Veneto: Udc, Fsv e Unione Nordest in consiglio con i sacchi a pelo

Venezia, 22 set. – (Adnkronos) – Avvolti ciascuno in un sacco a pelo. Si sono presentati, cosi’, in sala stampa a palazzo Ferro-Fini i consiglieri regionali veneti Stefano Valdegamberi, Raffaele Grazia e Stefano Peraro dell’Udc, Pietrangelo Petteno’ della Federazione della Sinistra e Mariagelo Foggiato di Unione Nord Est (assente Giuseppe Bortolussi ma d’accordo con l’iniziativa) per spiegare le loro iniziative in vista del dibattito del Coniglio regionale sul nuovo Statuto della Regione. Il sacco a pelo esibito dai cinque consiglieri vuole significare la loro intenzione di ‘tener duro’ nel dibattito sul ‘pacchetto’ legislativo istituzionale Statuto, Regolamento e Legge elettorale soprattutto per evitare la riduzione del numero dei consiglieri da 60 a 50 come stabilito dalla recente manovra finanziaria nazionale o, addirittura, a 30, come vorrebbe lo stesso Zaia. ‘L’obiettivo – hanno affermato all’unisono i cinque consiglieri – e’ ridurre i costi della politica, meglio gli sprechi della politica senza pero’ intaccare i costi necessari al funzionamento della democrazia e della sue istituzioni. Ridurre il numero dei consiglieri significherebbe ridurre la rappresentanza degli eletti dai cittadini e dei loro territorio e smentire l’accordo tra le forze politiche del Consiglio vento che il primo agosto scorso hanno licenziato per l’aula i testi dello Statuto e del regolamento’.  ‘Riducendo da 60 a 50 i consiglieri veneti con l’attuale legge elettorale che prevede il premio di maggioranza – ha esemplificato Mariangelo Foggiato – avremmo un Consiglio regionale composto solo da Pdl, Lega e Pd senza contare che si tratterebbe di subire una gravissima ingerenza dello Stato centrale che, tra l’altro con uno strumento giuridicamente discutibile come il decreto di manovra finanziaria, vuole imporre al veneto il numero dei suoi rappresentanti’. L’obiettivo, come hanno tenuto a ribadire i rappresentanti dei tre gruppi consiliari Udc, Fsv e Unione Nordest, e’ dimostrare che ci sono molti modi di tagliare i costi della politica alternativi alla riduzione del numero dei seggi di palazzo Ferro-Fini. ‘Abbiamo fatto qualche conto – ha affermato Raffaele Grazia – e abbiamo scoperto che, per quanto riguarda le spese per il personale, le segreterie della Giunta costano all’anno 4.258.679 euro, quelle dell’ufficio di Presidenza del Consiglio 1.084.6323 euro e quelle dei gruppi consiliari 4.680.291 euro per un totale di 10.023.602 euro. Poiche’ i 60 consiglieri costano all’anno 10 milioni di euro dimezzando le spese del personale delle segreterie citate si risparmierebbero 5 milioni vale a dire il costo di 30 consiglieri’. ‘Le riduzioni del personale di segreteria – ha precisato dal canto suo il consigliere Pietrangelo Petteno’ – dovranno essere operate gradualmente e, soprattutto, nei confronti di quel personale non di ruolo regionale assunto in numero considerevole con rapporti provvisori di collaborazione dai vari politici introducendo un inquinamento partitocratico delle istituzioni. Questi sono gli sprechi, questi sono i costi che si possono e devono tagliare. Zaia dopo un anno e mezzo non e’ riuscito a fare niente di quanto promesso limitandosi a continui spot elettoralistici’. Secondo Petteno’ ‘la riduzione dei costi puo’ avviarsi anche in un’altra direzione tagliando gli enti regionali inutili come le Ater, l’Agenzia regionale socio sanitaria, Avepa sostituibili da un’ unica grande agenzia regionale per i lavoro e lo sviluppo economico nei diversi settori’. ‘Un altro percorso da seguire per ridurre i costi della politica – ha rilevato il consigliere dell’Udc Stefano Peraro – e’ l’eliminazione dei vitalizi da assegnare post mandato ai consiglieri da realizzare con un’apposita legge regionale. Nell’immediato proponiamo di eliminare le indennita’ aggiuntive, decisamente ingiustificate, che vengono attribuire ai vicepresidenti delle commissioni, ai consiglieri segretari delle medesime e ai vicepresidenti dei gruppi consiliari. Tali indennita’ aggiuntive attribuite a 27 ‘vice’ in un anno arrivano a circa 350 mila euro’. ‘Il significato di queste nostre proposte – ha concluso il capogruppo dell’Udc Stefano Valdegamberi – e’ far capire ai cittadini che ridurre le spese dei palazzi della politica si deve e si puo’ fare ma che bisogna agire senza demagogia, riducendo le spese inutili e non quelle che servono per far funzionare le istituzioni, soprattutto quelle elettive, che sono il cuore della democrazia’.










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