Fisco: Valdegamberi, tassa bonifica, resta balzello

(ANSA) – VENEZIA, 22 FEB – I veneti dovranno pagare la tassa di bonifica non solo per il 2010 ma anche negli anni futuri, nonostante la riforma del 2009 dei consorzi di bonifica ne abbia stabilito l’esenzione per gli utenti urbani che scaricano nella rete delle fognature pubbliche. A lanciare l’allarme e’ il capogruppo dell’Udc Stefano Valdegamberi, preoccupato per la scelta della giunta Zaia di tagliare i fondi ai consorzi di bonifica nel bilancio 2011. ‘Questa scelta – dichiara Valdegamberi – fa presagire che la reintroduzione per un anno della tassa di bonifica decisa dall’assessore Conte per il 2010 in realta’ sara’ per sempre, alla faccia delle promesse elettorali agli ignari cittadini. La regola padana e’ sempre quella: disattendere, una volta eletti, quanto promesso in pompa magna’. Valdegamberi fa proprie le proteste dei cittadini dei comuni veronesi, tra cui Montorio, San Martino Buonalbergo e San Bonifacio, che in questi giorni stanno ricevendo i bollettini per il pagamento del canone 2010 al consorzio di nonifica.

‘L’abolizione del balzello sulla bonifica per gli immobili urbani – ricorda il capogruppo Udc – era stato voluto dalla Lega nel 2009 e aveva rappresentato il cavallo di battaglia del Carroccio nelle elezioni regionali 2010. Gli emuli di Alberto da Giussano hanno promesso che i veneti non avrebbero piu’ pagato questo canone. Ma subito dopo le elezioni, nel giugno 2010, l’assessore leghista Conte ha ripristinato per un anno il canone, a fronte del rifiuto dei gestori dei servizi di acquedotto-depurazione di stornare ai consorzi gli introiti delle bollette relativi al servizio di fognatura, in attesa che la Regione studi come spartire le quote di competenza tra i gestori dei servizi fognari e i consorzi stessi’.

‘Ora che la Giunta ha tagliato le risorse 2011 per i consorzi – conclude Valdegamberi – i veneti hanno capito che la tassa sugli immobili urbani rimarra’ anche neggli anni a venire’.

 










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