«Basta strumentalizzazioni. Siamo accanto ad Avvenire per dare più voce alla vita»

23 NOV – Caro direttore, l’iniziativa promossa da Avvenire per dare voce a chi voce non ha, come accade a tanti malati affetti da patologie gravi spesso a carattere invalidante, è stati subito accolto con il massimo consenso da parte di tutti i parlamentari dell’Udc, che nei fatti si sono impegnati anche in occasione della recente discussione della legge di stabilità finanziarla a difendere in Aula emendamenti a loro favore, a cominciare da quello – approvato – che destina ai malati di Sla 100 milioni, e a proporre numerosi ordini del giorno che hanno ottenuto parere favorevole del Governo. Inoltre, a sostegno dell’iniziativa promossa da Avvenire per dare voce ai malati e alle loro famiglie, l’Udc ha promosso questa mattina una manifestazione davanti alla sede Rai con lo slogan: “Più voce alla vita”. Urge dedicare particolare attenzione a quel malati per i quali la ricerca scientifica non ha ancora individuato le condizioni che permetteranno loro se non di guarire almeno di migliorare significativamente la propria condizione. E’ sul piano della comunicazione mediatica che questi malati vengono feriti con una crudeltà che deve essere fortemente stigmatizzata rispetto alla pubblica opinione. Questi malati vogliono vivere e vogliono che il loro desiderio di vivere sia rispettato come la più preziosa delle risorse dì cui oggi dispongono. Ma la loro lotta diventa durissima se si cerca di creare un’opinione pubblica che dà spazio a chi chiede do morire e non a chi come loro chiede di vivere, capovolgendo l’ordine naturale delle cose.
Gravissima è la strumentalizzazione che, giusto una settimana fa, è stata fatta nella trasmissione di Fazio. Si è creato un corto circuito mediatico per fare del principio di autodeterminazione l’equivalente della richiesta di morte, senza neppure prendere in considerazione che i malati vogliono vivere e per questo chiedono risorse, attenzione e soprattutto un profondo rispetto. L’impatto emotivo provocato dalle storie drammatiche narrate a “Vieni via con me”  richiede una analoga iniziativa che faccia conoscere almeno altrettante storie di persone che vogliono far sapere al Paese intero il valore che ha una vita, la loro, nonostante le difficoltà. L’Unione dì Centro, da sempre schierata a tutela della vita, nella infinita varietà delle sue manifestazioni, fa sua questa duplice battaglia per la vita e per la verità: per il diritto a vivere e per il diritto a  una informazione autentica. Vita e Verità sono due facce di una stessa medaglia e meritano  lo stesso impegno forte e determinato. Lo dicono e lo sottoscrivono con me tutti i deputati e senatori Udc.

Paola Binetti, Pier Ferdinando Casini, Lorenzo Cesa, Rocco Buttiglione, Ferdinando Adornato, Dorina Bianchi, Francesco Bosi, Luisa Capitanio Santolini, Enzo Carra, Angelo Cera, Amedeo Ciccanti, Angelo Compagnon, Giampiero D’Alia, Antonio De Poli, Teresio Delfino, Armando Dionisi, Anna Teresa Formisano, Gian Luca Galletti, Claudio Gustavino, Mauro Libé, Renzo Lusetti, Pier Luigi Mantini, Gabriella Mondello, Giuseppe Naro, Antonio Mereu, Roberto Occhiuto, Savino Pezzotta, Nedo Lorenzo Poli, Roberto Rao, Lorenzo Ria, Salvatore Ruggeri, Mario Tassone, Nunzio Francesco Testa, Luca Volonté, Domenico Zinzi

Lettera Udc su Avvenire.pdf








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