Intervento dell’On. Mario Tassone sulle misure a tutela del Corpo nazionale dei vigili del fuoco

Signor Presidente, intervengo brevemente anche perché credo che le cose che diciamo attraverso questo strumento di sindacato ispettivo siano estremamente chiare. Poniamo una questione molto importante che riguarda il Corpo dei vigili del fuoco. Credo che questo corpo stia svolgendo, oggi come nel passato, un ruolo importante e fondamentale, che possiamo dire plurimo e onnicomprensivo sul piano della difesa civile, della protezione civile, degli interventi nei campi più disparati e vari all’interno di questo nostro Paese.

Ecco perché, con questo nostro strumento di sindacato ispettivo, noi chiediamo non un’attenzione formale. Più volte ci siamo trovati ad ascoltare parole e frasi di circostanza per quanto riguarda i vigili del fuoco, oggi noi chiediamo invece un’attenzione più dinamica, più vera e più effettiva, ma soprattutto una fase di giustizia, che il Corpo dei vigili del fuoco attende ormai da parecchi anni.
Non c’è dubbio che ci sono problemi che riguardano il loro lavoro, che deve essere riconosciuto come lavoro usurante, che è usurante al pari del lavoro delle altre forze di polizia, ma è certamente usurante. Credo che lo abbiamo più volte dovuto registrare in tantissime occasioni.
C’è ovviamente una carenza di organico, ci sono problemi che riguardano certamente la copertura di posti e di vuoti lasciati liberi, ci sono i problemi dei cosiddetti precari, quelli che si avvicendano possiamo dire, tra virgolette, stagionalmente.

Quindi, non c’è dubbio che, per avere una effettività e una efficacia dell’impegno di questo corpo, per il quale il momento dell’azione si sostanzia sempre di più, dobbiamo avere una visione molto chiara, non tralasciando tutti i problemi connessi anche alla dipendenza di questi vigili del fuoco. Sappiamo che dipendono dal Ministero dell’interno, per alcuni versi, mentre per altri versi c’è il Dipartimento della protezione civile. Credo che questo molte volte non sia molto di aiuto in determinate circostanze ad assicurare quella catena di comando che credo sia fondamentale ed essenziale al fine di avere dati di certezza e soprattutto di concretezza e razionalità nell’impiego di queste forze.

Alla fine di questa interpellanza chiediamo al Governo se non intenda procedere a nuove assunzioni di personale con lo scorrimento di tutte le graduatorie vigenti. Questo pomeriggio in Commissione affari costituzionali abbiamo avuto la presenza del sottosegretario per l’interno Nitto Palma, che credo abbia la delega per quanto riguarda i vigili del fuoco, che si è espresso su tre proposte di legge, di tre colleghi – Catanoso, La Loggia e un altro collega – che chiedono ovviamente la copertura di posti attraverso lo scorrimento di graduatorie di vecchi concorsi.
Si è detto che tutto questo non è possibile. Non abbiamo capito quale sia la posizione politica del Governo, anche per assicurare, come dicevo poc’anzi, l’effettività di un impegno, un coordinamento e, soprattutto, un razionale sviluppo dell’azione di questo Corpo. Non abbiamo compreso, fino in fondo, se esista la volontà di chiudere con vicende certamente non esaltanti rispetto a un dato che non so come definire se non precariato, immettendosi davvero in un aspetto molto più significativo che valorizzi questo Corpo.

È il problema delle qualifiche, degli avanzamenti. Certamente, anche questo Corpo, forse, ha avuto qualche battuta di arretramento rispetto a traguardi e obiettivi raggiunti dalle altre forze di polizia. Ritengo che questo sia un dato e un aspetto che tutto il Governo, come il Parlamento, deve porsi, perché se non ci poniamo questi problemi su questo Corpo, non vi è dubbio che le enfatizzazioni e i riconoscimenti di occasione e di circostanza sanno più di liturgia che di atti concreti che dovremmo tentare di porre in essere.

Questo è il senso della nostra interpellanza urgente. Il suo significato, come lei sa, signor Presidente – credo che lo riconosca  anche il sottosegretario – va al di là delle cose scritte. Bisogna capire se questi strumenti di sindacato ispettivo hanno senso, se servono ad incentivare e a sollecitare anche il Governo nel suo complesso, se esistono risorse e se vi è disponibilità.

