Intervento dell’On. Mario Tassone sulle minacce a consigliere regionale Gallo

Signor Presidente, prendo la parola per annunciare che ho presentato un’interrogazione su una vicenda incredibile ed inquietante.

Più volte in quest’Aula abbiamo parlato e richiamato l’attenzione del Governo su un condizionamento molto forte, un’azione criminale, nei confronti degli amministratori e di coloro che hanno, quindi, una rappresentanza democratica nelle istituzioni della regione Calabria.
Vi sono stati consiglieri regionali, sindaci e consiglieri provinciali «attenzionati» da parte della criminalità. Lo stesso presidente del consiglio regionale della Calabria, Talarico, è stato oggetto di atti di intimidazione.

Oggi, la vicenda riguarda il consigliere regionale Gallo, sindaco di Cassano all’Ionio, che da qualche mese, quasi quotidianamente, riceve intimidazioni e minacce che riguardano la sua famiglia. Certamente, bisogna che il Governo si attivi per un’azione di deterrenza e anche per individuare i responsabili di questi atti criminali.

Non vi è dubbio, non sfuggirà a nessuno, quindi, che vi è un affievolimento dell’agibilità democratica in questa regione. Dobbiamo ascrivere alle forze dell’ordine e alla magistratura dei risultati importanti nella lotta alla criminalità organizzata, non soltanto in Calabria, ma anche a livello nazionale, ma poco conta questo risultato se vi sono fatti criminali di questo genere che vanno a scardinare le istituzioni e, soprattutto, le realtà locali e mettono in discussione, come dicevo poc’anzi, l’agibilità democratica del vivere e la convivenza sociale e civile.

Voglio segnalare, signor Presidente, che il sindaco e consigliere regionale Gallo è stato l’artefice della sopravvivenza del comune di Cassano all’Ionio. Lo ha trovato asfittico, privo di risorse, senza un futuro, che stava per essere «chiuso», lo dico tra virgolette, ed è riuscito a fare un miracolo, restituendo un comune ai cittadini e assicurando quindi una vita civile e un percorso. Oggi è uno dei migliori comuni della provincia di Cosenza per i risultati raggiunti.

Queste minacce hanno dell’incredibile e quello che più dà fastidio è che tutte le minacce nei confronti degli amministratori comunali, provinciali e regionali non hanno volto: nessun responsabile è stato individuato dagli inquirenti. Credo che ciò non possa essere più tollerabile ed ecco il motivo di questo mio atto di sindacato ispettivo con la speranza che vi sia una sensibilità molto forte da parte del Governo nel suo complesso. Certamente c’è stata e c’è l’attenzione del prefetto di Cosenza, ma questo non basta, perché forse qualcuno pensa che finite le minacce tutto passa, come si suole dire, nel dimenticatoio e che tutto venga ad essere consegnato semplicemente al ricordo. Non credo ovviamente che sia un fatto tollerabile, perché minacce di questo genere mettono in fibrillazione chi le riceve ma soprattutto per quello che sente, come responsabile capofamiglia, nei confronti quindi della sua famiglia. Mancano la tranquillità e la serenità e, se mancano la tranquillità e la serenità in una famiglia, tutto viene messo in discussione. In conclusione, signor Presidente, diciamo molte volte che dobbiamo guardare ed affrontare i problemi della famiglia. Guarda caso, oggi in Calabria nessuno è padrone neanche della sua vita, ma è certamente difficile fare l’amministratore, il consigliere regionale o il sindaco.
Credo che questo sia un problema rilevantissimo, forte e importantissimo su cui richiamo, signor Presidente, la sua attenzione e la richiameremo soprattutto da parte del Governo quando attiveremo il procedimento del sindacato ispettivo.

 

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