(ASCA) – Bari, 24 feb – ‘La Puglia, grazie al clima e il suo incomparabile paesaggio potrebbe fare da apripista in Italia, o quanto meno nel Mezzogiorno per le cosiddette ‘Transition Towns’, ossia le citta’ della transizione’. Lo afferma in una nota il consigliere regionale pugliese dell’Udc, Giuseppe Longo.
‘Questo progetto di citta’ – continua – nato in Irlanda, ma che sta riscuotendo molto interesse anche in Inghilterra e persino nel nostro Trentino Alto Adige, propone per i centri urbani di piccole e medie dimensioni, una transizione appunto verso un futuro migliore, ovvero un futuro alimentato da energie sostenibili e rinnovabili.
Il tutto parte da una comune volonta’ di non attendere decreti comunali e votazioni per darsi da fare per l’ambiente: ossia per predisporre pannelli solari sui tetti, sistemare orti nei giardini e alberi da frutto lungo le strade cittadine, avviare un programma di riciclaggio dei rifiuti, ripensare i trasporti pubblici enfatizzando bici e auto elettriche’.
‘Nelle citta’ della transizione – spiega ancora Longo – si utilizza persino una moneta spendibile solo all’interno della cinta urbana, e che mira a incentivare l’economia locale mediante l’acquisto di prodotti coltivati in loco, ma soprattutto a ridurre la ‘distanza’ percorsa dal cibo prima di essere consumato, con l’ovvia riduzione di inquinamento o di dispendio d’energia. Un modello al quale, certo, e’ utopistico pensare si possa aderire con facilita’. Ma, stando anche a quello che accade ai nostri giorni nei paesi arabi, dobbiamo pur pensare che il petrolio a basso costo sia da considerarsi una faccenda definitivamente tramontata. Ma chissa’ se per la nostra regione, leader in Italia per la produzione di energia alterativa, questo possa significare l’approdo verso un’epoca nuova con poca emissione di anidride carbonica, e nella quale si possa fare a meno del consumo estraniante e del mito della crescita infinita’.


