ADOZIONI. BINETTI: UTERO IN AFFITTO VIOLAZIONE DIRITTI BAMBINO E DONNE

(DIRE) Roma, 15 mar. – “Oggi, 15 marzo la Commissione Affari sociali del Consiglio d’Europa discutera’ l’adozione del Rapporto della deputata belga Petra de Sutter sulla maternita’ surrogata, proibita dalla legge italiana. In queste ultime settimane abbiamo piu’ volte ribadito, soprattutto in occasione del dibattito sulle unioni civili, come l’utero in affitto sia una violazione dei diritti del bambino, uno sfruttamento del corpo delle donne e una vera e propria istituzione dell’abbandono dei minori il cui legame con la madre viene irrevocabilmente spezzato”. Lo dichiara Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc). “Per questi motivi- prosegue- mi sono impegnata affinche’ non siano poste le basi per legalizzare tale pratica a livello europeo. La Commissione Affari sociali del Consiglio d’Europa non ha alcun potere di imporre all’Italia una pratica di questo tipo, anche perche’ contraddice esplicitamente quanto previsto dalla legge 40 del 2015. Piu’ volte al Senato come alla Camera abbiamo ribadito che la maternita’ surrogata, espressione non meno infelice di quella di utero in affitto, non puo’ e non deve trovare spazio nella normativa italiana perche’ contraddice ad alcuni dei piu’ elementari diritti del bambino e della donna. Il riferimento e’ quello a diritti universali, che non possono essere confusi con desideri, che per quanto legittimi non cessano di essere meri desideri. Il diritto di un bambino ad avere un padre e una madre e’ un diritto di rango decisamente superiore al desiderio di genitorialita’ che puo’ esprimere una coppia omosessuale”. “Il diritto di una donna a mantenere una relazione di continuita’ con il bambino appena nato- dice ancora Binetti-, non puo’ essere capovolto dal desiderio di una coppia sterile eterosessuale di avere un figlio. La manipolazione dell’opinione pubblica, nel tentativo di rendere piu’ accettabile questa pratica sul piano della comunicazione, si basa su due vistosi equivoci: il primo ignora che una coppia per adottare un bambino e’ sottoposta ad una valutazione molto rigorosa della sua idoneita’ alla genitorialita’, che in questo caso e’ del tutto ignorata. Il secondo e’ che quando un bambino viene dato in adozione in genere e’ un bambino in stato di abbandono, per il quale si cerca di predisporre un futuro migliore. In questo caso l’abbandono del bambino e’ programmato: questo figlio nasce per essere abbandonato. E questa e’ una ferita gravissima nel senso stesso della maternita’ che colpisce sia la donna che ordina il proprio figlio dopo averne prefissato alcune caratteristiche, che la donna che accetta questo commercio: soldi in cambio di figlio. A tutto cio’ diciamo un no fermo e senza alternative”.