Afghanistan: Binetti (Udc), a tutela donne ripartire da 81 studentesse in attesa

(DIRE) Roma, 30 ago. – “I diritti delle donne in Afghanistan ripartono anche dalle 81 studentesse che hanno già superato gli esami di selezione e sono attese a Roma per frequentare all’Università della Sapienza un Corso sui Diritti umani. Con loro ci sono una trentina di colleghi, oltre a giovani ricercatori e docenti universitari, con le loro famiglie, coinvolti in questo straordinario progetto di alto profilo intellettuale, con un’immediata ricaduta sul piano della riorganizzazione sociale del Paese. Sono tutti giovani tra i 20 e i 25 anni e rappresentano il futuro della classe di governo del Paese. Un vero e proprio capovolgimento di prospettiva: non si tratta di esportare la democrazia secondo cliché occidentali, ma di formare una nuova generazione di afghane e di afghani perché prendano in mano le sorti del Paese. Oggi molte di loro si sentono prigioniere a Kabul, e lo sono di fatto, perché i loro diritti sono calpestati: primo tra tutti il diritto alla formazione, condizione essenziale per un rinnovamento del Paese dalla base, dall’interno. E’ da loro, che rappresentano la Next Generation, che deve partire un PNRR per l’Afghanistan; in una relazione di collaborazione con l’Italia, con tutta l’Europa, e con gli USA, in una rete di scambi umani e culturali, all’insegna della libertà e della dignità umana. Attualmente sono spaventate, eppure questa potrebbe essere una delle operazioni più intelligenti per gli stessi talebani: farle partire con un impegno a tornare per ricostruire insieme il Paese, in una chiave più laica, moderata ed inclusiva. Come se le stesse donne, questa 81 studentesse potessero rappresentare un ponte per il futuro”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC. “Sappiano che la Farnesina e l’unità di crisi seguono con massima attenzione la vicenda delle studentesse della Sapienza bloccate in Afghanistan- aggiunge- così come per altro fanno con tenacia e determinazione anche la Rettrice della Sapienza Antonella Pulimeno e la professoressa Mara Matta che dirige il corso sui Diritti umani: Global Humanities, che le studentesse Afghane avrebbero dovuto seguire. Dalla Sapienza inoltre hanno riaperto le selezioni per includere un maggior numero di studenti. E’ una nuova strada che si apre ai giovani e alle giovani afghane che desiderano investire nel futuro del Paese attraverso lo studio. Io stessa -prosegue la senatrice Binetti- ho rivolto una interrogazione alla Ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, perchè si aprano ulteriori strade per una ulteriore internazionalizzazione delle nostre Università, in un clima di accoglienza in cui lo studio e la ricerca condivise facciano da collante per una nuova coesione sociale a livello internazionale. Ricominciando dalle Donne: di donne in gamba in questa vicenda ce ne sono davvero tante in Italia! Donna la Ministra, Donna la Rettrice della Sapienza, donna la Viceministra agli Esteri, Marina Sereni che fin dal primo momento si è prodigata per le donne afghane, e non solo”, termina Binetti.