L’intervento dell’on. Mario Tassone a Verona in memoria di Aldo Moro

Attraverso il ricordo di Aldo Moro, e’ necessario ed utile fare uno sforzo di riflessione  sul tempo che ci e’ dato di vivere  e su come sia possibile affrontare i problemi futuri.   Aldo Moro potrebbe anche essere ricordato in maniera quasi rituale, professionale, pedissequa, per un dovere di copione…Credo invece che studiare e valutare la sua figura debba significare riflettere sul proprio tempo e la propria storia come egli faceva, e chiedersi cosa avrebbe detto e come avrebbe agito lui, che e’ sempre andato nella direzione  di contrastare e bloccare i processi degenerativi della politica, delle istituzioni e della vita democratica del nostro paese.

Aldo Moro rifletteva profondamente sulle vicende del suo tempo, sulla storia , e sulle insufficienze che comunque lo tormentavano, poiché anche allora non vi erano solamente  vicende esaltanti. Aldo Moro tentava di porsi sempre dalla parte degli uomini, dell’umanità , attraverso una profonda analisi e riflessione, e quando tutto sembrava prefigurato e concluso, lui capiva e cercava di cogliere i tormenti di quel tempo ed invitava a recuperare la capacità di analisi e di approfondimento, liberandosi dalle suggestioni e recuperando la capacità progettuale politica. Lui fu accusato per il tentativo del famoso compromesso storico, che pagò subendo l’accusa di essere filocomunista. Ebbene, non ci fu nel duo tempo uomo politico più anticomunista di Aldo Moro. Semplicemente egli capi le carenze delle conquiste che si erano maturate nel nostro paese e nel sistema politico di allora, e tentava quindi di trovare un dialogo con una certa area che si era bloccata su una posizione di contestazione e di rivendicazione nei confronti dei potentati economici,  si di giusti ideali di giustizia e di libertà, ma pur sempre bloccata. 

Alla luce di questo, io credo che la storia del terrorismo debba essere studiata e capita fino in fondo. Neppure io dopo 5 anni nella commissione stragi sono riuscito a capire qualcosa sulla buia vicenda di Aldo Moro. Mettere da parte quella vicenda sul piano delle responsabilità significa non capire quali fossero in quel tempo i poteri reali, forti.  Nel momento in cui egli invitava ad allargare lo sguardo verso realtà da recuperare alla democrazia con la sua piccola minoranza, il 4,5 percento, con grande autorevolezza quindi, e scarso potere, non c’e’ dubbio che stava tentando di realizzare un progetto di grande importanza. Aldo Moro con la sua grande autorevolezza ed il suo piccolo potere, quando non serviva veniva opportunamente messo da parte, per scongelarlo poi nel momento in cui servisse un’idea forte, un entusiasmo, una figura che riuscisse a portare avanti un grande progetto e che facesse scaldare i cuori.  Quello che hanno fatto i brigatisti rossi, che poi sono diventati grandi personaggi accolti nelle università, nei talk show, dimostra come nel nostro paese manchi la capacità dell’approfondimento culturale adeguato al presente. Con troppa facilità  la gente dimentica….  Quelle vicende hanno originato le condizioni attuali: Aldo Moro cercava di salvare la democrazia e l’esperienza democratica nel nostro paese, e oggi ci troviamo in una fase in cui i principi e gli ideali cardini della democrazia e della libertà sono in parte crollati e in parte affievoliti. Nel ricordo di Aldo Moro, e’ quindi necessario e doveroso recuperare il senso delle istituzioni, dello Stato, dell’amore per lo Stato, perché la gente non crede più in nulla, e quando crollano le grandi fedi ed i grandi ideali, svanisce l’identità di una nazione e di una comunità di cittadini e di uomini.  O parliamo di Aldo Moro in questi termini o non ha senso parlarne. 
Aldo Moro da sottosegretario al ministero degli esteri, nutriva forti dubbi sull’accordo della Nato, e fu bloccato. Lui pensava ad una serie di interessi che collegavano noi ed i paesi oltre l’ Atlantico, quindi gli Stati Uniti d’America, e pensava soprattutto alla costruzione dell’ Europa con grande preoccupazione. Pensava alla costruzione di una Europa, che non e’ quella che si va costruendo oggi, molto differente che da quella che era stata la visione di  De Gasperi. L’Europa che si va costruendo oggi e’ un coacervo di interessi che non ha anima, non ha una vera politica, ed ha una visione ed una prospettiva limitata e angusta. Quello che voleva evitare Aldo Moro era che la vita dei popoli andasse a finire nelle mani della tecnocrazia e dei potentati economici, venendo ad essere sottratta alla rappresentanza legittima del popolo, e quindi che si verificasse la crisi della rappresentanza e dell’etica. 
Chi aveva interesse a ciò ? Certo in quei giorni del ’78 io vidi eccessiva rassegnazione e troppi silenzi, e ribadisco eccessiva rassegnazione in quei 55 giorni ed il forte desiderio che quella pratica si chiudesse velocemente e comunque. Nei giorni della vicenda del Lago della Duchessa, quelli del falso allarme, si avvertiva un fastidio enorme, una forte ansia di chiudere, ed i manifesti erano gia’  pronti!  Aldo Moro, Federalismo e Unita’ del Paese: la cosa più brutta e’ che questa maggioranza ci ha portati a dover costruire la disunita’ del paese promettendo autonomia locale e costruendo un sistema impositivo a cascata dalle regioni alle province ai comuni.

Può darsi che il nord metta i paletti, al fine di legarsi in modo subalterno all’ economia del centro Europa , ma ci sara’ la disunita’ morale del paese, mentre Aldo Moro cercava di costruire l’unità morale del paese.  La lezione di Aldo Moro e’ anche questa: il nostro paese vivrà se sara’ unito altrimenti perirà. Aldo Moro era geloso della propria storia, e nella difesa della propria storia aveva maggior autorevolezza nel confronto con gli altri e nella costruzione del dialogo con gli altri al fine di trovare una sintesi. Egli era molto tranciante nella convinzione che la confusione al nostro interno ci rendesse vulnerabili, paralizzati e indeboliti nel confronto con gli altri. Il suo progetto irrisolto perche’ tranciato, come e’ stata tranciata la sua vita, ci fa trovare oggi nelle condizioni che conosciamo, di un paese stretto in una profonda crisi piu’ che economica, morale e di giustizia.
Il nostro impegno deve essere quello di perseguire quello che fu il progetto di De Gasperi e di Moro, vale a dire la unificazione del paese in nome di principi e valori legati al talento e al cuore, perché se il cuore non batte e la mente non ragiona si può anche parlare di principi e di valori, ma tutto sara’ sopito, inaridito e mai arricchito dal nostro movimento e dal nostro essere cittadini del mondo.










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