Cesa: “Nomine inutili fatte solo per tirare avanti”

06 MAG – L’intervista del segretario dell’Udc Lorenzo Cesa pubblicata oggi su ‘L’Eco di Bergamo’.

“Nomine inutili”. Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’UDC intervenuto ieri a Treviglio a sostegno del candidato sindaco Luigi Minuti, non usa gin di parole per criticare l’allargamento della compagine di governo deciso ieri dal Consiglio dei ministri.

Come giudica le nomine dei nove sottosegretari?
«Sono del tutto inutili, fatte per tirare avanti. Ormai si sta perdendo tempo rispetto ai veri problemi del Paese: questa è una maggioranza rabberciata, che non tiene e non governa più. L’operazione dei cosiddetti “responsabili” non ha nulla a che vedere con la politica, ma con il trasformismo. E non è un bell’esempio. E’ una maggioranza lontana dal Paese e che non conclude nulla».

Il sistema politico sembra sempre più in difficoltà.
«E’ un sistema che non produce pin risultati per il Paese: all’interno del Pd e del Pdl c’è ormai di tutto, ci sono anime e posizioni contrapposte che impediscono la possibilità di trovare una sintesi non solo sui grandi temi, come la famiglia o la bioetica, ma anche sui problemi di ogni giorno. Pd e Pdl sono condizionati da due partiti populisti: l’Idv e la Lega».

Il rapporto Pdl-Lega?
«Si base sulla convenienza, ma non c’è una grande intesa politica. Lo si vede a Roma come sul territorio. E un legame che inizia a frantumarsi e la Lega incomincia a guardare oltre per ricollocarsi».

IL Terzo polo?
«Siamo partiti un mese e mezzo fa. Non vogliamo commettere l’errore di metterci dentro di tutto: per questo abbiamo costituito gruppi di lavoro per cercare punti di convergenza per affrontare i grandi problemi del Paese. Stiamo incontrando l’associazionismo cattolico, del sindacato, delle imprese, delle associazioni di categoria: stiamo lavorando con la società civile e vediamo che tutti sono preoccupati per le sorti del Paese».

Cosa serve all’Italia?
«Un’azione di pacificazione, un’opera di ricucitura. Nelle realtà dove si vota a stato trasferito sul piano locale il modo di fare politica a livello nazionale: si alza il livello dello scontro e si sollevano problemi che nulla hanno a the fare con il territorio».

Cosa vi aspettate dal voto?
«Quello del Terzo polo 6 un cammino ancora all’inizio e non vuole essere una sommatoria di sigle. In 56 realtà su 158, tra comuni e province dove si vota con il doppio turno, alla guida della coalizione di centro c’e un candidato Udc. E un grande risultato per il nostro partito, un segno di apprezzamento per le nostre posizioni moderate e non ideologiche. Come alleanza abbiamo fiducia in un buon risultato».

E il federalismo che sta venendo avanti?
«Pagheranno tutti, a partire dal Nord. La Lega sta, ormai, diventando il partito delle tasse: a un federalismo che porterà più tasse e tagli ai servizi. Anziché attuare prima un riordino degli Enti locali si fa questo federalismo rabberciato».

Di Gianluigi Ravasio

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