Intervento On. Mario Tassone sulla modifica dell’articolo 81

Signor Presidente, vorrei svolgere, proprio in questa sede ed in questa fase dell’esame del provvedimento, una valutazione di carattere generale e complessivo, rifacendomi al dibattito che ho ascoltato, perlustrando con grande rispetto tutto il lavoro, che è stato svolto e si sta svolgendo nelle Commissioni riunite I e V, con rispetto, quindi, e soprattutto con un giudizio di carattere positivo nei confronti dei relatori.

Per dire la verità, noi abbiamo iniziato l’esame di tale modifica costituzionale prima della formazione di questo Governo. Abbiamo affrontato la questione con qualche slancio – qualcun’altro con meno slancio -, con qualche dubbio e con qualche perplessità. Se nelle Aule parlamentari dovessimo procedere per parole d’ordine, non credo questo sarebbe un dato costruttivo e non sarebbe neppure esaltante per l’istituzione parlamentare. Soprattutto, ritengo che sia fondamentale la ricerca su una materia così complessa, così articolata e, per alcuni versi, così defatigante.

Credo che la ricerca che stiamo conducendo abbia portato qualche risultato apprezzabile. Debbo dare atto al Ministro Giarda di aver fornito un contributo anche al «prosciugamento» del testo iniziale, che era stato presentato all’esame della I e della V Commissione e dell’Aula parlamentare.

Vi è sempre un aspetto certamente inquietante, quando si va in direzione di una riforma costituzionale e non c’è una sufficiente riflessione. Lo abbiamo detto per alcuni versi quando abbiamo esaminato il provvedimento di modifica dell’articolo 41 della Costituzione, lo diciamo anche ora nell’esame della modifica dell’articolo 81. In quella sede io avanzai qualche dubbio e qualche perplessità: stiamo modificando la Costituzione «a pezzetti ed a bocconi». Non credo che sia questo un dato costruttivo e razionale; non credo che sia produttivo ed esaltante; non credo che sia significativo; non credo che sia razionale. Tuttavia oggi l’articolo 81 viene ad essere affrontato nel quadro di una difficile situazione economica europea e nazionale.

Sono stati più volte richiamati quanto deliberato con il «Patto euro plus» nel marzo di quest’anno e la sollecitazione anche nei confronti dell’Italia per andare verso una soluzione che riguardasse il pareggio di bilancio. Ritengo che questo aspetto offra una sua giustificazione, ma non esima nessuno di noi, nel momento in cui ci proponiamo una riforma di ordine costituzionale, di riflettere su cosa significhi mettere le mani all’articolo 81.

Qualche collega poc’anzi faceva un riferimento: già nell’attuale articolo 81 è insito il pareggio di bilancio. Il costituente ne aveva discusso e aveva trovato quella soluzione, anche se alcuni analisti affermano chiaramente e con forza che quell’articolo 81 non ha funzionato: ci troviamo con un enorme debito pubblico dello Stato; i tassi e gli interessi sono enormi (e ritengo che questo dato e questo aspetto debbano essere verificati); l’avanzo di bilancio è del 3 per cento; c’è l’indebitamento. La situazione delle famiglie è migliore rispetto alla media europea, ma c’è questa situazione del debito pubblico su cui si deve porre mano. Ci sono le esigenze, quindi, di riequilibrare, di produrre, di dare una prospettiva allo sviluppo, più volte invocata, creando le condizioni e le risorse importanti all’interno del nostro Paese.

Detto questo, siccome si pone mano alla Costituzione, ritengo che il «Patto euro plus» non avesse richiesto proprio la costituzionalizzazione del pareggio del bilancio: aveva chiesto che il pareggio del bilancio fosse un momento di riferimento importante nell’attività del Parlamento e nell’attività ovviamente del Governo.

