Norvegia, Binetti: alcuni videogiochi possono scatenare violenza

Roma, 25 LUG (AGV NEWS) – “E’ difficile stabilire una relazione diretta tra l’esplosione di un tale atto di follia e il ricorso a videogiochi di guerra cosi’ violenti come World Of Warcraft e Call of duty, di cui faceva uso l’attentatore di Oslo Anders Behring Breivik. Il consumismo intellettuale della violenza e della morte molto spesso passa inevitabilmente dall’esperienza virtuale a quella reale. E’ lo stesso motivo per cui, qualche giorno fa in questa stessa trasmissione, ho detto no al videogioco Euthanasia, perche’ si tratta di un videogioco in cui la violenza virtuale scivola senza barriere verso la violenza reale. Per questo i costruttori di questi giochi dovrebbero agire con grande prudenza”.
Lo ha detto a KlausCondicio, il programma tv di Klaus Davi in onda su YouTube, la deputata Udc Paola Binetti che ha aggiunto: “Sono convinta che una personalita’ sana digerisce ed elabori anche stimoli violenti mantenendo chiarissima la distinzione tra reale e irreale; ma in una personalita’ malata il problema vero e’ il confine che separa il reale, cioe’ l’irreversibile, dal virtuale, che invece e’ totalmente reversibile”. E, alla domanda di Klaus Davi “Si possono mettere in relazione gli atti violenti di Norvegia col consumo di videogiochi?”, la Binetti ha risposto: “Il tema di fondo e’ non alimentare il disagio psicologico fortemente diffuso. Davanti alla sofferenza tutti noi abbiamo l’obbligo di esercitare la protezione di quei cento ragazzi che stavano vivendo un’esperienza tranquilla, a cui la morte e’ andata incontro. E’ necessario porsi il problema di queste cento persone che non torneranno mai piu'”. 

Ha proseguito Binetti:”Noi facciamo limitazioni nella vendita di alcolici e di sigarette ai minori. Sulle confezioni ci sono le indicazioni che chiariscono i danni alla salute. E’ evidente che i limiti sono aggirabili, ma abbiamo almeno cercato di proteggere chi e’ piu’ esposto. Di dare cioe’ un segnale, assumendoci la responsabilita’. Aumentare il livello di prudenza e’ un obbligo morale. Questa e’ una della cose piu’ importanti di cui si dovra’ occupare il costituendo Garante dell’Infanzia, cioe’ la prevenzione; che non va intesa come censura, come limitazione delle liberta’ individuale, ma come una misura di prevenzione che garantisce la liberta’ di molte altre persone”. Ha aggiunto la deputata Udc: “Io non posso pensare di non porre limiti alla liberta’ di acquisto di videogiochi da parte di soggetti come Anders Breivik; non posso non prendere atto delle conseguenze che questa liberta’ ha avuto su tante persone. Il legislatore deve tutelare tutti, soprattutto le fasce piu’ deboli”. E, alla domanda “Ma il fatto che molti siano su Internet?”, la Binetti ha risposto: “Non deve essere un alibi per non intervenire, esistono dei filtri che credo vadano posti. Intendiamoci, anche le limitazioni possono essere aggirate. L’importante e’ che i ragazzini sappiano che il sistema di barriere che viene messo esiste perche’ l’oggetto esposto all’uso potrebbe essere pericoloso per se’ e per gli altri”. Certi videogiochi, “come ho gia’ detto a proposito di Euthanasia – ha sottolineato Binetti -, non sono solo giochi, ma canali di comunicazione che veicolano dei messaggi. Nel caso di Call of duty e World Of Warcraft, il concetto che passa e’ che la violenza gratuita ti fa sentire piu’ potente, piu’ capace; questi videogiochi creano l’illusione del superuomo, un’esperienza che francamente vorremmo avere archiviato per sempre. I videogiochi non sono elettrodomestici per bambini. Alcuni sono strumenti di propaganda e di indottrinamento ideologico.

Altre volte propagandano la morte. I videogiochi si caricano e si possono vedere tante volte fino a che i livelli di eccitazione possono crescere e raggiungere la soglia di molla propulsiva”.










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