Adozione gay: Binetti (Udc),ormai operazione ingegneria nascite

(ANSA) – ROMA, 10 MAR – “Su tutti i giornali viene definita come la storica sentenza di Firenze: quella che consente per la prima volta a due coppie gay di adottare un bambino, senza aver nessun legame biologico con lui. C’erano già state le altrettanto storiche sentenze del 2014 per cui due coppie omosessuali, una maschile e una femminile, avevano fatto ricorso alla stepchild adoption, adottando il figlio del convivente e quella più recente di Trieste, dove due padri biologici, ricorrendo alla maternità surrogata, avevano fatto nascere due fratellini. In pochi mesi stiamo assistendo ad una vasta operazione di ingegneria della nascita, per cui diventano possibili, con interventi specifici della magistratura, varie soluzioni che consentano di soddisfare il desiderio di paternità in coppie che altrimenti non potrebbero avere figli”. Lo afferma Paola Binetti dell’Udc in una nota. “Ma l’onestà intellettuale dovrebbe farci dire con chiarezza che si tratta di un desiderio di adulti che non tiene in nessun conto il desiderio di un bambino di avere sua madre, accanto a suo padre. Né tiene in nessun conto, non se ne parla neppure, della sofferenza di una donna che nel suo ruolo di madre surrogata deve rinunciare ai suoi figli, prima ancora che nascano per un pugno di dollari, prosegue Binetti. “Non c’è dubbio che si stia cercando di lanciare con una grossa campagna mediatica una affermazione sconvolgente: della donna si può fare francamente a meno, basta chiederle un ovulo da fecondare e affittare il suo utero per nove mesi. Si può perfettamente prescindere dalla madre, nella sua dimensione affettiva ed emotiva. Per questo bastano i padri. Mi sembra l’ultimo baluardo maschilista di riappropriarsi del controllo della società, di stabilire chi deve nascere e soprattutto come deve essere educato, in un contesto privo della specificità femminile”, dice tra l’altro.(ANSA).