Intervento dell’On.Mario Tassone sulle iniziative di competenza per il potenziamento delle infrastrutture e per la messa in sicurezza delle aree del territorio calabrese

Signor Presidente, ringrazio – per la presenza e in anticipo per le cose che ci dirà – il sottosegretario D’Andrea.
Signor Presidente, signor sottosegretario, certamente attendo per questa nostra interpellanza una risposta esaustiva, come quella che ha reso poco fa al collega Barani, ma non una relazione tecnica. Lui si è accontentato di una relazione tecnica, essendo un eclettico e quindi tecnico anche in questo campo; io, invece desidero, e mi auguro che ciò sia stata predisposto per l’interpellanza da parte dei suoi uffici, un dato e dei riferimenti di carattere politico. Infatti, la rappresentazione che faccio assieme ai colleghi del mio gruppo, della situazione calabrese in seguito agli eventi calamitosi del 21 novembre, è veramente drammatica. Bisogna dare, pertanto, una risposta in termini di progettualità, di strategia e di disegno politico. Altrimenti, signor sottosegretario, ci ritroviamo più volte di fronte a vicende di questo genere, a riproporre le vecchie denuncie e ricognizioni di insufficienza con la narrazione di un territorio sempre più debole e fragile, caratterizzato da una serie di vicende e violenze perpetrate da parte dell’uomo e che hanno determinato un’alterazione stessa del territorio.

L’altro giorno – devo dirlo con estrema chiarezza – quando io e molti altri colleghi di quest’Aula abbiamo chiesto un’informativa urgente da parte del Governo sugli eventi calamitosi che si sono susseguiti in gran parte del nostro Paese, il rappresentante del Governo è venuto in Aula e si è dimenticato che c’era stato un evento calamitoso molto tragico e acuto anche in Calabria. Non voglio fare un torto al sottosegretario Fanelli – per carità, si tratta di una disfunzione degli uffici tecnici – ma una disfunzione degli uffici tecnici per un Governo tecnico mi sembra una contraddizione in termini.

Mi auguro, signor sottosegretario D’Andrea – visto e considerato che ci conosciamo da lungo tempo e che lei fuoriesce dal tecnicismo per il suo status e per il suo impegno parlamentare e di Governo, da tutti riconosciuto e apprezzato – che si possa fare giustizia di una lacuna e sopratutto di un’assenza assoluta di valutazione in un’informativa urgente del Governo.

Che cosa è successo il 21 Novembre? Lo descrivo con molta puntualità nell’interpellanza urgente: c’è stata una grande pioggia, i soliti smottamenti, una realtà fatta di fiumare che straripano, una situazione idrogeologica certamente decadente, la storia di una vicenda che ha riguardato un ponte attraversato dalle Ferrovie dello Stato crollato immediatamente dopo essere stato attraversato da un treno; il treno poi si è piegato verso la roccia con ventuno persone dentro e, meno male, che non è andato verso la scarpata: in questo caso, ci troviamo di fronte ad un miracolo.

A Catanzaro Lido muore una persona. Sono vicende che, ovviamente, riguardano le Ferrovie dello Stato per quanto concerne la vicenda del ponte, perché essa era stata denunciata nell’ottobre del 2010 da parte del presidente della provincia. Non è possibile che non si conoscano e non si individuino mai le responsabilità, perché, lo ripeto, signor Presidente, signor sottosegretario, le 21 persone si sono salvate per puro miracolo, per chi ha fede e per chi crede ai miracoli.
Chi non crede ai miracoli e non ha fede potrà invocare le coincidenze e le circostanze fortuite, come si suole dire, però vi è stata una situazione tragica. Qui si rischia di parlare di queste storie e di queste vicende semplicemente quando accadono. Poi, passeranno nel dimenticatoio: non vi sarà alcun rilancio da parte dei mass media, ma, purtroppo, neanche da parte dell’azione politica.
Vorrei fare un ragionamento: chi si deve interessare di queste cose? La Protezione civile, semplicemente in un tempo successivo, non facendo prevenzione? Ma non vi è la prevenzione e non vi è una politica della prevenzione all’interno del nostro Paese! Il Ministero dell’ambiente, la regione? Di chi sono le competenze? Sono distribuite tra Ministero dell’ambiente e regione, ma di chi è la responsabilità di una programmazione, di una progettazione, di una progettualità?
Tanto è vero che rivendico, molte volte, spesso anche in quest’Aula, che la competenza sulla sicurezza, e quindi anche sull’ambiente e sulla sanità, vada in testa e in capo allo Stato. Voglio fare questo ragionamento. Non c’entrerà niente con la mia interpellanza, ma, se non parliamo di queste cose, che facciamo? Le relazioni tecniche, sottosegretario D’Andrea?

