Giochi: De Poli, passatempo non può diventare dipendenza

(AGENPARL) – Roma, 11 ott – “Non è una guerra alla Dea bendata, ma alla dipendenza. L’obiettivo è aiutare, da un lato, chi crede che ogni occasione è buona per sperare nella Dea bendata e, dall’altro, l’isolamento di chi si mette ore e ore davanti a una stupida macchina da gioco. Un passatempo non può diventare una dipendenza”.

Ne è convinto Antonio De Poli, deputato Udc e membro della Commissione Affari sociali, che ha presentato, di recente, una proposta di legge per mettere al bando le slot machine nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, nei circoli e nelle associazioni. “Il gioco – sottolinea De Poli – è per definizione una modalità per evadere dalla realtà. In sé non ha nulla di negativo, anzi.

Il problema nasce quando il grado di evasione diventa eccessivo, patologico. Nel caso specifico delle slot machine, l’utente viene indotto a comportamenti di natura compulsiva: le frequenti ripetizioni di partite e manovre sempre uguali rischiano di alienare il giocatore dalla realtà e di ‘cancellare’ l’individuo. Non solo, a livello sociale, a causa del gioco l’individuo diventa vittima di un processo di alienazione in cui egli perde il contatto con la realtà. Il ‘suo’ mondo è il gioco. E’ interessante sottolineare come siano le slot machine a creare dipendenza ed è contro le slot machine che dobbiamo combattere per ridare dignità al gioco e per far sì che una dipendenza torni a diventare un passatempo. Siamo il Paese in cui più si gioca al mondo e la mia proposta di legge nasce per contrastare, azzerare gli effetti gravi che l’assuefazione a queste forme di gioco produce. Negli ultimi anni stiamo assistendo a una decisa crescita del gioco d’azzardo ed è doveroso, in un Paese civile, contrastare tutto ciò che crea forme di dipendenza patologiche assimilabili all’abuso di alcolici o di sostanze stupefacenti. Ecco perché dovremmo tutti sostenere con forza la battaglia contro le slot machine”.

 










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