Certamente, credo che la disponibilità delle risorse dovrebbe essere assicurata nel momento in cui, in presenza di calamità naturali, verifichiamo e registriamo, giorno per giorno, che, se vi fosse stata un’azione di rafforzamento della prevenzione, avremmo risparmiato moltissimo rispetto a un dispendio di energie, materiali e personale; questo se solo vi fosse stata un’azione preventiva e di efficacia preventiva nella determinazione e nella messa in sicurezza di alcuni siti e di alcuni immobili. Ma non vi è soltanto questo. So e sappiamo tutti quanti quale sia il compito e il ruolo dei vigili del fuoco in questo particolare momento.

Ecco perché questo strumento di sindacato ispettivo, visto e considerato che alcune graduatorie scadono verso la fine di aprile. Vorremmo capire se il Governo è disponibile, per coprire i posti, a recuperare queste graduatorie, gli idonei di queste graduatorie, anche per dare una risposta, forse limitata in questo caso, ma che si traduca poi in un atteggiamento e in un modo diverso, che racchiuda e implicitamente esprima una scelta politica molto chiara, senza alcun dubbio e senza alcun tentennamento. Signor Presidente, ho concluso la mia illustrazione. Attendo, ovviamente, la risposta del sottosegretario.

La risposta del sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze, Sonia Viale

Signor Presidente, l’adeguatezza delle dotazioni e delle risorse del Corpo nazionale dei vigili del fuoco costituisce una delle priorità del Governo, nella convinzione del fondamentale ruolo che il Corpo svolge da sempre nel più ampio sistema del soccorso pubblico, della difesa e della Protezione civile.
La professionalità dimostrata in seguito alla crisi che ha colpito i Paesi del nord Africa è l’ultima testimonianza del generoso e insostituibile impegno del Corpo nazionale dei vigili del fuoco quale componente fondamentale del sistema nazionale di Protezione civile. D’altra parte, i tragici eventi degli ultimi anni, ormai impressi nella memoria collettiva del Paese, dal sisma che ha colpito l’Abruzzo alla tragedia di Viareggio, ai gravi dissesti idrogeologici del territorio della provincia di Messina, hanno dimostrato l’efficienza operativa della macchina del soccorso e le elevatissime doti umane e professionali dei vigili del fuoco, soprattutto con riferimento alle squadre operative.
In ragione dell’indispensabile ruolo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco nel sistema generale della sicurezza del Paese, già la legge delega n. 252 del 2004 aveva introdotto un’incisiva riforma riconducendo il rapporto di impiego del personale dal regime privatistico a quello di diritto pubblico, al pari di quanto già previsto per gli altri corpi dello Stato chiamati alla difesa dei valori fondamentali della Repubblica.

Pur essendo parte integrante del sistema di sicurezza, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha, però, compiti diversi da quelli attinenti alla prevenzione e alla repressione dei reati, alla sicurezza delle istituzioni, alla difesa militare, propri di organismi inclusi nei comparti di sicurezza e difesa.
La specifica connotazione delle sue attribuzioni fa sì che il Corpo nazionale dei vigili del fuoco non rappresenti un corpo di pubblica sicurezza. In questo senso va letta la scelta del legislatore che non ha ricompreso, con la legge n. 121 del 1981, il personale dei vigili del fuoco nella categoria delle forze di polizia, mentre la citata legge delega n. 252 del 2004 istituiva l’apposito comparto di negoziazione «vigili del fuoco e soccorso pubblico».

La riforma dell’ordinamento introdotta, poi, dal decreto legislativo n. 217 del 2005 è incentrata su una ristrutturazione di ruoli, qualifiche, avanzamenti professionali, sostanzialmente speculare a quelli delle forze di polizia. Con il nuovo ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è stato, infatti, introdotto rispetto al passato un impianto normativo basato su progressioni di carriera più rapide, anche attraverso un sistema di promozioni a ruolo aperto.

