Ambiente. Novello (Udc): Dati Ispra allarmanti, partito dia vita a Osservatorio Transizione

I dati del rapporto Ispra “Dove va l’ambiente italiano?” forniscono una situazione molto grave in merito allo stato di salute dell’ambiente in Italia.
La cosa ci deve allarmare e ci deve spingere ad adottare provvedimenti urgenti e forti.
Non è più tempo di mezze misure, la situazione è così grave che va affrontata non solo a livello nazionale, ma deve coinvolgere l’intera Unione Europea.
Dobbiamo reagire come abbiamo fatto con la pandemia da COVID-19, perché per quanto riguarda le condizioni dell’ambiente e i mutamenti climatici, siamo di fronte a una ben più grave pandemia, per cui non possiamo permetterci ulteriori sottovalutazioni.
Ma occorre un po’ ragionare sui dati del rapporto Ispra per rendersi conto delle condizioni in cui ci troviamo:
-solo il 43% dei corpi idrici fluviali è in stato buono o superiore
-peggio fanno i laghi. Dei 347 laghi censiti, solo il 20% raggiunge e supera l’obiettivo del buono stato ecologico
-Le risorse marine sono sotto fortissimo stress. Biodiversità sotto attacco, anche a causa di una penetrazione da record di specie aliene
-circa il 90% delle popolazioni di pesci sono sovrasfruttate: preleviamo da 2 a 3 volte di più di quanto è sostenibile
molto male la situazione dei rifiuti sulle spiagge e della plastica in mare: in Italia ne abbiamo in media più di 300 ogni 100 metri (per UE non devono essere più di 20).

-per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico: resta preoccupante il livello di ozono a bassa quota

-sul fronte del consumo di suolo: 60 chilometri quadri l’anno è il dato. Ma anche il dato accumulato è pesante: il 7,11 della superficie nazionale, contro il 4,2% della media europea

-sul dissesto idrogeologico c’è da osservare come le tante costruzioni e infrastrutture di ogni tipo aggravino il dissesto e i suoi costi umani ed economici. Un solo dato: negli ultimi 20 anni, i danni per gli eventi idrogeologici, hanno superato un miliardo di euro l’anno. Da aggiungere che sono di gran lunga superiori agli investimenti per interventi pubblici per contenere il rischio frane e alluvioni: circa 300 milioni.

La pubblicazione del Rapporto cade nel momento in cui tutti nel mondo ci poniamo il problema di cosa fare per il pianeta, che appare sempre più gravemente malato, soprattutto quali interventi adottare per rendere la terra più integra, pulita e sicura.
Intanto c’è da dire che l’ Europa ha varato il programma Next Generation EU, che ha l’obiettivo di convincere gli Stati membri ad accelerare la transizione ecologica. L’Europa questa volta fa anche di più, perché fornisce le risorse necessarie per gli investimenti indispensabili e urgenti.
Di questo programma fa parte anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che rappresenta un’occasione unica e straordinaria per lo sviluppo e rilancio per il nostro Paese.
Occasione che l’Italia non si può permettere nessun modo di perdere, perché le conseguenze sarebbero traumatiche.

Ritengo anche opportuno, in conclusione di questa analisi, proporre che il nostro partito dia vita a un osservatorio per la transizione ecologica e per i mutamenti climatici. Che dovrebbe poi in prospettiva allargarsi agli altri paesi europei, con una sorta di patto di consultazione fra le forze moderate e di centro, per studiare una serie di interventi e di sensibilizzazioni comuni, perché, come dicevamo in apertura, il tema della transizione ecologica deve essere assolutamente affrontato a livello comunitario, con lo sforzo convinto e unanime di tutti i paesi dell’Europa. Lo afferma Luigi Novello, responsabile ambiente dell’Udc.