Cosenza: Occhiuto, no a quote rosa ma politica aperta a chi ha capacità

Cosenza, 18 apr. – (Adnkronos) – ‘Parlare di quote rosa sembra fuori luogo, perche’ la vita politica dovrebbe essere aperta a tutti coloro che hanno capacita’ di gestione, uomini e donne, senza neanche porsi il problema della rappresentanza’. Lo afferma il candidato a sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, sostenuto da una coalizione di centrodestra.

‘Purtroppo – prosegue – i dati emersi da una recente indagine, ci restituiscono l’immagine di un paese, l’Italia, che e’ molto indietro rispetto agli altri Paesi europei per quanto riguarda la presenza delle donne in politica. Un dato su tutti: dei 118 mila amministratori comunali d’Italia, le donne rappresentano il 18,2% del totale. Questa realta’ – continua il candidato a sindaco di Cosenza – dovuta a retaggi culturali, alla mancanza di servizi per la donna e la famiglia, non e’ quella che risponde all’evoluzione della societa’, visto che le donne sono sempre piu’ preparate in tutti i settori e, quindi, rappresentano la vera forza lavoro rivoluzionaria’.

Occhiuto riconosce i ‘problemi di conciliazione tra ruoli familiari e professionali. Le donne che lavorano – sostiene – si scontrano quotidianamente con la mancanza di servizi legati alla prima infanzia, con la rigidita’ degli orari di lavoro, con la distanza degli asili nido dal luogo del lavoro. Questa cronica mancanza di servizi pone la maggior parte delle donne di fronte alla scelta se smettere di lavorare o affidarsi all’ausilio di privati per l’assistenza dei propri piccoli’.

Il candidato sostenuto da Pdl e Udc pensa a ‘un’amministrazione comunale che assuma l’impegno di attuare la diffusione di asili nido nei luoghi di lavoro, piccole strutture private supportate dall’amministrazione comunale che consentano alle mamme lavoratrici di tenere i figli nelle vicinanze del luogo di lavoro, in modo da potersene prendere cura all’occorrenza, rendendo possibile finanche l’allattamento al seno dopo il terzo mese di vita. Un’altra attivita’ che sosterremo – conclude Occhiuto- e’ il telelavoro, attraverso incentivi alle imprese che consentono alle loro impiegate di lavorare da casa in alcune fasce orarie o in alcuni giorni della settimana, favorendo la flessibilita’ di orari che consente di coniugare famiglie e lavoro’.










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