Africa: D’Ambrosio, occasione reciprocità culturale e operativa

(OMNIROMA) Roma, 25 NOV – “Possiamo molto apprendere  dall’Africa  ma anche molto dare. Oggi l’Università Pontificia Lateranense, l’Università del Papa, offre un’occasione preziosa di riflessione e concreta operatività a tutte le istituzioni politiche, a partire dalla Regione Lazio”. Lo ha affermato in una nota il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Raffaele D’Ambrosio (Udc), intervenuto questa mattina, a Roma, all’inaugurazione dell’area culturale Africana dell’Università Lateranense. D’Ambrosio ha portato il saluto del Consiglio regionale del Lazio al Magnifico Rettore,  sua eccellenza Enrico Dal Covolo, alle Eminenze presenti, al corpo docente  e ai numerosissimi studenti. “E’ una luminosa occasione di rinnovata reciprocità umana e culturale – ha aggiunto D’Ambrosio – che ci deve vedere tutti in prima linea per guardare all’Africa come continente di prossimità. Come recentemente ha detto il Santo Padre Benedetto XVI, questa freschezza del sì alla vita,seppure tra tante difficoltà, che c’è in Africa, questa gioventù che esiste, che è piena di entusiasmo e di speranza, anche di umorismo e di allegria, ci mostra che c’è una riserva umana, che c’è ancora una freschezza del senso religioso. Speranza e concretezza di cui noi abbiamo molto bisogno”.  Il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio ha poi sottolineato che, due anni dopo la celebrazione del secondo sinodo per l’Africa a Roma e la lettera post-sinodale del Papa, Africae Munus, l’Università Lateranense e il Magnifico Rettore Enrico Dal Covolo ” raccolgono la sfida di formare  nuove persone per un’Africa migliore e, mi permetto di aggiungere, per un nuovo mondo che veda nel terzo millennio l’èra dell’incontro tra i popoli e il dialogo interculturale, interreligioso e di cooperazione nel reciproco rispetto della solidarietà e fraternità universale, per un neo-umanesimo e una forte affermazione della spiritualità – ha concluso D’Ambrosio –  che metta da parte gli egoismi economicistici, il relativismo etico e culturale e che ci veda  tutti sempre più impegnati, anche e soprattutto noi uomini delle istituzioni, specie quelle di prossimità, quella più a contatto con le persone come la Regione Lazio”.










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