Le differenze tuttora esistenti, specie con riferimento al trattamento economico e previdenziale, tra il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e quello delle forze di polizia sono in via di progressivo superamento, come dimostrano i recenti interventi legislativi volti a rilanciare il ruolo di centralità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Sul piano concreto, particolarmente significativo, anche in prospettiva, è il riconoscimento della specificità del ruolo assegnato al personale del comparto soccorso pubblico, introdotto dall’articolo 4, comma 3, del decreto-legge n. 185 del 2008, convertito dalla legge n. 2 del 2009 e ribadito dall’articolo 19 della legge n. 183 del 2010. La specificità alle Forze armate, alle forze di polizia ed al Corpo nazionale dei vigili del fuoco è stata ribadita dall’articolo 19 della legge n. 183 del 2010 ai fini della definizione degli ordinamenti e della tutela economica, pensionistica e previdenziale.
Il processo di armonizzazione dei trattamenti economici del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco rispetto alle forze di polizia ha trovato riscontro ancora nel richiamato decreto-legge n. 185 del 2008 con il quale, in sede di conversione, sono state destinate risorse aggiuntive all’attuazione dei patti per il soccorso pubblico da stipularsi annualmente tra Governo e parti sindacali e all’istituzione di una speciale indennità operativa per il servizio di soccorso tecnico urgente espletato all’esterno.

Ulteriori interventi per l’armonizzazione del trattamento economico si sono registrati sia con il decreto-legge n. 39 del 2009, cosiddetto decreto-legge Abruzzo, convertito dalla legge n. 77 del 2009, con il quale è stata ripristinata l’indennità di missione anche per il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, analogamente a quanto già previsto per il personale dei comparti sicurezza e difesa, sia con il decreto-legge n. 78 del 2009, convertito dalla legge n. 102 del 2009, con il quale sono state assegnate, per la speciale indennità di soccorso esterno, risorse pari ad ulteriori 15 milioni di euro.

Inoltre, con decreto-legge n. 195 del 2009, convertito dalla legge n. 26 del 2010, è stata riconosciuta l’indennità di trasferimento anche in favore del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco risolvendo, così, sul piano ordinamentale, una disarmonia esistente tra i comparti sicurezza e difesa e quello del soccorso pubblico.

Le misure adottate per l’armonizzazione dei trattamenti economici si inseriscono, peraltro, in un contesto di disposizioni nel cui ambito il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, diversamente dal passato risulta espressamente ricompreso assieme ai comparti sicurezza e difesa.
È stato, infatti, previsto, all’articolo 8, comma 11-bis, del decreto-legge n. 78 del 2010, un Fondo destinato al finanziamento di misure perequative per il personale delle Forze armate, delle forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco interessato dal blocco dei meccanismi di adeguamento retributivo e degli automatismi stipendiali, con dotazione di 80 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2011 e 2012. Tale disposizione è stata di recente integrata con ulteriori misure perequative introdotte dal decreto-legge n. 27 del 2011 che ha disposto la durata triennale del Fondo e l’incremento dello stesso fino a 115 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013.

Anche in merito alle carenze di organico sono stati adottati provvedimenti legislativi che tendono ad una progressiva riduzione delle carenze stesse. Le previsioni della legge finanziaria per il 2010, confermate dalla manovra finanziaria, introdotta con la legge n. 122 del 2010, hanno infatti stabilito nel triennio 2010-2012, assunzioni nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco a copertura del 100 per cento del turnover. Nei prossimi giorni avrà inizio il corso di formazione per i vincitori del concorso pubblico a 814 posti nella qualifica dei vigili del fuoco.

Ricordo, infine, che proprio nella giornata di ieri è stato posto all’esame del pre-Consiglio dei ministri uno schema di decreto-legge recante misure urgenti per garantire l’operatività delle strutture del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che consentirà procedure semplificate per l’accesso alle qualifiche di caposquadra e caporeparto. Tali qualifiche rivestono un ruolo assolutamente strategico e centrale nell’ambito del sistema di soccorso pubblico non surrogabile per lo specifico livello delle responsabilità e per il grado di autonomia decisionale correlati agli interventi urgenti. Il provvedimento permetterà, quindi, di procedere in tempi rapidi alla copertura di 2.007 posti di capisquadra e di 1.493 posti di capireparto.