La situazione della Calabria credo sia descritta dai tecnici. Se vi è un geometra, un ingegnere, un geologo, essi daranno un quadro complessivo della situazione. Certo è che, ogni anno, puntualmente, in ogni vicenda che riguarda le calamità naturali che investono questa regione, ci troviamo di fronte agli stessi identici problemi.

Alcune vicende sono analoghe, potrebbero essere riportate e riproposte puntualmente, ogni anno. Chi deve fare una programmazione? Chi deve fare un intervento serio rispetto a questi problemi, che vengono ad essere più volte evidenziati? Ritengo che bisogna fare una riflessione. Se vi è questo tipo di disponibilità, come penso che vi sia, da parte del Governo, non vi è dubbio che un qualche approccio di risposta debba venire anche in questo momento, in quest’Aula.
Di chi deve essere la responsabilità? La Protezione civile, ovviamente, dice che bisogna intervenire. Quando? Dopo! Ma si deroga semplicemente ad una legge sulla Protezione civile, ad una politica della Protezione civile, che è un problema soprattutto di prevenzione. Molte volte si è detto che bisogna fare prevenzione, ma su di essa certamente non abbiamo avuto alcun seguito e alcuna conseguenza.
Allora una riflessione e un ripensamento vanno fatti. So che lei mi risponderà (certamente, più di questo non può fare). Spero che vi sia, anche a braccio, signor sottosegretario, l’impegno di recuperare, nell’ambito di un’azione di Governo complessiva, nella collegialità del Governo, una politica che salvaguardi il territorio, lo preservi e individui delle responsabilità, perché le Ferrovie dello Stato non possono comportarsi come stanno facendo: taglio dei treni, disattenzione per quanto riguarda la regione Calabria, Trenitalia, certamente, che è la negazione del buonsenso e della razionalità, come la holding Ferrovie dello Stato. A meno che questo Governo non voglia coprire anche le Ferrovie dello Stato!

Ritengo che qualche dato vi sia: ho parlato poc’anzi di responsabilità. Mi auguro che il Governo, se dichiara la propria competenza, vada oltre rispetto ad una situazione che viene evidenziata con forza da parte dei colleghi e da parte mia nelle interpellanze, in questo strumento di sindacato ispettivo urgente, che abbiamo sottoposto alla sua attenzione.

Detto questo, non proseguo nel mio intervento e mi raccolgo, come si suol dire, in silenzio, in riflessione, e seguirò con attenzione la sua risposta. Mi permetterò poi di replicare.
Mi auguro, signor sottosegretario, di potere dare un contributo rispetto ad un problema che offre dati non marginali, fatti non circoscritti, ma seri, che riguardano la vivibilità di un popolo e di una comunità, ma, soprattutto, riguardano il senso di una civiltà e di una cultura che bisogna salvaguardare, soprattutto attraverso questi atti di sindacato ispettivo, altrimenti qual è lo scopo dei governi nazionali e degli esecutivi locali se non quello della preservazione del territorio e dell’uomo? Il territorio è a servizio dell’uomo e l’uomo deve viverci e rispettare le regole della convivenza.
Ritengo che questo sia un discorso molto ampio che possiamo costruire. Certamente questo è il nodo fondamentale su cui ci si misura, oggi e domani, una sfida di civiltà, di progresso e di sviluppo.

