Ambiente: Novello (Udc), l’inquinamento in Italia è una delle emergenze più forti

Preoccupati da pandemia e da questa tragica guerra, quasi non parliamo più di questo strano periodo dal punto di vista climatico. Sta finendo un inverno molto mite, caratterizzato da una lunga e devastante siccità, con un inquinamento atmosferico molto preoccupante. Ed è su questo che oggi mi vorrei soffermare. L’inquinamento atmosferico è causato dalla diffusione nell’atmosfera di gas e polveri sottilissime. La causa è da ricercarsi nelle attività industriali, negli impianti per la produzione di energia, negli impianti di riscaldamento e nel traffico. Un peso importante ce l’hanno i mutamenti climatici che causano il degrado della qualità dell’aria a livello locale e regionale e nello stesso tempo influenzano i cambiamenti climatici. Qualità dell’aria e cambiamenti climatici sono tematiche ambientali strettamente collegate. L’inquinamento in Italia è una delle emergenze fondamentali. Ma questo rischio riguarda l’intero pianeta. Ma purtroppo gli interventi dei governi sono molto blandi o del tutto inesistenti. L’esposizione prolungata ad alti livelli di inquinamento dell’aria farebbe aumentare il rischio di scatenare alcune malattie autoimmuni. I dati derivano da uno studio dell’università di Verona, dove sono state analizzate le cartelle cliniche di oltre 80mila pazienti. È stato calcolato, a livello nazionale, che ogni 10 µg/m3 in più di concentrazione di polveri sottili PM10 fa aumentare del 7% il rischio di avere una malattia autoimmune. Ma se i valori di polveri sottili sono superiori alle soglie considerate critiche, allora il rischio di sviluppare questo tipo di malattie è del 12-13% più alto.

E c’è di più: per quanto riguarda l’artrite reumatoide, il rischio di sviluppare la malattia aumenta del 40% in caso di esposizione prolungata all’inquinamento dell’aria. Per le malattie croniche infiammatorie intestinali il rischio cresce del 20%. Per le malattie dei tessuti connettivi, l’incremento di rischio aumenta del 15%.

Lo studio dell’Università di Verona conferma, quindi, un’associazione tra inquinamento dell’aria e sviluppo di malattie autoimmuni. Le variazioni delle condizioni meteorologiche, dovute ai cambiamenti climatici, possono alterare il trasporto, la dispersione, la deposizione e la formazione di inquinanti nell’atmosfera e la loro ricaduta al suolo. Inquinanti che a loro volta, interagiscono con i gas serra, potenziandone gli effetti. Il mese di febbraio e l’inverno 21-22 in Italia si sono contraddistinti per le temperature miti e per la carenza di precipitazioni, che ha portato alcune regioni in stato di siccità critica. Un mix di carenza di precipitazioni e alte temperature che ha fatto dell’inverno 2021/22 uno dei più secchi e caldi di sempre, soprattutto al Nord del paese.
Luigi Novello Responsabile Nazionale Ufficio Ambiente UDC