Intervento on. Tassone su Disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici e dei borghi antichi d’Italia

Signor Presidente, intervengo sul complesso degli emendamenti che riguardano questo provvedimento e voglio anche esprimere una valutazione complessiva sull’iniziativa dei parlamentari. La Commissione ha lavorato con impegno, per quanto riguarda il mio gruppo c’è stata l’azione, l’attività e la presenza assidua da parte del collega Dionisi. Ritengo che questo provvedimento presenti un’insufficiente allocazione delle risorse, 50 milioni di euro sono pochi rispetto al progetto, all’obiettivo che si intende raggiungere; ma non c’è dubbio che è da valorizzare e da valutare positivamente un principio molto importante nel momento in cui si interviene a favore dei piccoli centri. Voglio ricordare all’Aula, signor Presidente, che il tema dei piccoli comuni e del loro ruolo ritorna spesso e soprattutto ci si interroga su quale funzione e quale ruolo i piccoli comuni possono svolgere nella realtà del nostro Paese. Abbiamo affrontato questo discorso anche in occasione di provvedimenti che si riferivano alle autonomie locali e al codice delle autonomie locali. Ritengo che i piccoli comuni siano una risorsa importante sul piano culturale e umano che deve essere conservata, valorizzata e difesa profondamente in ogni momento rispetto alle situazioni di «modernità» che superano le realtà e i retroterra culturali che non possono essere dispersi nè vanificati. Certamente, signor Presidente, vi sono valori che devono essere difesi e conservati, ma deve essere difesa e conservata anche la storia. Ritengo che questo provvedimento vada proprio nella direzione di questo traguardo che si intende raggiungere. Quando parliamo della ricchezza dei piccoli comuni come momento di crescita, ma soprattutto come momento di valorizzazione degli insediamenti umani e degli insediamenti produttivi, non possiamo fare a meno di valorizzare e difendere la storia di questi piccoli centri. Faccio riferimento anche alla mia terra, dove una miriade di comuni rappresentano certamente una risorsa importante e fondamentale. Se queste identità e questa realtà sparissero, certamente sparirebbe anche la loro storia. Se sparissero la storia e l’entroterra culturale, ogni prospettiva di crescita e di sviluppo economico e civile sarebbe dispersa e non raggiungibile. Non c’è dubbio che questo aspetto deve essere sostenuto con grande forza e soprattutto con grande energia. Mi riferisco anche ai piccoli comuni montani, per i quali c’è un problema che più volte è ritornato anche in quest’Aula, quando abbiamo discusso sull’utilità o meno delle comunità montane e sul loro mantenimento. Poi abbiamo attribuito la delega alle regioni per definire questa materia, ma c’è un dato imprescindibile anche rispetto a ciò che abbiamo deciso e normato in quest’Aula: è la difesa dei piccoli comuni montani, è la difesa della loro cultura, della loro tradizione, della loro forza espressiva, che continua nel tempo, con grande forza e soprattutto con grande energia. Ritengo che questo provvedimento vada proprio nella direzione idonea a garantire queste forze, queste energie e queste tensioni, che non si devono certamente smorzare. Dunque, vi sono gli interventi per recuperare tutta la realtà immobiliare di questi comuni e per qualificarli, recuperando i siti abbandonati, che nel presente non possono più esprimere nulla sotto il profilo della storia di quei comuni. Ritengo che questo sforzo debba essere sottolineato come un fatto debitorio nei confronti di chi ha proposto questo provvedimento e anche nei confronti della Commissione che ha recepito all’unanimità la filosofia e le indicazioni molto forti dell’idea alla base di questo provvedimento. Signor Presidente, c’è una cosa in più: l’intervento per quanto riguarda le nuove abitazioni. È un’armonizzazione che deve essere garantita, con riferimento alla quale la politica del territorio non può essere scissa dal dato umano, dal dato della ricchezza, dell’espressività e della creatività, che pur ci sono all’interno dei piccoli comuni. C’è poi un altro aspetto: tutto ciò ovviamente si raccoglie anche nelle attività economiche dell’artigianato, dove il dato umano, che si lega al territorio e soprattutto alla cultura, non può essere marginale, ma è essenziale ed esprime certamente la centralità di un impegno e di una strategia che tutti dobbiamo perseguire e verso il quale dobbiamo operare. Signor Presidente, ritengo che questo provvedimento, che forse arriva in sordina in quest’Aula, che certamente ha avuto l’attenzione da parte della Commissione di merito, dovrebbe avere una valutazione ed una considerazione diversa e molto più ampia. Esso si lega ad una serie di problemi: mi riferisco ai piccoli comuni rispetto alla complessità della politica del territorio e degli insediamenti umani, dove certamente la riqualificazione dei palazzi e delle abitazioni non è fine a se stessa, ma è un dato forte e impegnativo per quanto riguarda una proiezione che tutti dobbiamo eseguire. Signor Presidente, ritengo che il mio gruppo si trovi in sintonia con questa logica e con questa filosofia che sottende al provvedimento stesso. È un dato che certamente valorizza l’uomo, la sua storia, la sua cultura e che fa capire profondamente che questi piccoli comuni, la miriade di piccoli comuni, non sono un fatto negativo: la loro permanenza è una risorsa. Poi passiamo anche parlare, come ho sentito poc’anzi, delle unioni dei comuni per quanto riguarda l’unificazione dei servizi essenziali e fondamentali, al fine di risparmiare e utilizzare economicamente le risorse – certamente non ampie – che sono alla base di tali servizi. Vi sono problematiche impegnative e forti, ma tutto ciò credo si inserisca in uno sforzo che tutti dobbiamo compiere, perché, in tale contesto, le pluralità, le ricchezze, le energie e le culture costituiscono un dato fondamentale. Questi comuni, infatti, vivono ma i loro patrimoni rischiano di disperdersi; non vi è soltanto l’orgoglio dello stendardo e del simbolo dei comuni, ma quei simboli sono espressione di una storia e di una cultura, che va riproposta e che, come dicevo all’inizio, va difesa, anche attraverso la riqualificazione degli immobili e anche per riportare e per restituire all’agibilità e al presente, anche di quelle realtà, patrimoni immobiliari che rischiavano e rischiano di disperdersi e di svanire. Ripeto e concludo, signor Presidente, che 50 milioni di euro sono molto pochi ed è una somma molto modesta, ma è tuttavia un principio che si afferma. Questo è lo sforzo dei parlamentari. Allora mi rivolgo al Governo perché questa dovrebbe essere non soltanto un’indicazione e non soltanto una postazione in bilancio in un provvedimento legislativo, ma dovrebbe essere anche l’occasione perché il Governo e il Parlamento nel suo complesso, valutino un dato importante e fondamentale che, a mio avviso, sa di svolta civile e che certamente eleva il tono non solo della cultura, ma anche di un impegno per quanto riguarda il territorio e la prospettiva dei piccoli comuni (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).










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