Intervento dell’On. Tassone sul decreto-legge recante disposizioni urgenti per le commissioni elettorali circondariali e per il voto dei cittadini temporaneamente all’estero in occasione delle consultazioni referendarie

Signor Presidente, ascolto con molta attenzione i contributi che vengono dai colleghi «fuori onda», ma anche quelli «sintonizzati», per cui alcuni amici possono essere tranquilli e sicuri che vi è l’impegno e l’attenzione, anche da parte nostra, rispetto alle sollecitazioni che vengono poste in termini molto seri su un provvedimento così importante e così significativo.
È un provvedimento, signor Presidente e signori rappresentanti del Governo, che riguarda le elezioni. Abbiamo avuto anche nel corso del dibattito qualche interruzione. Qualche intermezzo non poteva mancare, visto e considerato che ieri ci sono stati dei turni elettorali molto importanti, dove ognuno rivendica ruoli, ma soprattutto affermazioni e successi. Certamente non è questa la sede per discutere di tutto ciò, anche perché, per capire che cosa si è svolto ieri e quale è stato lo sviluppo e l’approdo, forse sarebbe bene avere una commissione, che potesse fare giustizia e quindi mettere in condizione di conoscere realmente chi è stato il vincitore e chi il perdente. Certamente avremmo qualche sorpresa e avremmo qualche elemento in più di valutazione.
Su questo provvedimento, signor Presidente, credo che gli altri colleghi abbiano parlato sufficientemente: lo hanno illustrato ed hanno anche perlustrato e commentato gli emendamenti che sono stati posti all’attenzione dell’Assemblea. Si tratta del primo provvedimento dopo tanto tempo che affronta tutta la problematica per quanto riguarda il voto all’estero dei nostri concittadini, sia pure in termini marginali, in riferimento ai militari, ai funzionari e a categorie che sono temporaneamente e transitoriamente all’estero.

Ma certamente questa poteva essere anche l’occasione per un confronto molto più serrato e più serio rispetto a tutta una problematica che abbiamo lasciato in piedi: la problematica che riguarda il voto degli italiani all’estero. Più volte abbiamo auspicato riforme e miglioramenti. Credo che alcuni colleghi abbiano dato un contributo importante. Voglio richiamarmi anche a quanto diceva poc’anzi l’onorevole Polledri – e questo gli fa onore perché componente della Lega Nord – quando faceva riferimento a come si è sviluppata ed avvenuta l’Unità del nostro Paese, a quello che è stato il filone del brigantaggio all’interno del Mezzogiorno e a quella che è stata una realtà molte volte forte e di occupazione determinata dal nord. Anche, quindi, i dati dell’emigrazione del sud si segnalano profondamente: hanno caratterizzato sia l’Ottocento che gran parte del secolo scorso e soprattutto hanno posto in essere tutta la problematica del voto degli italiani all’estero.
Così com’è è, quella legge non credo possa soddisfare nessuno. Come dicevo poc’anzi, signor Presidente, abbiamo continuamente auspicato una riforma, perché in tutto quello non c’è certezza: non sappiamo se gli italiani all’estero realmente votano e non sappiamo se c’è una legalità del voto degli italiani all’estero, perché non funzionano i consolati e non funzionano le nostre rappresentanze. Anche sulla vicenda che stiamo trattando – lo ripeto – e che sembra essere marginale, questo disegno di legge di conversione di un decreto-legge poteva essere l’occasione per ampliare la materia, così come si è tentato di fare sia in sede di discussione sulle linee generali sia nella discussione sul complesso degli emendamenti, che stiamo svolgendo e per concludere in mattinata.
Signor Presidente, di certo noi abbiamo portato in essere alcuni contributi per migliorare anche il testo, perché non capiamo il fatto che vi sia una discriminazione tra chi è militare e gli altri pubblici amministratori – come diceva poc’anzi l’onorevole Favia – e quanto riguarda il contratto di permanenza all’estero per poter usufruire del diritto di voto per corrispondenza. C’è una certa confusione e un dato che poteva essere sicuramente rivisto. Abbiamo rilevato ciò all’articolo 2, comma 1, lettera c) e prima ancora alla lettera b), perché in b) e c) vi sono delle contraddizioni molto chiare è molto forti.

Mi rendo conto che il provvedimento è già avviato e mi rendo conto che i 35 giorni previsti per l’esame sono già ampiamente consumati rispetto all’appuntamento elettorale e referendario, però questo non è un modo di legiferare. È certamente un fatto tecnico e niente più: un fatto «burocratico».

Siccome non si può fare un atto amministrativo allora si fa un decreto-legge su cui ovviamente si pongono limitazioni anche temporali per una discussione e un’analisi che dovrebbe essere molto seria. Qui ci troviamo di fronte a discriminazioni tra categorie e realtà che sono all’estero: alcuni hanno dei tempi, altri hanno tempi differenti per poter usufruire del diritto di voto per corrispondenza.
Ritengo il Governo debba porsi in essere. Noi abbiamo portato all’attenzione, lo dicevo poc’anzi, delle proposte emendative che riguardano l’articolo 2, lettera b) e c). Voglio capire se il Governo darà una risposta. In sede di Comitato dei nove il relatore, che ringrazio, ha apprezzato anche il nostro contributo perché il problema esiste e ciò sta a significare che nella distrazione generale approviamo un decreto-legge rispetto a un fatto tecnico anche per quanto riguarda i supplenti per le commissioni circoscrizionali elettorali, dove possono essere nominati anche i rappresentanti del prefetto per non far venire il quorum. Sembra tutto un fatto tecnico invece è un fatto politico. Così è andata spesso nella legislazione che riguarda il voto degli italiani all’estero. Mi auguro che sul provvedimento in esame, l’Aula, se ce ne saranno le condizioni di carattere politico, possa approfondire una tematica che è venuta fuori e che mi sono permesso di richiamare precedentemente.
Signor Presidente, concluderei qui il mio intervento e la valutazione che faccio sul complesso degli emendamenti. L’Italia dei valori ha preannunziato il suo voto in precedenza, io non lo faccio perché voglio capire. Abbiamo parlato di un ordine del giorno e voglio capire con una dichiarazione da parte del Governo, che vale non per queste elezioni che ormai si sono consumate ma anche per il futuro perché non è soltanto un problema referendario ma credo debba riguardare tutta l’articolazione, il sistema e il meccanismo dell’elezione nel loro complesso, per quanto riguarda i pubblici funzionari, i diplomatici, le Forze armate, quelli che appartengono al servizio della protezione civile e al servizio sociale, pubblico e privato, un complesso di realtà che dovrebbero essere certamente affrontate e prese in considerazione.