La risposta del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, D’Andrea

Signor Presidente, l’interpellanza urgente in oggetto, presentata poco più di una settimana fa dall’onorevole Tassone, oltre a chiedere notizie che verranno fornite compiutamente, anche per fare il punto sugli eventi dai quali prende spunto la suddetta interpellanza, richiama il Governo ad una riflessione più approfondita circa le azioni che è possibile porre in essere in direzione della soluzione di questioni annose e, mi permetterà l’onorevole Tassone di dirlo, secolari che riguardano la Calabria – e non solo la Calabria nel Mezzogiorno – e che sicuramente non sono di secondo piano.
Partirò da una ricognizione relativa agli eventi dai quali si prende spunto e mi riservo, nella parte finale della risposta del Governo, di affrontare, nei limiti del possibile, le questioni di fondo che, sia nel testo dell’interpellanza in oggetto, sia, soprattutto, nell’illustrazione che ne è stata testè fatta, sono state sollevate dall’onorevole Tassone, anche sulla base della sua lunga esperienza parlamentare e di Governo.

Gli eventi dai quali prende spunto l’interpellanza in esame sono quelli meteorologici che si sono verificati nella regione Calabria, interessando, in particolare, le province di Reggio, Catanzaro, Crotone e, in parte, quella di Vibo Valentia, l’ultima settimana del mese di novembre. In particolare, il 22 novembre 2011 abbiamo avuto precipitazioni con valori massimi sino a circa 360 millimetri orari in dodici ore, dalle 8 alle 20, e picchi sino a 185 millimetri in tre ore, dalle 14 alle 17,30, alla stazione di Cittanova, dove è stato possibile registrarli.

Una prima stima statistica dei tempi di ritorno ha collocato tali fenomeni nell’ambito di eventi assai rari e l’analisi dei dati riportati dagli idrometri ha evidenziato che il carattere impulsivo delle precipitazioni ha provocato l’innalzamento repentino, fino a 4 metri, di tutti i corsi d’acqua interessati, principali o secondari, con decrescita altrettanto rapida, fino a raggiungere livelli ordinari poche ore dopo la cessazione delle piogge. In alcuni casi sono stati rilevati livelli superiori anche a quelli registrati nel gennaio 2009, quando pure si verificarono eventi calamitosi.
I danni più gravi si sono rilevati nei comuni di Polistena, Platì, Cittanova, Germaneto, Petilia Policastro, Cotronei e Nicastro dove si sono verificati fenomeni di dissesto franoso, allagamenti ed esondazioni che hanno determinato anche il deragliamento di un treno sulla linea Lamezia-Catanzaro, che ha provocato il ferimento di venti persone.

In proposito si precisa che il treno viaggiatori regionale alle ore 18,40 ha sviato in prossimità del ponte, al chilometro 20,112, della linea Lamezia Terme – Catanzaro Lido e si è adagiato sul fianco destro, a valle della spalla del ponte ad arco in muratura, a tre campate, lato Catanzaro, fortemente compromesso da un’erosione fluviale del torrente Cancello. Successivamente, sotto l’azione dell’erosione idraulica del corso d’acqua, sono crollate la pila del ponte lato Lamezia Terme e le tre arcate. È un evento che si può definire ovviamente di particolare gravità.

Per appurare le cause dell’incidente è stata istituita dalla direzione tecnica della Rete ferroviaria italiana una specifica commissione di indagine, che effettuerà tutti gli accertamenti del caso, interfacciandosi con le commissioni di inchiesta, incaricate dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e dalla Direzione generale per le investigazioni ferroviarie del Ministero dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti.

