D’Onofrio: è venuto il tempo della coesione

Territoriale, sociale e generazionale: questa è la coesione italiana

Molte sono state – e sono – le domande concernenti il nuovo governo: saranno le prossime settimane a dirci se l’Italia si trova in una situazione di emergenza economica che richiede l’adozione di provvedimenti prevalentemente economici, o se – come sembra – si è in presenza di una sostanziale mutazione persino antropologia rispetto ai tanti anni che abbiamo alle spalle, che si tratti della Prima o della Seconda Repubblica.
Appare infatti necessario affrontare la questione di fondo che abbiamo di fronte da un punto di vista non esclusivamente tecnico-economico, ma – appunto – da un punto di vista più generale, nel quale i profili tecnico-economici sono certamente essenziali, ma non sufficienti.

Si tratta in sostanza di una questione frequentemente indicata ma in qualche modo assente nella specifica vicenda politico-economica italiana, non meno che nella condizione europea quanto meno a partite dall’avvento dell’euro. Si tratta in particolare della questione della coesione, intesa questa sia nel senso di coesione territoriale, sia nel senso di coesione sociale, sia nel senso di coesione generazionale. Coesione dunque come pure è stato detto nella presentazione del Governo al Parlamento – intesa quale valore per così dire costitutivo di una comunità, anche a prescindere dalle diverse proposte di governo.
Non si tratta, peraltro, di una necessità solo italiana, perché anche l’Europa ha bisogno – soprattutto oggi nel contesto della globalizzazione – di coesione ad un tempo territoriale, sociale e generazionale. La coesione territoriale costituisce, infatti, il punto specifico della questione che nel contesto europeo viene oggi conosciuta quale questione dei confini. E non si tratta solo di confini territoriali, sol che si consideri la tormentatissima questione dell’adesione della Turchia. Coesione sociale significa – innanzitutto – rapporto tra le diverse società nazionali europee, che nel corso degli ultimi secoli sono state spesso contrapposte le une alle altre. Ma prima ancora dello scontro tra le diverse identità nazionali, la coesione sociale concerne i rapporti interni a ciascuna identità nazionale. La coesione tra le generazioni, infine, viene in rilievo allorché si ponga attenzione ai modi con i quali in ciascun Paese sono state affrontate le questioni concernenti proprio i rapporti tra le generazioni, non soltanto ai fini della previdenza.

Tre dunque sono le dimensioni della coesione da porre a fondamento anche delle specifiche misure tecnico-economiche che l’emergenza finanziaria italiana pone in evidenza. Risiede, pertanto, in questa specifica multidimensionalità della coesione il profilo più squisitamente antropologico del contesto nel quale è venuta a trovarsi l’Italia nel corso degli ultimi tempi, caratterizzati proprio dal processo di integrazione europea da un lato, e dall’epoca nuova della globalizzazione tendenzialmente mondiale dall’altro.
Questo intreccio tra le tre dimensioni della coesione finisce pertanto con il costituire un punto di approdo sostanzialmente nuovo nella lunga storia nazionale italiana. Il territorio ha infatti rappresentato ad un tempo il punto di arrivo del processo di unificazione nazionale e della stessa Grande Guerra. I rapporti tra i diversi strati della società italiana sono stati di volta in volta posti anche a fondamento delle politiche pubbliche, soprattutto di quelle fiscali. I rapporti tra le generazioni – infine – sono stati rinchiusi molto a lungo all’interno della comunità familiare, come ci ricordano anche le recenti domande poste a tutti noi dall’ultimo censimento della popolazione italiana. Nel corso dell’intera storia nazionale, le decisioni politiche di fondo hanno pertanto riguardato di volta in volta questi tre distinti aspetti della coesione.

Il processo di costruzione dell’unità europea ha vissuto questi tre aspetti in modi non necessariamente convergenti. La dimensione nazional-statuale ha infatti costituito il fondamento stesso dei modi con i quali le decisioni politiche italiane sono state assunte. Il processo di integrazione europea – che pure è vissuto con una progressiva riduzione della originaria sovranità statuale italiana – ha potuto convivere con le nostre specifiche divergenze. L’emergenza che ora siamo chiamati ad affrontare costituisce dunque per un verso il punto di approdo di questa necessaria convergenza tra il contesto nazionale italiano e il più ampio contesto europeo, e il punto di partenza per la definizione di una nuova fase del processo europeo medesimo. Questo è chiamato a sua volta ad adottare contestualmente decisioni concernenti la dimensioni territoriale, sociale e generazionale della coesione. Due nuove dimensioni della coesione sono apparse all’orizzonte dell’integrazione europea in questa stagione di globalizzazione mondiale: ambiente e migrazioni. Il contesto della globalizzazione, pertanto, pone l’Europa tutta di fronte alla necessità di adottare decisioni che tengano conto della natura tridimensionale della coesione e, contestualmente, della insufficienza di essa nel nuovo contesto universale.

Di Francesco D’Onofrio, tratto da Liberal del 19 novembre 2011

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