Intervento On. Tassone su ddl su elettorato attivo e passivo

Signor Presidente, vorrei fare una brevissima dichiarazione di voto su questo emendamento. Il ragionamento dell’onorevole Vassallo e, prima ancora, il ragionamento dell’onorevole Giachetti ritengo che ci portino al centro della questione. Infatti, noi abbiamo valutato questo provvedimento con una serie di considerazioni, ovviamente registrando proposte, accogliendone alcune e respingendone altre. Credo che molti del mio gruppo abbiano colto il senso anche del dibattito, perché sembra, a volte, di non trovarci di fronte ad un provvedimento di riforma costituzionale. Alcuni interventi credo che abbiano messo l’accento sul tema dei giovani, com’è giusto fare, ma non si tratta di abbassare l’età per un concorso. Io ritengo che vi sia qualcosa di altro. Tutta questa problematica doveva essere inserita nell’ambito di temi dell’ordinamento, di riforme e di proiezioni, anche politiche, come è stato richiamato, anche in quest’Aula, da parte di molti del mio gruppo.

Allora, signor Presidente, se noi seguiamo un ragionamento che riguarda, ovviamente, il bicameralismo, visto il processo di equiparazione assoluta che esiste fra le due Camere, e lo dicevo lunedì, nel corso della discussione sulle linee generali, non c’è dubbio che la proposta dell’onorevole Giachetti abbia un senso. Del resto, la Camera e il Senato fanno le stesse cose e non c’è stato nessun riferimento al dibattito dell’Assemblea costituente perché il costituente, nel momento in cui ha differenziato l’elettorato attivo e passivo della Camera e differenziato l’elettorato attivo e passivo al Senato, ha anche ragionato: aveva assegnato al Senato un ruolo di compensazione, di riflessione, un ruolo ovviamente di una Camera di saggi per una migliore produzione e per un perfezionamento della produzione legislativa. Se tutto questo è scomparso, non c’è dubbio che se la Camera e il Senato fanno le stesse cose, non si capisce perché ci debbano essere ancora elettori ed eletti a 25 anni per il Senato a differenza della Camera, per i cui elettori sono previsti i 18 anni, così come per gli eletti. Questo sta a significare che non c’è stata una riflessione molto intensa e anche molto cogente rispetto alla problematica.

Ho certamente apprezzato lo sforzo del Ministro della gioventù, e lo sforzo del relatore, per carità, ma c’è una corsa a fare un qualcosa che serve più per l’esterno, forse più per le attese ma a cui non corrisponde un dare risposte a queste attese; è più una apparenza che un fatto sostanziale. Forse una riflessione in più su questi temi ci doveva essere rispetto a una problematica che riguarda la riforma di un sistema elettorale che così com’è non va, e dovrebbe essere riformato; tuttavia non c’è dubbio che ci sono grandi temi, grandi questioni che riguardano anche il problema ordinamentale all’interno del nostro Paese e così facendo ci si incammina verso una china che crea più problemi e più grovigli che soluzioni. Ciò anche per quanto riguarda il Senato. Vorrei chiederlo alla Lega Nord Padania, ma abbiamo abbandonato il problema del Senato federale, del Senato delle regioni? Questo è il dato vero, ma vi è anche il problema delle nomine previsto da questo sistema, che significherebbe nominare a diciott’anni e allora ci sarebbe una raccomandazione da fare alle cancellerie dei partiti.

Tutto questo mi fa considerare che la problematica c’è ed esiste; io dico di no, ovviamente, a questo emendamento dell’onorevole Vassallo, visto e considerato che abbiamo trovato un equilibrio a fatica, tra varie perplessità e tra varie preoccupazioni; le mie, forse, sono più accentuate, ma non c’è dubbio che mi attengo a quello che è un clima che stiamo tentando di costruire, nella speranza che ci siano poi ulteriori dati di saggezza nel momento in cui ci sarà il traghettamento del provvedimento dalla Camera al Senato e il ritorno poi alla Camera. Ritengo che questa è la speranza che ci accompagna e ci illumina ed è un riferimento per il nostro impegno soprattutto nell’azione che stiamo svolgendo in quest’Aula.

 

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