Puglia: Negro, il Pdl sia più chiaro, chi è il frenatore?

(AGENPARL) – Roma, 14 ott – “La denuncia del Pdl sui ritardi nell’attuazione del piano di rientro sanitario ci trova concordi. Ma quali sono le “forze frenanti” a cui fa riferimento il capogruppo Palese? Chi sono questi consiglieri della maggioranza e dell’opposizione e questi sindacati che hanno interesse a ostacolare la chiusura dei vecchi ospedali e la contestuale riconversion e delle strutture dismesse in Case della salute, residenze sanitarie e poliambulatori?”.
È quanto chiede il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro commentando le dichiarazioni dei colleghi del Pdl rese questa mattina in una conferenza stampa tenuta in via Capruzzi.

“Più volte, come Gruppo Udc, abbiamo espresso il nostro disappunto sui ritardi nell’attuazione del Piano di rientro – ha sottolineato – Per questo invito i colleghi del Pdl ad essere più chiari sui presunti responsabili e a fornire tutte le indicazioni che possono tornare utili a rimuovere gli ostacoli che fino ad oggi non hanno permesso di adempiere all’impegno assunto in Consiglio regionale. Gli stessi colleghi del Pdl dovrebbero denunciare la responsabilità del Governo nazionale sul blocco del turn over che contribuisce al dissesto del servizio sanitario, peggiorandone la qualità. In gioco, lo abbiamo sottolineato più volte, ci sono la faccia e la credibilità della politica e gli interessi della Puglia”.

“Allo stesso tempo – ha continuato il capogruppo Udc – sarebbe opportuno che gli assessori Fiore ed Amati relazionassero con urgenza in Commissione sulle cause di questi ritardi e in particolare sullo stato di attuazione del progetto di finanza per la costruzione dei nuovi ospedali”. “Dalla stampa giungono quotidianamente notizie allarmanti che non possono essere sottovalutate – ha concluso il presidente Negro – come quella diffusa oggi da un’emittente locale che ha riferito su un possibile dissesto dei conti della Sanità Service, società in house che ha internalizzato gli addetti alle pulizie delle Asl. Notizia che se fosse confermata metterebbe a rischio centinaia di posti di lavoro e servizi essenziali per la sanità in Puglia”.










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