Famiglia: Binetti, manovra di sacrifici e nessuna soluzione

(DIRE) Roma, 8 set. – “Questa e’ una manovra che nasce nella consapevolezza che sara’ insufficiente: richiede grandi sacrifici e non promette soluzioni, nemmeno una possibilita’ che ci sia una fase di pausa” dalla crisi economica. Paola Binetti, deputata dell’Udc, boccia la manovra varata dal governo e che lunedi’ approdera’ nell’Aula di Montecitorio. “Questa manovra- aggiunge riesce solo a far pensare a tutti che i sacrifici saranno molti, e quelli proposti non sono neanche quelli definitivi. Tutti i cambiamenti che hanno accompagnato questa manovra, dove e’ stato scritto tutto e il contrario di tutto, hanno generato nel Paese uno sconcerto morale, una forma di confusione, una preoccupazione per l’inverno che si avvicina, che si annuncia ben piu’ duro di quelli del passato”.Alla Camera, quasi certamente, il governo porra’ la questione di fiducia. Cosa dimostra questa scelta? “Dimostra- risponde Binetti- che non c’e’ nessun tempo per la discussione, nessun tempo ne’ margine per alcuna modifica. Cosa puo’ fare l’Udc?Nulla, salvo che non la voteremo”. Binetti pero’ annuncia un altro tipo di impegno: “Dovremo individuare nel Paese quali saranno le aree di maggiore sofferenza sociale e cercare di capire cosa si puo’ fare in ogni caso per non abbassare i livelli di necessaria assistenza. Penso alle famiglie, ai pazienti cronici, ai disabili, ai non autosufficienti”. Nella manovra, attacca Binetti, “non c’e’ nessuna politica per la famiglia. Nostro compito sara’ quello di vigilare che, nello spazio di vita ordinaria, le risorse residuali vadano a obiettivi di sopravvivenza”.Poi, c’e’ il capitolo lavoro: “Servono azioni concrete per rilanciare l’occupazione, a partire da quella giovanile. Quello che ci preoccupa di piu’ e’ che questa fase di stallo preluda a un futuro di scarsissime speranze per i giovani. Di piu’: in questa fase si rischia di andare incontro a un’ulteriore perdita di posti di lavoro”.A proposito del contestato art.8 della manovra, Binetti osserva: “Rappresenta con tutta probabilita’ un errore sistematico di interpretazione della Costituzione, perche’- spiega- il governo non puo’ intervenire su questioni di competenza delle parti sociali. Ora abbiamo il dovere morale di garantire che chiunque lavori sappia far corrispondere a questo diritto al lavoro anche i doveri, ovvero che sia fatto nel miglior modo possibile. Nessuno deve offrire il fianco alla questione del licenziamento”.










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