Intervento On. Mario Tassone sulla situazione di Cutro

Signor Presidente, vorrei fare qualche valutazione e rivolgere una sollecitazione per un problema che sta diventando sempre più incandescente, che vede coinvolti numerosi lavoratori in una realtà che sembrava essere accompagnata da una grande prospettiva. Invece oggi si assiste alla chiusura al dialogo ed al confronto con il mondo del lavoro e non si sa quale prospettive assegnare alla realtà di Cutro, a questo centro, rispetto ai percorsi ed agli obiettivi indicati qualche tempo fa. Mi rendo conto, signor Presidente, che lo strumento di sindacato ispettivo ha un valore molto relativo anche perché non sappiamo come questo Governo possa mettere in atto un’azione incisiva rispetto ad un mondo imprenditoriale che rimane chiuso e soprattutto trincerato nel suo rettangolo e recinto di incomunicabilità con il mondo del lavoro anche rispetto alle attese di una realtà importante come quella del crotonese e, in particolar modo, di quella di Cutro.

Vorremmo capire quali finanziamenti sono stati dati a questo tipo di realtà. Molte volte si è parlato dei problemi del Mezzogiorno, abbiamo sentito echeggiare in quest’Aula la favola di un Mezzogiorno che è la palla al piede del nord del Paese. Noi sappiamo che molte volte gli interventi, le facilitazioni e le aperture di credito sono avvenuti a vantaggio di imprenditori disinvolti che hanno sfruttato le agevolazioni e poi hanno disseminato nelle regioni del Mezzogiorno e della Calabria cattedrali del deserto. Noi vorremmo sapere se ci troviamo di fronte ad una situazione di questo genere perché, tra qualche momento, cominceremo a parlare di manovra economica e finanziaria, di grandi risparmi e non c’è dubbio che questa realtà della Marcegaglia deve anche declinare le proprie generalità.

Signor Presidente, qui ognuno si alza la mattina e decide di tenere lezioncine: gli industriali ed i sindacati tengono lezioni, ma non ci dicono mai cosa intendano fare per il Paese e soprattutto per facilitare una realtà depressa del Paese come quella del Mezzogiorno.
Ultima battuta: Cutro sembra la realtà delle incompiute. Qualche anno fa, con grande battage pubblicitario, fu annunciata la creazione di una struttura militare, di una caserma militare, legata alla protezione civile, prendendo ovviamente spunto da una situazione ideologica importate, preoccupante e a rischio, come si suol definire quella calabrese. Di questa struttura e di questa realtà militare non si sa più nulla. Viviamo di fronte a grandi incompiute e ad impegni Pag. 5assunti e non mantenuti. Per questo, vorremmo sapere anche attraverso il sindacato ispettivo se il Parlamento può avere un ruolo e «voce in capitolo», lo dico tra virgolette; infatti molte volte ci troviamo a dover sollecitare il Governo per ottenere delle risposte. In questo caso sarebbe molto brutto se le risposte dovessero venire semplicemente dalla velina delle industrie. Questo sarebbe veramente preoccupante anche se diamo atto al prefetto ed alle strutture rappresentative del Governo sul territorio del loro impegno e della loro attività. Tuttavia attendere una risposta attraverso i terzini del Governo che si fa portatore della velina da parte delle industrie è un fatto preoccupante che, tutto sommato, designa già il quadro di crisi profonda della politica e delle istituzioni della democrazia rappresentativa.

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