Crisi, Buttiglione: serve governo di solidarietà nazionale

Roma, 7 ago. (Adnkronos) – Di fronte alla crisi si e’ messo in moto un meccanismo che ha creato un triangolo tra maggioranza, opposizione e parti sociali, con queste ultime che giocano il ruolo di nuovo e principale protagonista. Una vera e propria solidarieta’ nazionale che prima o poi dovra’ portare anche ad un nuovo governo. A dirlo all’Adnkronos e’ il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. “Intanto -esordisce l’esponente centrista- il governo, che inizialmente non ci aveva calcolato, alla fine ha dovuto accettare le nostre proposte: incontro con le parti sociali, dove sono queste ultime che ricevono governo e opposizione e non viceversa; vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione e pareggio di bilancio anticipato al 2013”. “Vedremo se verra’ accettata anche la nostra proposta di creare una commissione parlamentare per affrontare la crisi, in ogni caso si e’ innescato un processo dinamico per cui le decisioni si prendono nel triangolo maggioranza, opposizione, parti sociali. E questo rappresenta indubbiamente una spinta verso una nuova solidarieta’ nazionale che prima o poi trovera’ anche un nuovo governo”. Quali potrebbero essere i tempi e soprattutto le possibilita’ reali per la nascita di un esecutivo di questo tipo, considerando che il centrodestra non sembra disponibile a fare concessioni, ritenendo che in questo momento non sia possibile una crisi al buio? “E’ difficile capire -sottolinea Buttiglione- quanto le ultime scelte di Berlusconi siano state determinate dalle circostanze e quanto invece dal fatto che qualcuno lo abbia convinto a compierle, quindi occorre comprendere se Berlusconi sia disponbile a collaborare alla transizione oltre la fase berlusconiana e ad accettare un nuovo governo, di sicuro non si puo’ aspettare molto a lungo”. Anche perche’ a quel punto le elezioni anticipate potrebbero diventare inevitabili. “Ci potrebbe essere questo rischio -risponde il leader dell’Udc- ma quanto costerebbe al Paese? E invece in questo momento occorre salvare l’Italia, servono misure forti ed efficaci in un quadro di nuova solidarieta’ nazionale”. “Non sappiamo se Berlusconi accettera’ questo percorso e se lo accettera’ anche il Pd, dal quale finora non arrivano segnali incoraggianti, perche’ non ci si puo’ chiudere al confronto dicendo che la manovra non va bene. Noi non l’abbiamo votata, e’ ovvio che va migliorata, ma in questo momento servono risposte forti e il rischio e’ che per cercare soluzioni migliori alla fine si arrivi fuori tempo massimo”. Se effettivamente si arrivasse ad una transizione oltre la fase berlusconiana, a quel punto sarebbe possibile sviluppare un dialogo piu’ ampio tra Pdl e UDC, magari attraverso quella costituente popolare di cui ha parlato Angelino Alfano? “E’ chiaro che uscito di scena Berlusconi, si riaprirebbe la ristrutturazione del centrodestra ma e’ ancora presto per immaginare nuovi scenari”. “Certamente finche’ Alfano e il Pdl dicono ‘il Ppe siamo noi’ non andranno lontano, diverso e’ il caso in cui si accetta di aprire un dialogo vero e approfondito con noi”. “Tenendo presente -conclude Buttiglione- che, come ho detto, l’UDC e’ stata determinate nel mettere in moto questa nuova situazione, che nasce ancor prima da un impegno del mondo cattolico, con il nostro partito che ha deciso di schierarsi con le parti sociali, che in questo momento sono il nuovo e principale protagonista”.










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