Il luogo in cui è avvenuto l’incidente è compreso nella tratta Feroleto e Marcellinara, ricadente tra le località Piano di Amato e Votti del Barone, nei comuni di Amato e Pianopoli, alla confluenza tra il torrente Cancello e la piana del fiume Amato. Ai fini della pianificazione del territorio, nel piano stralcio per l’assetto idrogeologico redatto dall’Autorità di bacino regionale della Calabria, l’attraversamento ricade in un’area di attenzione per pericolo di inondazioni. A seguito di specifiche analisi esperite sullo stato dell’attraversamento, nel 2011 sono stati eseguiti interventi di sistemazione e consolidamento della spalla lato Lamezia Terme. Contestualmente sono stati pianificati per il 2012 ulteriori interventi sulla briglia di protezione, posta immediatamente a valle del ponte.

Dopo l’incidente l’infrastruttura ha subito il crollo della pila lato Lamezia Terme e delle tre arcate del ponte. La spalla lato Lamezia Terme non ha mostrato fessure e lesioni sui muri e sul parametro frontale, che possano far pensare ad eventuali spostamenti della stessa, mentre è evidente l’erosione del terreno di ricoprimento della fondazione della spalla di circa un metro e mezzo.
La pila crollata sembra essere ruotata in senso orario nel piano verticale e longitudinale del ponte, per presumibile scalzamento della fondazione della pila stessa, lato Catanzaro, che, rimasta integra, non presenta evidenti segni di spostamento.

La spalla lato Catanzaro presentava la fondazione in parte scoperta per erosione dell’alveo (per circa un metro e mezzo) e il crollo del muro d’ala lato monte, con la formazione di una notevole cavità a tergo, che potrebbe aver contribuito al deragliamento del treno.

Già nel 2009, a seguito di precedenti fenomeni alluvionali, crollò un ponte stradale con il cedimento della briglia di protezione a valle del ponte ferroviario. In conseguenza di tali eventi, la provincia di Catanzaro il 20 gennaio 2011 segnalò che la situazione dell’alveo del torrente Cancello, in corrispondenza della briglia e del ponte stradale crollati, si era ulteriormente aggravata, precisando che un’eventuale progressione del fenomeno avrebbe potuto compromettere la stabilità del retrostante ponte ferroviario.

Successivamente la RFI ha trasmesso una proposta di intervento, alla quale la suddetta provincia ha risposto, autorizzando lavori di ripristino e movimentando materiale inerte da recuperare in alveo, senza ulteriori apporti o modifiche, e rimandando alla presentazione di un progetto ogni altra autorizzazione al riguardo.

Nel frattempo la Rete ferroviaria italiana, oltre ad eseguire i lavori autorizzati per un importo di 140 mila euro, ha continuato il monitoraggio del ponte, secondo le verifiche periodiche previste dalle attuali norme, che, peraltro, sono applicate a tutte le opere d’arte delle reti ferroviarie. Sempre nell’ambito dei controlli periodici, la linea ferroviaria interessante il ponte è stata oggetto di una verifica da parte del treno di diagnostica, che non ha evidenziato alcun difetto dei parametri geometrici del binario. Inoltre, per il 2013 è stata pianificata la ricostruzione totale delle briglie, previa approvazione del progetto esecutivo da parte della provincia di Catanzaro, così come richiesto in data 2 febbraio 2011. Si sono svolti incontri, poi, tra il Ministero dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero della coesione territoriale, la Rete ferroviaria italiana Spa ed i rappresentanti regionali al fine dell’identificazione delle priorità di investimento nel settore ferroviario da includere nel «Piano di azione coesione».

Sono stati individuati inoltre una serie di progetti di potenziamento della rete ferroviaria calabrese consistenti: nel potenziamento infrastrutturale e tecnologico tra Battipaglia e Reggio Calabria, consistente nell’attrezzaggio tecnologico uniforme sull’intera linea, nell’adeguamento di caratteristiche prestazionali della linea, nella sistemazione e ricostruzione di opere d’arte, nel potenziamento di impianti di stazione, il cui costo è previsto in 230 milioni di euro; in una prima fase funzionale di potenziamento dell’itinerario che collega Metaponto, Sibari e Paola, comprendente interventi localizzati nella regione Calabria e mirati a aumentare la capacità e la velocità della linea, interventi che consistono in rettifiche di curve, adeguamento e velocizzazione di alcune stazioni e fermate, in adeguamenti prestazionali della linea e soppressione di alcuni passaggi a livello, con un costo complessivo di 155 milioni di euro; interventi di velocizzazione delle principali linee della rete calabrese, per un importo complessivo di 40 milioni di euro; in uno studio di fattibilità per l’eventuale elettrificazione del collegamento tra Lamezia Terme, Catanzaro e la dorsale ionica, e nella realizzazione di un primo lotto funzionale per un importo complessivo di 80 milioni di euro.

