Manovra: Casini, senza sacrifici non si salverà nessuno

Roma, 7 set. (Adnkronos) – L’Italia continua a vivere al di sopra delle proprie possibilita’. “O tutti ci rendiamo conto di questo e la politica dei sacrifici investe i grandi patrimoni ma anche l’orario di lavoro e la flessibilita’ in fabbrica, oppure non ci salveremo. Non si salvera’ nessuno”. E’ il giudizio che il leader dell’Udc Pierferdinando Casini esprime in un’intervista al “Messaggero”, il giorno dopo lo sciopero generale della Cgil (“profondamente sbagliato”) e la quinta versione della manovra economica, uscita dal vertice di ieri pomeriggio a palazzo Grazioli.

“La prima cosa che dovrebbe fare Berlusconi -osserva il leader centrista- e’ evitare di continuare questo balletto di vertici e controvertici che sono tra il drammatico e il ridicolo. Il premier si presenti in Parlamento senza rete, senza tutte queste contrattazioni che ridicolizzano lui e tutta la sua coalizione. Presenti le misure in Parlamento e se sono cose serie i voti li trovera’".

Un mese di modifiche, aggiunge Casini, la manovra “l’hanno svuotata. Ieri per l’ennesima volta, tirato per i capelli dal Quirinale, il governo “capisce che i mercati ci stanno affondando e produce decisioni che dovevano essere adottate gia’ prima dell’estate.

Tuttavia, nonostante che arrivi male e tardi alla meta, questa manovra prima la si approva e meglio e’. Perche’ e’ chiaro che siamo in piena corsa per evitare l’effetto-Grecia”.

Casini insiste sull’insufficienza delle misure in cantiere e aggiunge che l’Udc  avrebbe preso un’altra strada. Ma oggi siamo al “redde rationem” e “se insistiamo a fare furberie e’ evidente che continueremo a rincorrere una situazione sempre piu’ difficile . Ecco perche’ io parlo di verita’, responsabilita’, impopolarita’. Perche’ in caso contrario saremo sommersi dall’uragano”.

A Berlusconi il leader dell’Udc dice di non volere chiedere nulla. “Sono convinto che sgombrare il campo sarebbe suo interesse. Gestire una situazione cosi’ drammatica, in queste condizioni politiche, con questa maggioranza, diventa davvero impossibile (…) Non c’e’ dubbio che la credibilita’ azzerata del governo italiano in Europa e’ parte del problema. La Merkel ha paragonato l’Italia alla Grecia. Con tutto il rispetto, non siamo la Grecia. Ma se il piu’ importante leader europeo si sente di fare quel paragone significa che in termini di credibilita’ siamo azzerati”.

Quanto a Berlusconi “per certi versi umanamente capisco la sua resistenza ma forse e’ il momento che provi a cambiare lo schema perche’ e’ ormai evidente che rischia di diventare il solo capro espiatorio. Parliamoci chiaro -conclude Casini- questi problemi sono l’eredita’ amara di venti anni di errori. Nessuno si illuda che basti battere Berlusconi per risolverli. Sarebbe troppo facile e semplicistico”.

 

 










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