Roma Capitale: Smedile: bene incontro Alemanno e Zingaretti

(DIRE) Roma, 11 ott. – “I tempi per arrivare al secondo decreto di riforma per Roma Capitale sono sempre piu’ ristretti e ci sono da rispettare procedure ben definite per una proposta condivisa tra Campidoglio, Provincia e Regione. L’incontro di oggi con il sindaco Alemanno e il presidente Zingaretti ci ha permesso di condividere posizioni e volonta’ per arrivare ad un documento che sappia essere frutto di un percorso di concertazione e positiva collaborazione”. E’ il commento di Francesco Smedile, presidente della commissione capitolina Riforme Istituzionali per Roma Capitale e consigliere Udc all’Assemblea Capitolina a margine della riunione della Commissione Riforme Istituzionali per Roma Capitale tenutasi oggi in Campidoglio alla presenza del sindaco Alemanno e del presidente della Provincia di Roma Zingaretti.

“Importante- aggiunge Smedile- che adesso il dialogo prosegua coinvolgendo la Regione Lazio. Un’assenza quella odierna che non e’ certo di natura politica ma molto probabilmente tecnica e che non dovra’ rappresentare un ostacolo nel cammino verso il secondo testo di riforma. Chiedero’ ai colleghi Di Stefano e Sbardella la convocazione delle commissioni omologhe al Consiglio regionale per incontrare i vertici istituzionali regionali e proseguire lungo questa strada di concertazione e confronto che fino ad oggi si e’ dimostrata molto fruttuosa e positiva. Sono sicurissimo che la regione Lazio ci dira’ al piu’ presto la sua opinione sul percorso condiviso proposto oggi”.

“Il secondo decreto- conclude Smedile- spettera’ al Governo emanarlo, ed entrera’ nel merito delle funzioni che Stato e Regione trasferiranno alla nostra citta’. Questo significa poteri a Roma Capitale per una governance piu’ funzionale verso le necessita’ dei cittadini e meno burocratizzata. Per esempio e’ giusto che Roma possa decidere autonomamente per quanto riguarda gli interventi di edilizia pubblica, cosi’ da snellire procedure e tempistiche a vantaggio della comunita’, lasciando tutto quello che riguarda il settore privato come competenza della Regione, supervisore e garanzia a livello territoriale”.

 

 










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