Umbria: Monacelli, ormai Perugia solo nominalmente capoluogo

(ASCA) – Perugia, 25 ott – ‘L’evoluzione della citta’ di Foligno, divenuta nel corso di un decennio, tanto e’ durato il regno Lorenzetti, il centro nevralgico degli interessi economici sociali e dei servizi dell’Umbria, e’ coincisa con il progressivo declino di Perugia, ridotta ad esercitare solo nominalmente il ruolo di capoluogo politico, con lo splendido isolamento della citta’ di Terni e con la totale inconsistenza di attenzioni verso altri territori, ai quali sono state destinate pochissime briciole’. Lo scrive in una nota il capogruppo dell’Udc nel Consiglio regionale dell’Umbria, Sandra Monacelli convinta che ‘questo assurdo accaparramento del potere, funzionale all’autoconservazione di una parte, ha posto in drammatica luce l’assenza di una visione strategica e complessiva per la crescita omogenea dell’Umbria’. L’esponente centrista sottolinea ‘le pretese egemoniche della classe politica umbra hanno in questi anni condizionato a tal punto lo sviluppo regionale, da produrre una vera e propria guerra tra territori ed istituzioni. Per questo – spiega – diventa prioritario, nella definizione di un quadro di riforme che ridiano serieta’ e credibilita’ alla degenerazione del sistema politico, da tempo ipotizzato, ma ora invece anche confermato dalle intercettazioni giudiziarie, superare il labile quanto finto confine delle decisioni politiche e burocratiche, e riprendere con forza – conclude – il bandolo di una visione regionale unitaria’.

 

 

 










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