Trasporti: mozione Udc per riforma del settore Tpl

(AGENPARL) – Roma, 14 ott – Occorrono risorse finanziarie per realizzare investimenti nel trasporto pubblico locale al fine di garantire ai cittadini un’adeguata offerta del servizio e il mantenimento di elevati standard di qualità ed efficienza. E’ questo l’obiettivo della mozione presentata alla Camera, a prima firma di Antonio Mereu dell’Udc. Nel documento si chiede, inoltre, di dare con priorità introiti al trasporto regionale su rotaia e gomma e la promozione di “misure di defiscalizzazione a favore delle regioni per favorire il recupero delle risorse anticipate e garantire l’offerta di trasporto pubblico locale”.

Ed ancora, si vuole impegnare il Governo, d’intesa con le regioni, su politiche volte a rendere più efficiente il settore del trasporto collettivo su gomma in ambito extra-urbano e il trasporto urbano su gomma e su guida vincolata in funzione di: individuare su scala nazionale le soglie che caratterizzano i livelli legati all’offerta di servizio pubblico, garantire il ripiano del disavanzo, favorire l’aggregazione delle aziende regionali preposte alla gestione, garantire un riassetto generale delle reti secondarie, programmare interventi in materia di sicurezza dei sistemi di trasporto.

Ad accendere i riflettori sulle problematiche del settore è stata in primis, come evidenziano i deputati, la Conferenza delle regioni e delle province autonome che hanno lanciato l’allarme “sulla negativa incidenza degli ultimi provvedimenti finanziari – si legge nel testo – disposti dal Governo sul settore del trasporto in generale e, in particolar modo, sul trasporto pubblico locale, denunciando un considerevole taglio alle risorse che compromette fortemente la qualità del servizio se non addirittura il totale azzeramento dei servizi; ulteriormente affossati dalle misure del rendiconto dello Stato per l’anno 2010 e la successiva nota di aggiornamento”.

“Molte regioni – spiegano i firmatari – sono state costrette ad un incremento delle tariffe e ad un esborso di risorse proprie per coprire i costi di mantenimento del servizio a causa del mancato trasferimento di risorse, pari a più di 1.300 milioni di euro, promesso dal Governo nell’accordo siglato nel dicembre del 2010 con le stesse, ma mai in realtà ad oggi assegnato”.

A destare preoccupazione i tagli delle risorse al settore “e quelli sostenuti dagli enti locali nell’ambito delle due manovre estive porteranno, entro breve, alla paralisi totale del sistema, alla sospensione di un servizio costituzionalmente garantito e alla perdita di numerosi posti di lavoro di dipendenti del comparto”.

Ad alimentare il malcontento sono i numerosi i disagi e i disservizi denunciati da milioni di cittadini che ogni giorno necessitano dell’utilizzo dei mezzi di trasporto per raggiungere il proprio posto di lavoro, di studio o i luoghi di interesse sociale diffusi nel territorio.

“Negli ultimi allegati infrastrutture al documento di economia e finanza si è ribadito che quella del trasporto pubblico locale rappresenta l’emergenza più grave dell’intera offerta trasportistica, ammettendo inoltre una netta responsabilità del Governo nel definire un’azione organica mirata al superamento dell’emergenza”.

 

 

 










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