Immigrati: D’Alia, vergogna tetto 18 mesi nei Cie

(AGI) – Roma, 2 ago. – “La norma che prevede la permanenza di diciotto mesi nei Cie è incivile e fa vergognare. Se questo è il modo con cui pensano di affrontare un tema complesso e delicato come quello del contrasto all’immigrazione clandestina, c’è veramente da indignarsi”. Lo dice il capogruppo dei senatori Udc, Gianpiero D’Alia, dopo il voto contrario dell’Aula di palazzo Madama alla pregiudiziale dell’Udc al Senato. L’iniziativa dell’Udc, spiega una nota, era volta a dimostrare la violazione degli articoli 3, 10, 13, 25, 27 e 77 della Costituzione: in sostanza, secondo i Centristi, il decreto violerebbe i principi di uguaglianza, conformità del diritto italiano a quello internazionale, carattere non punitivo della pena, e non avrebbe le caratteristiche di nescessità e urgenza. “L’introduzione di un tetto di diciotto mesi per la permanenza in un Centro di identificazione equivale – osserva D’Alia – a una condanna ad una pena detentiva senza aver commesso un reato. Governo e maggioranza sono forti con i deboli e deboli con i forti e cercano di far rientrare dalla finestra una disposizione che il Senato aveva sonoramente bocciato molti mesi fa. Per i mafiosi governo e maggioranza prevedono un massimo di dodici mesi di custodia cautelare, per lo straniero, che non si sa se regolare o irregolare perché deve essere accertato, prevedono diciotto mesi di detenzione in un centro di identificazione ed espulsione. Se questo è il modo con cui pensano di affrontare un tema complesso e delicato come quello del contrasto all’immigrazione clandestina – conclude D’Alia – c’e’ obiettivamente da mettersi le mani nei capelli, c’è obiettivamente da indignarsi”.










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