Le opere citate, il cui costo ammonta complessivamente come si vede, a oltre 500 milioni di euro, vengono comprese nella tabella «opere in corso» dell’aggiornamento per il 2010 e 2011 del contratto di programma tra RFI Spa e Ministero dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, la cui definizione è in corso di istruttoria e sono state oggetto, aggiungo, di una recentissima riunione effettuatasi a Palazzo Chigi con i presidenti delle regioni interessate presieduta dal Presidente del Consiglio.

Riguardo, poi, alla manutenzione straordinaria e ordinaria delle linee ferroviarie calabresi, l’attività di manutenzione di RFI è progettata secondo due macropolitiche: la manutenzione ordinaria, che consiste nell’insieme delle azioni volte al mantenimento in efficienza, alla prevenzione dell’avaria e al pronto intervento, miranti a garantire, nell’arco dell’intero ciclo di vita, le prestazioni per le quali l’oggetto è stato realizzato e il cui costo, per gli anni 2010 e 2011, è stato rispettivamente di 62 e 70 milioni di euro; la manutenzione straordinaria, che rappresenta, invece, l’azione intrapresa allo scopo di migliorare l’affidabilità e potenziare l’infrastruttura mediante interventi che incrementino la sicurezza con un costo, per gli anni 2010 e 2011, rispettivamente di 81 e 88 milioni di euro. Per le suddette attività di manutenzione sono state utilizzate 833 risorse della Direzione territoriale di Reggio Calabria di RFI nel 2010 e 863 risorse nel 2011.

Relativamente alle attività di previsione ed allertamento, di cui alla direttiva del 27 febbraio 2004, si rappresenta che in data 21 novembre 2011 è stato emesso l’avviso di condizioni meteorologiche avverse per le regioni Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. Il giorno successivo è stato emesso un nuovo avviso per le regioni Sardegna, Calabria, Basilicata, Puglia, Marche e Abruzzo. Secondo le procedure adottate dalla regione Calabria, nei giorni 21 e 22 novembre sono stati diffusi, dal Centro funzionale regionale, sito presso l’Arpa Calabria, due avvisi con livello di criticità elevata.
Ad oggi il quadro degli effetti al suolo registrati appare riconducibile, nel complesso, ad una situazione di moderata criticità, localmente elevata, ai sensi della suddetta direttiva e in linea con le previsioni e le criticità dichiarate.

Lo stato di vulnerabilità pregressa dei territori colpiti, che rappresenta il vero problema, ha determinato un’amplificazione degli effetti causati dagli eventi meteorologici e, in conseguenza di ciò, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il 13 dicembre 2011, è stato dichiarato lo stato d’emergenza nei territori delle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Crotone.
Per quanto riguarda le attività poste in essere ai fini della messa in sicurezza delle aree del territorio calabrese interessate dal dissesto idrogeologico, si ricorda che con la legge di stabilità 2010 sono state stanziate risorse pari a 900 milioni di euro. Tale importo costituisce l’intera dotazione delle risorse assegnate, per il risanamento ambientale, dalla deliberazione CIPE del 6 novembre 2009, che è stata completamente destinata alla realizzazione degli interventi diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico.

