo – prosegue Occhiuto – oggi e’ un giorno triste per lo Stato, perche’ l’incapacita’ del governo di proteggere una collaboratrice di giustizia, che e’ morta anche perche’ le e’ stato negato il programma di protezione, e’ troppo piu’ eloquente della cattura di qualche mafioso e incide in modo devastante sulla fiducia di tanti cittadini che, soprattutto al Sud, considerano le mafie piu’ forti delle istituzioni’.

‘Avevamo chiesto gia’ qualche mese fa al governo, con una specifica interrogazione parlamentare – ricorda Occhiuto – di far luce sul mancato rinnovo della protezione alla Garofalo, nonostante il tentato sequestro subito e l’appartenenza a una famiglia ferocemente massacrata da una faida di ‘ndrangheta.

Oggi chiediamo quantomeno che un episodio del genere non possa verificarsi mai piu”.










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