Umbria, sanità: Udc, mancata informatizzazione crea conflittualità

(ASCA) – Perugia, 30 nov – ‘L’informatizzazione del sistema sanitario per il monitoraggio della spesa e per la verifica di adeguatezza e appropriatezza delle prestazioni in Umbria continua ad essere un terreno altamente conflittuale, che inchioda al palo la nostra regione mettendo in luce, un evidente conflitto di poteri sulla gestione delle risorse destinate alla sanita”. Lo afferma Sandra Monacelli capogruppo Udc nel Consiglio regionale dell’Umbria, in un’interrogazione alla Giunta nella quale si sostiene che non e’ stato ancora creato il Sistema di accoglienza regionale, inteso come concentratore di dati dei singoli pazienti, relativi a richieste di visite ed esami, referti, dimissioni ospedaliere, che in altre regioni sono gia’ stati messi in rete, per poter colloquiare con il Ministero e per aumentare l’efficienza e la produttivita’ dei servizi. Monacelli, che chiede di sapere quali provvedimenti intende adottare la Giunta per superare questo ritardo, sostiene che il ritardo nella creazione di una rete informatica che contenga tutti i dati sanitari dei pazienti sta creando in Umbria una situazione di ‘opacita’ delle stesse regole, divenute per la loro complessita’ ostacolo invece che mezzo attraverso il quale il cittadino potrebbe avere una conoscenza dei problemi sanitari a 360 gradi’. L’informatizzazione invece, aggiunge ‘sta producendo in altre regioni (Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lombardia) miglioramenti a vantaggio dei cittadini in termini di qualita’, sicurezza e diminuzione degli errori medici e una sensibile riduzione dei costi degli interventi’. Come esempio di buon funzionamento delle tecnologie informatiche applicate alla sanita’, il capogruppo Udc cita l’esperienza specifica dell’Emilia Romagna che, con il ”Progetto Sole’, mette in campo una rete che collega circa 3.800 medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta con tutte le strutture e i medici specialisti delle aziende sanitarie della regione stessa, favorendo la presa in carico degli oltre 4milioni di cittadini, tramite la condivisione delle informazioni sanitarie tra i medici che hanno in cura il paziente’.

 










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