Successivamente, con il decreto-legge 29 dicembre 2010, sono state ridotte di 100 milioni di euro le risorse stanziate nel suddetto articolo 2 della legge n. 191 del 2009. La norma ha stabilito che le risorse disponibili possono essere utilizzate anche tramite accordo di programma sottoscritto dalla regione interessata e dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nell’ambito del quale è definita la quota di cofinanziamento regionale. Le risorse complessive previste per la realizzazione di tali accordi su tutto il territorio nazionale sono state, ad oggi, quasi integralmente programmate. In particolare si segnala che, a seguito dei contatti intercorsi e delle riunioni svolte presso il suddetto Dicastero, in data 25 novembre 2010, fu sottoscritto l’accordo di programma tra il Ministero dell’ambiente e la regione Calabria per un importo complessivo di 220 milioni di euro, di cui 110 milioni da parte del suddetto Ministero e 110 milioni da parte della regione interessata, per un piano che prevedeva la realizzazione di 185 interventi. Nella provincia di Catanzaro l’accordo di programma ha previsto la realizzazione di 33 interventi per un importo complessivo pari a 37 milioni e poco più di euro.

Attualmente, il Ministero dell’ambiente ha trasferito risorse pari a 21 milioni di euro. Le disponibilità residue saranno messe a disposizione nei tempi e nei modi in cui le stesse saranno direttamente disponibili nel bilancio. Inoltre, nell’ambito della pianificazione del Piano nazionale sud ambiente si potranno rendere utilizzabili ulteriori assegnazioni, finalizzate alla copertura degli interventi programmati. Queste risorse sono di provenienza dai fondi FAS e, nonostante i relativi accordi di programma siano già stati sottoscritti, sono state solo in parte assegnate al Ministero dell’ambiente e tutela del territorio e del mare. È in atto – come è noto – una velocizzazione di questi investimenti anche in relazione alle possibilità che le regioni hanno di cofinanziamento in relazione al Patto di stabilità. Proprio in questi giorni si sono svolte riunioni di questo tipo. In merito alla eventuale possibilità di inserire i territori colpiti dalle recenti avversità atmosferiche tra quelli beneficiari dei fondi per la prevenzione del rischio idrogeologico si fa presente che le risorse finanziarie, sia statali che regionali, inizialmente assegnate all’accordo di programma tra Ministero dell’ambiente e regione Calabria, risultano tutte integralmente destinate agli interventi già individuati nell’accordo stesso. Peraltro l’eventuale inserimento di altri interventi, a parità di risorse assegnate, potrà avvenire solo a seguito di eventuali rimodulazioni e riprogrammazioni nel quadro finanziario degli interventi previsti dall’accordo. In assenza di risorse aggiuntive tali eventuali rimodulazioni potranno essere operate solo in caso di specifica intesa tra i soggetti sottoscrittori dell’accordo di programma, fatta salva la disponibilità dei fondi FAS ministeriali e regionali previsti a copertura finanziaria dell’accordo stesso.

L’onorevole Tassone ha richiamato peraltro l’attenzione del Governo sulla necessità di un piano strategico di azione che riguardi, da un lato, la difesa del suolo e la messa in sicurezza delle aree del territorio calabrese e, dall’altro, il potenziamento delle infrastrutture. Sicuramente questo invito dell’onorevole Tassone non può trovare il Governo inerte. Devo dire che siamo nell’ambito di una questione, quella del dissesto idrogeologico della regione Calabria, che esattamente cinquant’anni fa l’onorevole Nitti in una celebre relazione depositata al Parlamento evidenziava come caratteristica anche della geografia dei luoghi e delle trasformazioni che i luoghi stessi avevano subito.
Il tema del dissesto idrogeologico è centrale in una regione dal territorio stretto e lungo come la Calabria e con una presenza appenninica rilevante; da sola si spiega anche per geografia naturale, ma si spiega anche con le modifiche che sono intervenute nel corso degli anni. È evidente che non si può affrontare con interventi tampone, fatti – volta per volta – ma richiede una visione strategica.