Mi auguro, signor Presidente, che il Governo possa essere esaustivo rispetto agli interrogativi che avevamo posto e su tutta la problematica che è venuta fuori anche da parte di qualche esponente del suo partito rispetto alle visioni un po’ stantie che vengono ad essere rimodulate e mi auguro riaggiornate in termini di serietà, anche perché qui parliamo di diritti e ovviamente il diritto alla verità è un fatto incontrovertibile così come il diritto di protezione per quanto riguarda gli emigranti italiani all’estero che devono avere uguali diritti protetti e non possono essere – parlo del provvedimento di carattere regionale – truffati o manipolati: i voti all’estero sono truffati e manipolati fino ad inficiare la legittimità della rappresentanza in questo Parlamento.
Forse tanto coraggio per dire queste cose non c’è stato mai in Aula. Io le dico e me ne assumo la responsabilità perché ovviamente i mercanteggiamenti, le transazioni e i negoziati hanno fatto perdere di vista un provvedimento che aveva un suo obiettivo, una sua idealità e che doveva essere difeso rispetto alla tutela dei nostri emigranti all’estero che devono avere il diritto di poter presenziare e partecipare, sia pure indirettamente, alla vita del loro Paese con una grande speranza che venga un contributo da parte di tutti, ma non così come adesso avviene perché non interessa a nessuno.
Ecco, questa poteva essere anche l’occasione per ampliare l’orizzonte per discutere e certamente per dare un contributo non dico a futura memoria ma per un prossimo appuntamento. Ci sarà? Adesso, come abbiamo visto, signor Presidente, e sto per concludere, abbiamo avuto un intermezzo, l’ho detto prima, sulle elezioni. Ognuno ha sparato la sua lezioncina certamente fregandosene di quello che era il provvedimento e di quello che stavamo discutendo ma ciò sempre avviene in questo Paese, la contrapposizione tra Paese reale e Paese ideale o legale. Ritengo che questi siano questi i temi e i problemi sui quali il Parlamento si debba misurare. Ovviamente la centralità del Parlamento deve restare intatta e consacrata e non può essere certamente una palestra né può essere usato semplicemente per boutade che non interessano a nessuno. Che la storia faccia il suo corso, ognuno di noi abbia una posizione politica molto chiara e netta che si esplicita giorno per giorno sia sulle vicende politiche ed elettorali ma soprattutto su vicende di produzione legislativa che sono un momento di riferimento importante per una democrazia compiuta e non incompiuta o quanto meno deficitaria come quella che oggi abbiamo nel nostro Paese.

Dichiarazioni di voto finale – A.C. 4362

Signor Presidente, noi voteremo a favore di questo provvedimento, anche per le valutazioni e le considerazioni di carattere generale, ma soprattutto tecnico, che abbiamo sostenuto in sede di discussione sulle linee generali e sul complesso degli emendamenti. Visti e considerati la discussione e i problemi emersi questo provvedimento non andava votato. Ve lo dico con estrema chiarezza, anche perché c’è stato un emendamento da parte di Futuro e Libertà per il Terzo Polo che poneva una questione importante e fondamentale (quella della presenza delle ONG).
Inoltre, anche alla luce dei problemi che abbiamo posto noi dell’Unione di Centro insieme con l’Italia dei Valori con riferimento alla discriminazione che esisteva tra categorie per quanto riguarda i periodi di permanenza, questo provvedimento – lo ripeto – non dovrebbe essere votato. Ci rendiamo conto che il treno è già in corsa e già sta percorrendo le ultime tappe prima del voto referendario.

Quindi, voteremo a favore raccogliendo le assicurazioni poste in essere da parte del sottosegretario, non perché io creda moltissimo agli ordini del giorno e agli atti di indirizzo parlamentare, ma mi auguro che il Governo abbia qualche resipiscenza di responsabilità anche rispetto a quello che ha detto l’onorevole Zaccaria in occasione del suo ultimo emendamento, in cui credo che abbia fatto dei passaggi importanti e fondamentali.

Mi auguro che il Governo possa migliorare tutta la materia e possa avere, anche in questo quadro e in questa ottica, un rigurgito di dignità rispetto ad un provvedimento sul voto dei nostri connazionali all’estero, che dovrebbe essere modificato e ulteriormente cambiato se vogliamo dare certezza, perché con quella rappresentanza non vi è nessuna certezza.

Detto questo, signor Presidente, visto e considerato che c’è un amabile collega che mi sta cronometrando, credo che forse ho superato i tempi a me assegnati. Comunque, preannunzio il voto favorevole con queste motivazioni, sebbene vi siano perplessità e preoccupazioni che non dovrebbero essere solo di questa parte politica ma anche del Governo e di tutta l’Assemblea.

Intervento Tassone su dl per commissioni elettorali circondariali e per voto cittadini temporaneamente all’estero in occasione delle con.pdf








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