Giustizia: D’Alia, a Messina carenze ma fondi non arrivano

(AGI) – Palermo, 26 ott. – “Le puntuali relazioni inviate al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, da parte del presidente del Tribunale di Messina, evidenziano la gravita’ in cui versa il comparto giustizia in riva allo Stretto, in relazione, in particolare, alla cronica carenza di organico”. Lo ricorda, in un’interrogazione al Guardasigilli, il presidente dei senatori Udc, e coordinatore del partito in Sicilia, Gianpiero D’Alia, il quale aggiunge: “Messina, a confronto con le altre sedi giudiziarie, sia in riferimento al carico di lavoro dei singoli magistrati, sia in rapporto allo squilibrio numerico tra magistratura requirente e giudicante, rappresenta un esempio negativo nell’intero panorama giudiziario italiano”. “Le maggiori criticita’ – prosegue D’Alia – si concentrano nella mancanza di magistrati, di cancellieri e di segretari con la conseguente fissazione di udienze a lungo termine, che portano ad inevitabili allungamenti dei tempi dei processi e arrecano danni sia al cittadino, sia allo Stato. “A fronte di tutto questo – considera il senatore centrista – e nonostante le rassicurazioni date dal ministro Alfano alla magistratura messinese, in occasione della sua visita nel luglio 2009, temiamo che la citta’ non figuri tra le sedi a favore delle quali il Ministero della Giustizia ha previsto un aumento di organico dei magistrati”. D’Alia, dunque, chiede quali iniziative intende intraprendere il ministro per far fronte all’emergenza e sottolinea la necessita’ di “una riorganizzazione anche logistica delle strutture e l’ implementazione di magistrati in una citta’, che si trova alla vigilia di grandi eventi, su tutti il Ponte, che potrebbero stravolgere gli equilibri economici ,territoriali e sociali.

“E’ urgente – conclude D’Alia – creare le condizioni per consolidare gli elementi di legalita’ e sicurezza sul territorio e impedire la crescita di interessi illegali, illegittimi e mafiosi”.

 

 










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