Martinazzoli: Pezzotta, un maestro piu’ che un politico

(ASCA) – Roma, 4 set – ‘Mino , per molti di noi, e’ stato molto piu’ che un politico, e’ stato un maestro. Uomo riflessivo, attento e rigoroso ma anche dotato di un carisma umano che te lo faceva sentire vicino. Si e’ a volte confuso il suo rigorismo politico, tipica caratteristica del cattolicesimo democratico lombardo educato dalla lezione manzoniana e rosminiana, come scontrosita’ o ritrosia quando invece e ricerca del vero e del giusto. Ho avuto l’onore di frequentarlo, di discutere con lui e ogni volta ho appreso qualche cosa di significativo. Oggi saranno in molti a tesserne l’elogio che merita e tutti si concentreranno sulla sua dimensione politica, lo vorrei ricordare anche per la sua umanita’, per il suo modo di accostarsi alle persone , per la cura, timida e raccolta, verso i piu’ deboli’. Lo scrive Savino Pezzotta , Presidente della Rosa per l’Italia, deputato Unione di centro, ex Segretario generale della CISL.

‘Mino – continua Pezzotta – e’ una figura da ricordare e da far vivere nel nostro pensiero. I suoi giudizi erano tante volte trancianti e scorticanti. Oggi si sprecheranno le laudi su di lui , ma il riferimento al suo pensiero ci obbliga a richiamare alla mente alcuni giudizi sull’attuale situazione politica che espresse poco tempo fa, prima che la malattia lo aggredisse : ‘ Viviamo una fase crepuscolare della democrazia. C’e’ una situazione di marasma tale da non riuscire a capire in che modo la politica possa ritrovare la sua nobilta”. E sulla questione morale che oggi agita in modo inquietante il nostro scenario politico le sue parole sono un monito e una indicazione ‘ Per quanto riguarda la cosiddetta questione morale, credo che dovremmo cominciare ad usare parole meno nobili: si tratta di volgari furfanti.

Sarebbe un errore ritenere cio’ che accade oggi una ripetizione di Tangentopoli. Allora si rubava perche’ c’era un troppo di politica, ora si ruba perche’ non ce n’e’ piu’ niente. Allora le tangenti in larga misura servivano a finanziare i partiti, ora ad arricchirsi personalmente. L’illecito si e’ privatizzato’.

‘La figura di Martinazzoli – conclude l’esponente Udc – ci ricorda che l’esperienza del cattolicesimo democratico a volte , come e’ successo nella storia, puo’ anche inabissarsi , ma che non affonda e carsicamente e’ sempre in grado di rinascere, magari in forme inedite . In un tempo che vive di facilonerie, di pressapochismo , di grida e di immagini , ci ha insegnato che la politica per non perdersi ha bisogno di un impianto e di forti radici culturali . E se , come lui ha detto, viviamo una fase crepuscolare, ricordarlo fuori da ogni retorica significa impegnarci per una fase aurorale della politica’.

 










Lascia un commento