Yara: Pezzotta, davanti a giudici siamo uguali

(9Colonne) Roma, 6 dic – “Una ragazzina scomparsa, il sospetto che sia stata uccisa: è comprensibile e normale che ci sia un sentimento di indignazione. Ma guai a prendere di mira un’intera categoria. Il responsabile va giudicato come persona, non perché straniero”. Lo afferma in una intervista al Mattino Savino Pezzotta, senatore dell’Udc, nato a Bergamo, nella quale mette in guardia dal rischio che “si inneschi una spirale tremenda”. E sui cartelli anti-razzisti precisa: “Una simile deriva va fermata. Tra gli stranieri ci sono persone oneste, brave, che si guadagnano da vivere, e poi quelle che delinquono, che si macchiano di reati gravissimi. Ma chi non rispetta la legge, va giudicato come individuo e non come parte di una categoria”. Evidenzia che “nella stragrande maggioranza gli stranieri non sono realmente integrati. Nonostante le iniziative della Chiesa e del volontariato, gli stranieri restano ancora al margine della società, ma di questo non possono essere considerati responsabili solo gli italiani. Perciò bisogna favorire lo scambio tra le culture. Le leggi non si sono mai occupate di questo aspetto e non favorire l’interculturalità si è rivelato un errore enorme. Ma non dimentichiamo che i processi di integrazione non sono mai buonisti; richiedono anche un rispetto delle leggi”.

 










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