La replica dell’On. Mario Tassone

Signor Presidente, a sua gentile richiesta prendo atto della risposta del sottosegretario.
Non c’è dubbio che concordo con il sottosegretario nel momento in cui attribuisce questo ruolo e soprattutto riconosce il compito, la dedizione e la grande professionalità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, quello che ha rappresentato e rappresenta nel nostro Paese come affidamento, ma soprattutto nell’area della sicurezza.

La sicurezza è un dato non relativizzato o riportabile semplicemente alle forze dell’ordine. Tutti insieme si concorre alla sicurezza, sia nel momento in cui si fa prevenzione, sia nel momento in cui si fa soccorso, sia nel momento in cui si interviene, come dicevo poc’anzi, di fronte a calamità naturali e quant’altro. Credo, pertanto, che sia un aspetto importante e fondamentale.
Poi c’è il dato della specificità che noi abbiamo rivendicato, come io lo rivendico in questo momento per quanto riguarda le forze dell’ordine e per quanto riguarda ovviamente anche le Forze armate. Il ruolo delle Forze armate e delle forze dell’ordine credo che sia fondamentale e che sia sotto gli occhi di tutti. C’è un provvedimento, anzi un disegno di legge di conversione di un decreto-legge, che è all’esame della I Commissione e della IV Commissione – ritengo lei, signor sottosegretario, abbia fatta riferimento a questo provvedimento – che è una tantum e non credo offra una sistemazione, anche dal punto di vista economico, a tutti i soggetti interessati del comparto di sicurezza e del comparto delle Forze armate. È una tantum, ma credo si richiederebbe un’azione diversa: un provvedimento una tantum non credo possa unirsi alla specificità. O noi riconosciamo la specificità e la peculiarità del ruolo di questi soggetti oppure l’una tantum, vincolata ad un fondo di tre anni, credo che sia una contraddizione in termini. O noi riconosciamo, quindi, quello che è l’apporto, la professionalità e l’importanza strategica, oppure certamente l’una tantum non credo possa soddisfare una serie di interrogativi e di problemi che via via nel tempo sono stati posti, sussistono e si sono dovuti registrare a malincuore.

Le devo fare, però, una precisazione, signor sottosegretario. Non c’è dubbio che i vigili del fuoco non operano per quanto riguarda la repressione dei reati. È sempre un fatto difficoltoso capire chi fa «più» sicurezza. Io sostengo che sicurezza la dobbiamo far tutti. La sicurezza è un concetto molto alto e credo che debba comprendere culturalmente tutti gli elementi e le aree che si informano, che sono impegnate e che si proiettano per offrire ed assicurare una qualità di vita ai cittadini sia rispetto alla criminalità, organizzata o non organizzata, sia per quanto riguarda il dato della sicurezza, a cui noi ci richiamiamo anche in quest’occasione e a cui abbiamo fatto ampio riferimento.
C’è una disparità di trattamento con le forze dell’ordine per quanto riguarda le retribuzioni. Lei, sottosegretario, ha fatto riferimento ad una serie di provvedimenti legislativi.
C’è una disparità di trattamento che via via nel tempo è diventata sempre più pesante. Non è un problema soltanto di corresponsione economica: quando ci sono delle disparità, degli squilibri e delle diverse valutazioni non c’è dubbio che ciò va a frustrare i soggetti, non li va ad esaltare, perché certo è importante il riconoscimento formale, ma esso si dovrebbe sostanziare attraverso atti, impegni, scelte e conseguenze. C’è – e ne parlo anche nell’interpellanza urgente in oggetto – un dislivello di 300 euro.

