Cattolici: Buttiglione, venuto momento schierarsi

(9Colonne) Roma, 17 ott – Per i cattolici è venuto il momento di un protagonismo più forte e attivo nella vita politica del Paese. Basta con la strategia della delega. Ne è convinto Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc, che, in una intervista al Mattino, si interroga sui temi al centro del raduno dell’associazionismo cattolico in programma a Todi, con la presenza tra gli altri di Corrado Passera, Giuseppe Guzzetti e il cardinale Angelo Bagnasco.

“Forse per i cattolici – afferma – si sta chiudendo una fase particolarmente sofferta. Per un po’ di anni la loro strategia è stata quella di allearsi con il potente di turno, affidandogli la realizzazione dei propri interessi: con Romano Prodi è andata male e con Silvio Berlusconi è andata peggio. Adesso qualcuno si sta chiedendo se il sistema della delega non vada in qualche modo rivisto. Si tratta di prendere maggiormente sul serio il tema della vocazione dei laici. Si tratta di educare un popolo in maniera tale che vengano su persone capaci di impegnarsi nella realtà sociale e di guidare il cambiamento”. Todi può rappresentare dunque la tappa verso un impegno più forte dei cattolici in politica? “Penso di sì. Un tempo il problema dei cattolici era che sentivano di non contare abbastanza. Oggi, grazie anche al magistero di Benedetto XVI, hanno capito che il loro compito deve andare al di là della difesa dei valori non negoziabili, per un impegno più fattivo.

D’altronde la politica vive un momento di grande crisi morale e va riformata. Chi può farlo in maniera migliore dell’associazionismo cattolico, che costituisce un serbatoio formidabile di energie e valori morali?”. Cosa si aspetta da Todi? “Certamente non un nuovo partito: io sono convinto che da quel raduno possa scaturire un movimento di movimenti, nel quale vivano le ricchezze e le esperienze delle associazioni cattoliche nel rispetto ciascuna dell’autonomia delle altre. Mi aspetto l’impegno di chi vuole offrire un contributo per il Paese, in termini di proposte per l’occupazione, per le famiglie, per la morale. Epperò mi aspetto anche un’altra cosa. Mi aspetto che questo movimento sia indipendente da tutti, ma che non sia equidistante”.

 










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