E posso pure capire che si vada ad una modifica dell’articolo 81, dove deve essere consacrato e sacralizzato il principio del pareggio del bilancio ma poi, come abbiamo visto e ascoltato, ci sono, accanto all’articolo 81, le subordinate, la specificazione. Ciò certamente nasce anche da uno sforzo e ritengo che il Ministro per i rapporti con il Parlamento, come dicevo poc’anzi, abbia dato un contributo molto forte. Però ci sono delle articolazioni e delle specificazioni, come quando si dice che i cicli economici e le situazioni di emergenza e gravi possono anche far rivedere l’equilibrio di bilancio, se c’è un voto della maggioranza assoluta da parte del Parlamento.

Non c’è dubbio che ci sono una serie di ipotesi, di subordinate, di eccezioni ed articolazioni che comprendono anche i Regolamenti di Camera e, ovviamente, domani anche del Senato, che avrebbero forse invitato questa parte ad essere materia di legge ordinaria o rinforzata e non di legge di carattere costituzionale, pur ravvisando certamente lo sforzo, in questo particolare momento e sul quale certamente il nostro partito è attento, da parte del Governo e di questa realtà che è venuta fuori che sostiene il Governo con grande responsabilità, avendo in questo momento, in questa fase della stagione politica, come dicevo poc’anzi, una responsabilità particolare ma soprattutto un progetto che noi vogliamo mettere a disposizione del Paese e delle forze politiche.

Detto questo, signor Presidente, abbiamo un dato importante: per esempio quando si parla di un organismo parlamentare indipendente che dovrebbe seguire il bilancio, non abbiamo capito che cosa significa «indipendente». È una nuova authority? È un organismo indipendente presso il Parlamento. Ma il Parlamento ha le Commissioni; si potrebbe fare una Commissione bicamerale, creare un equilibrio per l’esame e il monitoraggio ovviamente di tutti i movimenti di bilancio, per assicurare il pareggio del bilancio e nemmeno le Commissioni per materia o per competenza potrebbero svolgere questo lavoro.
Credo ci siano una serie di proposte emendative e di valutazioni, come quella della compensazione del debito per quanto riguarda le regioni, e un aspetto che ho voluto rilevare: come si fa a parlare di «Stato» e non di «Repubblica» nel momento in cui introduciamo una modifica di ordine costituzionale? Perché o c’è un riferimento alla complessità e pluralità delle autonomie locali, dei comuni, delle regioni, delle amministrazioni provinciali, delle autonomie locali in genere e complessivamente delle società che devono raggiungere il pareggio del bilancio oppure, se si prende in considerazione lo Stato, come recita l’articolo 14 della Costituzione con la modifica introdotta dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, si tratta di una parte e non coinvolgiamo le regioni. Al riguardo credo il Governo si trovi anche d’accordo, e nel dibattito e nella ricerca che conduciamo attraverso il confronto parlamentare si può raggiungere qualche obiettivo di carattere molto importante, significativo e quindi apprezzabile.

Concluderei a questo punto, signor Presidente, il mio intervento. Ho voluto esprimere qualche valutazione di ordine costituzionale, rinnovando la gratitudine mia per quanto ci riguarda, per il lavoro svolto anche e soprattutto dai relatori. Ci sono percorsi e momenti che devono vederci solidali in questo tipo di prospettiva, come noi siamo stati tutti concordi, su input anche dello stesso Ministro Giarda, quando si parlava dei vincoli europei. Noi siamo nell’Europa, e nell’Europa stiamo conservando la nostra sovranità con grande dignità e con grande decoro. Credo che tutto questo l’abbiano capito i colleghi ed il rappresentante del Governo. Noi siamo nell’Europa e accettiamo non i vincoli ma le politiche condivise dove partecipiamo con la nostra storia e ovviamente come nazione che ha concorso alla fondazione dell’Europa.
Ritengo che questi siano gli aspetti più importanti e fondamentali perché non c’è dubbio, quando si parla di riforma costituzionale, che certamente c’è alto il senso di una responsabilità legato ad una vicenda particolare, ma le vicende particolari passano, mentre rischiano di rimanere invece alcune norme che potrebbero essere esposte ad alcune alterazioni. Ecco perché il nostro contributo e il nostro impegno sono svolti in sintonia con la nostra storia e la nostra sensibilità lungo un percorso ed una stagione politica che ci vede impegnati ancora una volta in prima persona.

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