Dobbiamo riconoscere che una parte di questa strategia in qualche modo si è cominciata a mettere a punto, ma sicuramente sarà necessario un impegno ulteriore, naturalmente anche compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili. Ci auguriamo che la ripresa di un’iniziativa di programmazione di interventi nelle aree meridionali, che è appena ricominciata, ci possa mettere nella condizione di affrontare con una visione più strategica le questioni sollevate e poste dall’onorevole Tassone. Speriamo, già nelle prossime settimane, dopo le festività natalizie, di poter dedicare, attraverso i competenti Ministri ed uffici, un’attenzione maggiore e specifica alle questioni che vengono sollevate.

La replica dell’On. Mario Tassone

Signor Presidente, sottosegretario D’Andrea, intanto vorrei fare una considerazione di fondo: divido la sua risposta tra quella illustrata a braccio e consegnata alla mia attenzione, alla nostra attenzione e all’attenzione del Parlamento, con la quale concordo e per la quale la ringrazio, con quella che lei ci ha letto, la quale, certamente, denota un impegno, una conoscenza e un attenzionamento da parte sua e da parte, soprattutto, degli uffici. La ringrazio per la parte che lei ha illustrato a braccio perché vi è un’attenzione anche sul piano di una proiezione politica di una strategia in quanto così non si può andare avanti. E nemmeno mi impressiono quando mi si fa il riferimento di quelle cifre; non mi impressiono affatto. Quei 500 milioni di euro consegnati dall’accordo di programma non mi impressionano. Il mio amico Moretti può dire queste cose a chi vuole, ma, certamente, non le può consegnare ad un rappresentante del Governo per riferirle in Parlamento. Di queste prese in giro, signor sottosegretario, ormai abbiamo piene le tasche. Vorrei capire quali soldi, quali energie e risorse sono impiegate e quali sono i risultati raggiunti, a fronte di una strategia e di una «politica» da parte della holding Ferrovie dello Stato che è proiettata ad abbandonare la Calabria con la soppressione di numerosi treni. Vi è una contraddizione tra questa volontà, questo sforzo fatto dichiarare da lei in questo momento da parte di Ferrovie dello Stato e la soppressione di percorsi a lunga gittata che soprattutto colpiscono la fascia ionica della Calabria. Per cui, non credo che su questo possiamo assolutamente concordare.

Signor Presidente e signor sottosegretario, insisto che, per quanto riguarda la mancata tragedia del ponte tra Marcellinara e Lamezia Terme, non mi fido delle Commissioni, a meno che lei non prenda impegno che, fra qualche giorno o quando sarà, verranno riferite le conclusioni al Parlamento. Ma quante Commissioni d’inchiesta per accertare la verità sono state nominate in campo trasportistico e poi nessuno ha mai avuto contezza delle conclusioni? Non c’è mai nessuna responsabilità. Qui ci troviamo di fronte ad una vicenda, come detto e come ripeto, drammatica perché, per pura coincidenza, per provvidenza – chiamiamola come vogliamo -, non sono morte 21 persone. Ciò è stato denunciato; lei parla del gennaio del 2011, ma anche prima, dal presidente dell’amministrazione provinciale, anche prima e nessuno ha fatto nulla. Ma chi è responsabile in questo Paese? C’è qualche responsabilità o qualcuno che poi risponde?

O poi c’è sempre la casta che risponde di tutto? Come alcuni giornalisti che individuano soltanto la casta, soltanto il Parlamento, la cosiddetta casta.

