Cri: Udc, riforma statutaria e coinvolgimento agenzia terzo settore

(AGENPARL) – Roma, 29 set – “91 precari da tempo impegnati nel servizio 118 in convenzione con l’Ares, hanno ricevuto le lettere di licenziamento da Croce Rossa Italiana.

Dal prossimo sabato, 1 ottobre, sarà a rischio anche il servizio di soccorso alla cittadinanza”. E’ quanto denuncia, in una nota, l’Usb Coordinamento Croce Rossa.

Immediata la replica del Commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca. “E’ triste assistere per l’ennesima volta alla speculazione di Usb. Non è la Croce Rossa Italiana – sottolinea Francesco Rocca – a lasciare il servizio 118, ma è la Regione Lazio che ha deciso di affidarlo attraverso una gara pubblica.

Purtroppo il problema è che la Croce Rossa Italiana ha dei costi talmente elevati che finisce per non essere competitiva, perdendo sempre più gare, con la conseguenza che i precari in essa impegnati rischiano di perdere il loro posto di lavoro”.

Quando si annunciano perdite di posti di lavoro il terreno è sempre scottante ed in questo caso il coinvolgimento riguarda un ente di fama internazionale. Il tema ha scosso la sensibilità del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo capitanato dall’on. Savino Pezzotta che ha presentato un’interpellanza urgente al Governo. Secondo il giudizio degli interpellanti dovrebbe essere individuata una formula, a metà strada tra “statalizzazione” e “privatizzazione” dell’ente che, in coerenza con le convenzioni internazionali a cui l’Italia ha aderito, non snaturi la mission dello stesso, perché la Croce Rossa Italiana non dovrebbe identificarsi né con lo Stato né assumere le vesti di un ente privato che operi sul mercato secondo gli scopi di profitto tipici di qualsiasi attività di tipo economico.

“Avviare un tavolo di confronto tra istituzioni, mondo del volontariato e terzo settore, che abbia come obiettivo la riformulazione legislativa e statutaria del Croce Rossa Italiana valutando la possibilità di delegare a ciò l’Agenzia del terzo settore” è quanto chiede l’Unione di Centro per il Terzo Polo.










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