Poi c’è un altro aspetto: lei parlava anche di avanzamento e di posti messi in essere da un provvedimento licenziato, se ho ben capito, ieri dal Pre-Consiglio dei Ministri per quanto riguarda i capisquadra. Certo, i capisquadra sono un aspetto importante e di professionalità che può essere considerato l’ossatura del Corpo stesso dei vigili del fuoco. Gli avanzamenti professionali sono ormai congelati da anni e sono stati gestiti sempre in modo superficiale: qualcosa non ha funzionato, forse a causa di questa doppia dipendenza dei vigili del fuoco dal Ministero dell’interno e dalla Presidenza del Consiglio. Si tratta di un dato importante e fondamentale e forse alcune situazioni, disfunzioni e idiosincrasie sono state determinate da questo ibrido doppio cappello, da questa schizofrenia che molte volte fa perdere di vista – come dicevo poc’anzi – un dato importante e fondamentale in questo caso, ovvero la catena del comando e delle certezze che, credo, vadano assicurati sia per le forze dell’ordine sia per le Forze armate sia per il Corpo dei vigili del fuoco.
Lei faceva riferimento all’ultimo concorso, quello di 814 posti, ma tutto questo è veramente insufficiente.
Si è parlato più volte e si è rivendicata la stabilizzazione dei precari. Al riguardo un ordine del giorno è stato firmato e sottoscritto da parte di tutti i gruppi. Si tratta di un dato importante e fondamentale. Non possiamo lasciare questo Corpo alla superficialità oppure vedere questi discontinui proiettati sempre più in un limbo, in una posizione estremamente labile, confusa e incerta.
Se vogliamo costruire sicurezza, certamente con la discontinuità non la accresciamo e non la garantiamo, in nessuna realtà della pubblica amministrazione e, a maggior ragione, dove trattiamo di corpi specializzati che possiedono una loro peculiarità e professionalità.

Ha fatto bene, signor sottosegretario, a fare riferimento alla formazione: so che ci si sta impegnando sempre di più sul piano della formazione; molte volte formiamo i discontinui, c’è poi un lasso di tempo in cui li lasciamo ai margini dell’impegno e dell’impiego e, alla fine, bisogna riannodare tutte le fila. Qualcosa certamente non va.

La risposta non mi è pervenuta per quanto riguarda l’assorbimento di personale di vecchie graduatorie e di concorsi già espletati. Sarà un problema economico: lei ha fatto riferimento a cifre, le ultime le abbiamo ricordate, quella triennale e quell’una tantum che sono certamente insufficienti e che riguardano sia il Corpo dei vigili del fuoco, sia le Forze armate sia le forze di polizia.
Se dovessi dare in questo momento un giudizio, signor Presidente, non so come mi esprimerei. Certamente non sono soddisfatto. Ci sono graduatorie che scadono alla fine di aprile, ci sono stati, certo, un pronunciamento, un impegno e anche una mobilitazione da parte di tutti i gruppi parlamentari.
Capisco molte cose, ma ho compreso e ho colto nelle parole del sottosegretario, che ringrazio sinceramente anche per la risposta, che al di là di qualche aggiustamento, di qualche maquillage che si fa per quanto riguarda questo Corpo dei vigili del fuoco manca una politica, manca una forte politica per quanto riguarda la prevenzione nel nostro Paese.

Ma i vigili del fuoco sono impegnati in tanti modi nelle varietà più diverse della vita sociale e civile all’interno del nostro Paese. L’incombenza dei vigili del fuoco è varia, è multiforme. Forse, a noi sfuggono tutte quelle che sono le competenze degli accertamenti, delle certificazioni, tutto un mondo certamente che fa capo ai vigili del fuoco che dovrebbero essere il punto di riferimento sul piano della sicurezza, della prevenzione e, quindi, certamente anche del soccorso e dell’impiego di queste forze, di questa energia nel momento in cui, malauguratamente, ci troviamo di fronte a fatti ineluttabili e sopratutto drammatici.

Detto questo, signor Presidente, mi dispiace e mi duole dire al sottosegretario che non sono soddisfatto, pur avendolo ringraziato per lo sforzo che ha fatto. Lei, sottosegretario, non appartiene ovviamente al Ministero dell’interno. Lei è sottosegretario di un altro Ministero. Ma forse quello c’entra perché è un problema di risorse e ci ha detto, con riferimenti legislativi, che più di queste risorse e di queste disponibilità non ci sono. Forse è un problema di scelte, di valori, di impegni che certamente il Governo dovrebbe porsi soprattutto per quanto riguarda il Corpo dei vigili del fuoco.

 

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