Ma qualcuno che ha il potere reale di consegnare i soldi, di costruire, di fare, di operare risponda meglio al Paese anche per questa mancata tragedia. Signor sottosegretario, l’atto di sindacato ispettivo non è una burla. Alcuni vorrebbero che il Parlamento diventasse sempre più una burla. È un fatto serio. Dunque prenda impegno per la sua storia politica, per la sua storia parlamentare e di Governo contrassegnata sempre da fatti positivi, apprezzabili, circondati da grande stima. Prenda impegno di capire. Lo dica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Poi fanno rispondere al sottosegretario per i rapporti con il Parlamento e a me fa piacere, ma dov’è il Ministero delle infrastrutture dei trasporti e quello dello sviluppo economico? Il mio partito certamente sostiene il Governo ma lei lo sa come la penso io? Lo sa come la penso io? Se va denunciata un’insufficienza, va denunciata un’insufficienza. Non me ne pò frega’ de meno – come si dice a Roma – di quella roba. Signor Presidente e signor sottosegretario, non c’è dubbio che il problema è la dislocazione dei poteri. Di chi è la responsabilità? Lei ha fatto un riferimento per quanto riguarda i finanziamenti alla sistemazione idrogeologica anche attraverso la compartecipazione della regione per metà e metà. Sappiamo a che punto è questo tipo di rapporto? Sappiamo soltanto una cosa che, a dicembre, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato la dichiarazione di emergenza così come il presidente Scopelliti aveva chiesto. Ma poi tutta la sistemazione, tutte le risorse della Protezione civile, dove sono andate? Dove vanno? In una programmazione preventiva? No, perché ogni volta ci troviamo in questa situazione e non è che mi riferisco soltanto al Governo centrale, ma c’è la responsabilità delle autonomie locali che hanno autorizzato e hanno fatto finta di non sapere che c’era una violenza all’interno del territorio che si consumava giorno per giorno. Allora su questa parte mi consenta, signor Presidente e signor sottosegretario, non sono d’accordo. Non sono assolutamente soddisfatto di questa risposta che le hanno fatto leggere gli uffici e che lei poi ha commentato con grande puntualità, con grande intelligenza e con grande dignità. Non sono d’accordo, è fumo negli occhi. Vogliamo capire che cosa succede perché nella mia storia parlamentare questa è la trentesima interpellanza o interrogazione che svolgo in un’aula parlamentare su queste stesse vicende. È lo stesso modo, è la stessa vicenda.

Ma le dico di più. Noi parliamo della tratta Marcellinara-Lamezia Terme e lei lo sa che con la stessa tratta c’è stato un blocco, un sequestro da parte della magistratura, di un pezzo di strada ferrata perché era stata alimentata con materiale impoverito e c’era un grande pericolo, il cedimento e c’era un’inchiesta da parte della procura della Repubblica e ci sono le prime situazioni e risultati anche processuali. Chi doveva fare controlli di questo materiale impoverito? Questa è un’altra bomba che minacciava l’incolumità e la sicurezza dell’uomo e del cittadino. Certamente non si può rispondere in termini burocratici. Certamente sono d’accordo con lei e lei ha concordato, questo mi onora, che c’è bisogno di una politica, ma non di questo Ministro o del superministro. Non sappiamo se c’è un superministro, se c’è una supercasta, non so se c’è un holding di banche nel Governo. Non me ne importa nulla. Vorrei capire se c’è, al di là di questa rappresentazione di una realtà dove bisogna soltanto sperare e intanto alimentare la speranza con le lacrime e il sangue, c’è anche uno spazio per assicurare una convivenza e un’agibilità e soprattutto una qualità della vita nelle regioni difficili come sono quella calabrese o la Basilicata, regioni dimenticate ovviamente rispetto a quelle che, invece, dovrebbero essere i percorsi di una civiltà che non può essere negata ma deve essere assicurata giorno per giorno. Allora, mi auguro che questa sia la prospettiva. Dunque, non è questo o quel Ministro, ma mi auguro che anche il Presidente del Consiglio dei ministri, con la sua compostezza, con la sua dignità e con il suo rispetto – che mi auguro sia sempre sostanziale e non semplicemente formale, perché con i formalismi non abbiamo nulla a che fare – possa ovviamente assumersi la responsabilità, affinché questo Paese viva ma poi viva anche l’uomo, al di là di quelle che sono le cifre e la girandola delle risorse che sono molte volte promesse, auspicate e molte volte anche sottratte, ma che devono certamente essere un punto forte di riferimento per andare avanti e per progredire in nome della civiltà e del progresso.

 

On.Tassone su potenziamento infrastrutture e messa in sicurezza aree territorio calabrese.pdf








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