Intervento dell’on. Tassone sul rifinanziamento delle missioni all’estero

Intervento 1 agosto 2011

 

Signor Presidente, non metto in dubbio che vi potrà essere stato un disguido, per quanto riguarda la presenza del Governo in Aula. Tuttavia, deve anche convenire con me che si tratta un fatto molto preoccupante, che ha una sua gravità, oltre che irriguardoso nei confronti del Parlamento. Ho qualche elemento di valutazione in più da evidenziare e da sottoporre a quest’Aula: credo che vi sia qualche disattenzione all’interno del Governo o, soprattutto, qualche confusione dei ruoli tra il Ministero degli affari esteri e il Ministero della difesa. Ritengo che un provvedimento come il disegno di legge di conversione di un decreto-legge, recante il rifinanziamento delle nostre missioni all’estero, certamente dovrebbe avere da parte del Governo un interlocutore molto più stringente. Signor Presidente, mi ero illuso che questa potesse essere l’occasione per un confronto molto ampio, sia sui problemi della difesa, sia sui problemi di politica estera. Invece, il Governo non c’è, non esiste, non esiste nemmeno per assicurare una presenza e per ascoltare gli interventi dei colleghi. È una delle tante volte – o delle poche volte, faccia lei, signor Presidente – in cui il Governo dimostra, oltre che una chiara insensibilità, soprattutto una debolezza rispetto a temi così stringenti, così forti e così avvertiti dall’opinione pubblica. Un’ultima battuta, signor Presidente: lei ha dato comunicazione della nomina di un sottosegretario. Ovviamente anch’io mi rallegro con un mio corregionale, tranquillamente, non ho alcun motivo per non farlo; un rallegramento, una felicitazione e un augurio di buon lavoro che porgo con sincerità di sentimenti, ma qui, signor Presidente, stiamo producendo sottosegretari. Stiamo producendo sottosegretari a dismisura per mantenere un equilibrio all’interno del Governo o, meglio ancora, tanto per dirlo con molta chiarezza, perché il Governo si assicuri la propria sopravvivenza. Si tratta di un fatto gravissimo. Se lo confrontiamo con le nomine di questi ultimi mesi e l’assenza del Governo su una materia così importante e così significativa, ritengo che ciò non possa passare sotto silenzio. Ho chiesto la parola non per fare lamentazioni o per fare un intervento di routine, liturgico, di occasione e di circostanza, come avviene in questi particolari momenti, ma vorrei sapere dalla Presidenza della Camera se vi è una posizione chiara che stigmatizzi questa situazione e questa posizione del Governo. Non si può, me lo consenta Presidente – ovviamente anche che per la deferenza che ho nei suoi confronti, la stima e la grande considerazione che ho maturato nel corso degli anni nei suoi confronti – liquidare una vicenda dicendo che vi è stato un qui pro quo o una confusione. Ma di che cosa? Su che cosa? C’è stata confusione da parte del Governo, da parte della Presidenza della Camera, da parte degli uffici (ma escludo che ci possa essere stata confusione da parte degli uffici)? E come ci comportiamo nei confronti del Governo? A quando rinviamo? Riduciamo ancora ulteriormente il dibattito sulle missioni all’estero? Ritengo che questo sia un dato importante, anzi fondamentale, e che una parola da parte sua o del Presidente Fini debba esserci, perché non ci può essere semplicemente un rinvio per l’assenza del Governo. Capisce l’imbarazzo che abbiamo noi, ma l’imbarazzo e la preoccupazione dovrebbero essere più della Presidenza che deve garantire il buon funzionamento dei lavori e soprattutto tutelare il ruolo e l’impegno dei parlamentari (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).










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